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L’oculistica del San Sebastiano, un modello da imitare

Se la Riabilitazione ha fatto conoscere il S.Sebastiano anche fuori dalla nostra Regione, l’Oculistica è un altro servizio che dà lustro al nostro ospedale in tutta la provincia. Infatti, pur avendo come struttura di riferimento proprio il S. Sebastiano, l’Unità operativa complessa di Oculistica Aziendale porta i suoi medici anche in altre sedi della rete ospedaliera: Guastalla, Castelnovo Monti, Montecchio e Scandiano. Un modello organizzativo che ha dimostrato efficienza e che può diventare un esempio anche per altri settori. L’equipe medica è guidata dal direttore, il dott. Marco Vecchi, ed è formata da nove medici collaboratori; quattro con la qualifica di 1° livello e cinque che prevedono un orario settimanale di 35 ore, di cui il 50% da dedicare alle visite in ambulatorio e l’altro 50% all’attività chirurgica in sala operatoria. Un’organizzazione elastica che permette ai medici di spostarsi agevolmente da una sede ospedaliera all’altra. Al San Sebastiano, dopo le ultime ristrutturazioni, si opera cinque giorni la settimana. Il modello adottato è quello del day surgery: non ci sono posti letto, perciò il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento. A Correggio, come a Guastalla, si esegue una chirurgia complessa, costituita da tutti i tipi di intervento con la sola esclusione del trapianto di cornea, che viene eseguito al S.Maria Nuova e della chirurgia pediatrica; le sedi di Castelnovo Monti, Montecchio e Scandiano sono abilitate alla chirurgia diffusa, come la cataratta. Nel 2017, complessivamente, sono stati effettuati circa 4000 interventi, di cui 2800 di cataratta e 320 di chirurgia retinica (cifre degne di un “grande ospedale” o di un policlinico universitario, destinate a salire ulteriormente): i rimanenti sono da dividere tra terapie iniettive della degenerazione maculare senile, piccoli interventi di chirurgia orbito-palpebrale e interventi di chirurgia del glaucoma. Di questi 4000 interventi, la metà sono stati eseguiti nelle sale operatorie del San Sebastiano. Nel nostro ospedale poi, nel febbraio scorso, ha aperto i battenti anche il Centro Antiglaucoma. L’ambulatorio, accessibile tramite prenotazione Cup, dispone delle più moderne attrezzature diagnostiche. Ora è più facile eseguire esami di screening, follow up personalizzati, adeguamento della terapia farmacologica alle condizioni del paziente o un eventuale indirizzo alla terapia chirurgica. «Da sempre – spiega il dottor Vecchi – gli oculisti si confrontano con questa insidiosa patologia che non dà quasi mai avvertimenti prima di danneggiare in modo gravissimo la qualità di vita dei pazienti. Chiunque sappia di avere un parente malato di glaucoma – spiega il medico – dovrebbe sottoporsi ad una visita specialistica dopo i 40 anni». Vecchi dirige l’Unità operativa complessa di Oculistica da quattro anni e trascorre la maggior parte del suo tempo nella struttura correggese: «Mi sono sentito a casa fin dalle prime settimane: ora che la casa è stata “ridipinta” e messa a nuovo, mi pare che non si debba perdere l’occasione per dare ai cittadini un servizio ben più elevato di quello che generalmente ci si aspetterebbe da un “piccolo ospedale”. Siamo sulla buona strada: abbiamo acquisito nuova strumentazione diagnostica, apparecchiature all’avanguardia e microscopi per le sale operatorie, che hanno ampliato e incentivato la produttività della nostra Unità Operativa. Mi auguro che non ci siano ripensamenti sul definire una vocazione specifica per il San Sebastiano che includa la nostra specializzazione: c’è qualche ragione intelligente per far andar male le cose che funzionano? Credo proprio di no, quindi confido in ulteriori passi avanti per l’ospedale di Correggio, in barba a chi vede il futuro tutto nero!».

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