“Penso a Correggio come a un luogo caro alle Muse”. Queste sono le parole con cui lo storico e critico d’arte Arnaldo Barilli descriveva Correggio nei primi anni del Novecento. Un pensiero che risulta attuale e che trova conferma nelle parole di Francesca Manzini, direttrice del Museo Civico Il Correggio e referente all’accoglienza turistica, che da anni osserva Correggio crescere di attrattività grazie a un sistema di rete.
Quest’anno ricorrono i vent’anni dalla nascita dell’Ufficio Turistico di Correggio, inizialmente situato in Via Antonioli e poi trasferito nel 2014 alla Casa del Correggio, sede che ancora oggi ospita il servizio. Una scelta che ha da un lato conferito prestigio all’ufficio grazie al valore simbolico del luogo, ma dall’altro ha mostrato anche alcune criticità dal punto di vista della visibilità. Mentre la collocazione originaria, nel cuore del centro storico, permetteva ai visitatori di intercettare facilmente il punto informazioni anche involontariamente, la sede attuale richiede una ricerca più mirata e consapevole da parte del turista.
Questo calo dopo il trasferimento è stato però compensato dall’ampliamento delle attività svolte all’interno della Casa del Correggio, che nel tempo è diventata non solo uno spazio informativo ma anche un luogo di promozione culturale e territoriale. È cambiato profondamente anche il quadro normativo: nato come servizio comunale, l’ufficio è stato successivamente riconosciuto come Ufficio di Informazione Turistica, con standard regionali sempre più stringenti da rispettare in termini di personale, servizi, utilizzo di lingue straniere e creazione di materiali informativi.
La trasformazione più significativa è arrivata con la riorganizzazione del sistema turistico regionale successiva all’abolizione delle province. Con il passaggio delle competenze alla Regione Emilia-Romagna, il territorio è stato suddiviso in tre grandi destinazioni turistiche: Emilia, Bologna Metropolitana e Romagna. L’obiettivo era superare i tradizionali campanilismi e favorire una programmazione condivisa, capace di valorizzare le peculiarità locali all’interno di strategie comuni dotate di maggiori risorse economiche.
In merito, Manzini spiega: «Correggio ha aderito fin dall’inizio a questo nuovo modello, che si è ulteriormente rafforzato all’interno della destinazione turistica Emilia e che prevede una quota importante delle risorse regionali a progetti tematici condivisi tra più comuni. I temi di lavoro spaziano dai borghi e castelli all’enogastronomia, ai cammini, dal cicloturismo all’Appennino, fino alle esperienze di terme e outdoor. Da due anni Correggio partecipa in particolare al progetto “Borghi e Castelli”, coordinato dal Comune di Piacenza e sviluppato in collaborazione con il circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Una scelta che si è rivelata particolarmente efficace sul piano della promozione. L’adesione a un marchio già riconosciuto a livello nazionale e internazionale ha infatti garantito una visibilità difficilmente raggiungibile da una singola realtà locale».
La collaborazione ha prodotto risultati concreti. Travel blogger e influencer hanno raccontato la città attraverso articoli, video e contenuti social in grado di raggiungere centinaia di migliaia di utenti; e questo si è tradotto in un aumento significativo delle presenze turistiche. I Castelli del Ducato promuovono regolarmente Correggio e gli eventi correggesi sui propri canali digitali e durante le principali fiere di settore, dalla Bit di Milano alle manifestazioni internazionali dedicate al turismo.
La promozione contemporanea passa soprattutto dalla capacità di raccontare un territorio. Conferma Manzini: «Oggi non basta più proporre contenuti storici o artistici, occorre costruire una narrazione breve, coinvolgente e capace di trasformare ogni elemento identitario in un motivo di visita. In questa prospettiva il patrimonio di Correggio è molto più ampio del suo centro storico o delle opere di Antonio Allegri. “Patrimonio” per Correggio sono: le Coriandoline, esperienza unica nel panorama internazionale; lo Scarpasot, simbolo della tradizione gastronomica locale; il Parco Urbano con la sua biodiversità; gli artigiani che custodiscono competenze e lavorazioni particolari. Il turismo contemporaneo è sempre più trasversale: non esiste più un unico profilo di visitatore. Accanto agli appassionati d’arte e agli studiosi interessati al patrimonio storico cittadino convivono i fan di Ligabue, i turisti enogastronomici, i viaggiatori business e coloro che cercano semplicemente destinazioni autentiche e meno affollate. Una pluralità di pubblici che richiede proposte diversificate e linguaggi differenti».
La comunicazione digitale è diventata uno strumento imprescindibile. Negli ultimi anni, Correggio ha collaborato con numerosi influencer e content creator, tra cui “Emiliani a spasso”, che hanno realizzato contenuti dedicati alle famiglie e alle coppie, esaltando le peculiarità cittadine e ottenendo così un’ampia diffusione online. Nei prossimi mesi, arriveranno nuovi testimonial tra cui “La Valigia di Pimpi”, nota divulgatrice romagnola che racconterà la città attraverso esperienze legate al territorio e alla gastronomia.
I dati mostrano un interesse crescente soprattutto da parte di Lombardia e Veneto, seguiti da alcune regioni del Centro Italia. Sul fronte internazionale, si invece visitatori provenienti dai paesi anglofoni, in particolare dagli Stati Uniti, spesso legati a collaborazioni aziendali o a iniziative culturali. Non mancano inoltre i turisti provenienti da Belgio, Olanda e Danimarca, tradizionalmente attratti dal cicloturismo.
La bicicletta è uno dei fronti più promettenti: dopo la pandemia si è consolidata una domanda orientata al turismo lento e di prossimità. Molti viaggiatori preferiscono oggi centri di dimensioni contenute, capaci di offrire tranquillità, semplicità e una fruizione più rilassata del patrimonio culturale. In questo contesto, Correggio possiede caratteristiche particolarmente apprezzate.
L’evoluzione del sistema regionale ha portato recentemente anche alla trasformazione degli uffici turistici tradizionali. Correggio ha scelto la formula della “Welcome Room”, una soluzione che mantiene l’accoglienza diretta da parte del personale, integrandola con strumenti digitali, connessione Wi-Fi gratuita e materiali informativi aggiornati. Una scelta che punta a coniugare innovazione tecnologica e rapporto umano, considerato ancora fondamentale nell’esperienza del visitatore.
Intanto, continuano collaborazioni con scuole, università e percorsi formativi, mentre cresce l’attenzione verso le De.Co., le “denominazioni comunali”, che valorizzano prodotti, tradizioni ed eventi del territorio. Tutti strumenti che possono diventare ulteriori leve di attrazione turistica e di valorizzazione delle specificità locali.
Cosa colpisce maggiormente chi visita Correggio? Risponde Manzini: «Gli stranieri apprezzano soprattutto la dimensione raccolta della città, la possibilità di vivere un luogo in cui tutto è raggiungibile a piedi e dove il tempo sembra scorrere con ritmi diversi. Gli italiani, invece, apprezzano soprattutto la cura degli spazi urbani, l’armonia del centro storico e l’eleganza che caratterizza l’intero tessuto cittadino. Passeggiando lungo Corso Mazzini, attraversando Via Cairoli o affacciandosi sulle prospettive che collegano piazze, chiese e palazzi storici, emerge infatti un patrimonio costruito nel tempo grazie alla capacità di preservare identità e bellezza. Un patrimonio che oggi rappresenta la principale risorsa di Correggio e che continua ad alimentare quel senso di appartenenza e orgoglio civico che può diventare uno dei motori più efficaci della sua attrattività turistica».





