Volontariato, integrazione e spirito di comunità

Bhurpinder Singh presiede la protezione civile a Novellara

Dal novembre 2023 il nuovo presidente della Protezione civile Nubilaria” è Bhurpinder Singh, da tutti conosciuto come Sony. Molti giornali, molte persone hanno voluto e vogliono ancora raccontare la sua storia, un esempio positivo di impegno e partecipazione all’interno della propria comunità.

Sony è di origine indiana, sposato con tre figli: lavora alla Tecnove, azienda metalmeccanica novellarese, e da sempre è attivo nel mondo del volontariato. Sin dal suo arrivo a Novellara, nel 2005, si è subito speso in diverse attività, a partire da quelle promosse dal Tempio Sikh del paese, poi dalla Pro Loco e dalla Croce Rossa fino ad approdare, nel 2014, alla Protezione Civile come uno dei membri fondatori. Anche noi di Primo Piano abbiamo quindi approfittato dalla sua disponibilità per poter conoscere il suo percorso ed in particolare il suo rapporto con il mondo del volontariato.

Sony, raccontaci del tuo arrivo in Italia.
«Nel 1996, a sedici anni, ho deciso di partire dall’India per cercare lavoro e condizioni di vita migliori. Dopo alcune tappe, caratterizzate da lavori saltuari e malpagati, sono arrivato in Italia e ho iniziato il mio primo lavoro con il Circo Luana Orfei, a Lecce. Ho girato con il circo per un anno, da Napoli ad Ancona, fino alla Sicilia. Nel ‘98 l’Italia ha approvato una legge che mi consentiva di richiedere i documenti, ma essendo ancora minorenne la mia richiesta è stata rigettata; per ottenerli ho dovuto attendere fino all’aprile del 2000, quando finalmente sono stato convocato dalla Questura per il permesso di soggiorno».

Come ti ha accolto l’Italia in quei primi anni?
«Bene. Lavoravo nel Circo e conoscere l’inglese mi ha aiutato ad imparare l’italiano in fretta. Questo mi ha permesso di inserirmi velocemente nell’ambiente. Sono a Novellara dal 2005, nel 2006 mi sono sposato e mia moglie mi ha raggiunto qui alcuni mesi dopo».

Perché hai inizato a fare volontariato?
«Ho cominciato a collaborare ad alcune attività della Pro Loco di Novellara e ho dato la mia disponibilità al Comune come interprete e traduttore, per aiutare persone di origine straniera. Ho iniziato perché mi piace aiutare gli altri, ho un lavoro stabile e credo sia importante dedicare il resto del tempo a questo. Tutto questo mi ha aiutato a creare relazioni e costruire legami sempre più stabili con gli abitanti di Novellara, che poi mi hanno coivolto nell’organizzazione di molte altre feste ed eventi. Ho cercato di trasmettere anche ai miei figli il desiderio di donare parte del proprio tempo: la più grande è volontaria della Croce Rossa e mio figlio non vede l’ora di diventare maggiorenne per potersi iscrivere alla Protezione Civile. La stessa comunità Sikh, di cui facciamo parte, promuove il volontariato. Al Tempio, infatti, chiunque è accolto praticamente ad ogni ora del giorno: uomini e donne volontari preparano il cibo e lo distribuiscono a chi desidera mangiare e fermarsi. Quando è nata la Protezione Civile, nel 2014, ho subito deciso di aderirvi».

Credi che partecipare alle attività di volontariato possa contribuire all’integrazione delle varie comunità presenti nei nostri paesi?
«Sì, assolutamente sì. Ti faccio un esempio. Quando sono andato come volontario a Suzzara, dove si stava svolgendo la marcia del Vaisakhi Sikh, diversi ragazzi mi hanno fermato e mi hanno chiesto cosa sia e come funzioni la Protezione civile. Alla fine nel gruppo di Suzzara sono entrati altri due indiani, prima non ce n’era nessuno. Altri indiani mi stanno chiedendo come partecipare. Io li invito sempre ad entrare nei gruppi di Protezione Civile dei loro paesi come Reggiolo, Correggio e Suzzara, affinchè diano un contributo sul territorio. In questo modo possono integrarsi e costruire relazioni all’interno della loro comunità. Io non sono un caso isolato. Oltre a me ci sono tanti stranieri che fanno volontariato, magari in altre realtà come la Croce Rossa, Croce Blu o altri gruppi organizzati. A Novellara operano in Croce Rossa diversi ragazzi e ragazze di origine indiana, pakistana e africana. Anche i gruppi di Protezione Civile devono impegnarsi maggiormente per coinvolgere in vario modo altri giovani, appartenenti a tutte le diverse comunità del territorio».

E in effetti è così. Sono diversi i ragazzi stranieri che partecipano alle proposte culturali delle associazioni e del Comune, sia come volontari che come fruitori; sono tanti, ma non ancora abbastanza. Il percorso è certamente lungo, ma le occasioni di confronto e di interazione tra le comunità presenti nel territorio devono essere sempre di più, con un occhio particolare rivolto alle ragazze e alle donne. Esemplare, ad esempio, è l’insieme delle inizative promosse qui a Novellara dalla Rosa dei Venti, che promuove attività di dialogo, conoscenza e studio alle donne migranti. Dopo averlo ringraziato, Sony ci chiede di aggiungere un’ultima cosa: «Vorrei lanciare un caloroso appello: la Protezione Civile ha bisogno di nuovi volontari. Chiunque abbia voglia di entrare sarà ben accolto. Senza volontoriato molte cose non saranno più possibili».

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto