Una presenza rassicurante, il defibrillatore

Un salvavita prezioso per i correggesi

Non è infrequente leggere di persone colpite da arresto cardiaco che vengono salvate grazie al pronto intervento di un passante. Il Ministero della Salute attesta che ogni anno si verifica un caso di arresto cardiaco ogni mille abitanti, il che corrisponde a circa 60.000 casi totali all’anno; di tutti questi, la sopravvivenza dopo l’episodio critico è molto bassa, essendo relativa al solo 2% dei soggetti colpiti. Questa percentuale però sale al 50% se entro pochi minuti dall’arresto interviene la defibrillazione precoce.
Dall’attimo in cui la persona perde coscienza, il suo cuore si ferma e lui smette di respirare, fino al momento in cui arriva la prima ambulanza, trascorre un lasso di tempo che nelle aree urbane è in media di 6-8 minuti. Se nell’attesa nessuno esegue manovre di rianimazione, i danni per la vittima diventano irreversibili. Nella realtà italiana, purtroppo, la percentuale di soggetti in arresto cardiaco sottoposte da astanti (“first responders”) alle manovre rianimatorie di base, in gergo tecnico BLS (Basic Life Support), è bassissima.

Ciò fa capire l’importanza che la diffusione delle buone pratiche di rianimazione deve avere presso la popolazione, fino a diventare uno degli obiettivi primari per la società, dove tutti possono concorrere al benessere di tutti. Al raggiungimento di questo obiettivo dà una grossa mano il progresso scientifico-tecnologico, grazie al quale abbiamo a disposizione un’apposita apparecchiatura, il DAE (acronimo di defibrillatore automatico esterno), progettata per rilevare, grazie a due piastre-elettrodo adesive che vengono applicate sul torace del paziente, le alterazioni dell’attività elettrica del cuore in caso di arresto dovuto a fibrillazione ventricolare o a tachicardia ventricolare senza polso, ed erogare una scarica elettrica quando necessario. In sostanza, il DAE è in grado di analizzare il ritmo cardiaco e diagnostica se lo stesso sia defibrillabile o meno, sottraendo questo compito al soccorritore, che riceve precise istruzioni dalla macchina su quando innescare la scarica elettrica al cuore per rianimarlo. Ogni DAE è conservato nell’apposita e riconoscibile custodia che in caso di necessità può essere aperta per consentire l’estrazione dell’apparecchio.

La comunità correggese si è attivata su più fronti, già da alcuni anni, per installare sul territorio diversi DAE, grazie alla sinergia tra più soggetti, pubblici e privati, tutti accomunati dall’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione: l’Amministrazione Comunale, la Croce Rossa, le Scuole, gli imprenditori, le società sportive, i semplici cittadini.
In particolare, Comune e Croce Rossa locale si sono attivati con un’apposita convenzione per gestire 6 DAE destinati alla collettività: quattro sono collocati in centro storico (in Piazza Garibaldi nei pressi del civico 12, in Corso Mazzini – angolo Via Antonioli, presso il civico 6 di Corso Mazzini in direzione Porta Reggio e in Corso Cavour di fronte al Teatro Asioli), uno all’Espansione Sud in Piazzale Tondelli e l’ultimo in ordine di installazione (settembre 2021) al Villaggio Industriale, all’altezza del civico 55 di Via Costituzione. Una volta entrati, a titolo di donazione o acquisto, nella disponibilità del Comune, i DAE vengono inseriti nel piano di manutenzione seguito da Croce Rossa, che si occupa di mantenerli sempre in piena efficienza mediante un controllo programmato trimestrale, la sostituzione delle piastre alla scadenza, la fornitura dell’attrezzatura accessoria e lo scarico dei dati presso il 118 nel rispetto di un preciso protocollo sanitario.
L’installazione dell’ultimo defibrillatore ha portato, grazie alla collaborazione con l’azienda Bett Sistemi, all’attivazione da parte di Croce Rossa di un corso specifico al quale diverse aziende con sede al Villaggio Industriale hanno iscritto uno o più addetti, formando così un gruppo di lavoratori, già incaricati del primo soccorso aziendale, che hanno acquisito la qualifica di Operatore DAE. Una sicurezza in più, considerando l’elevato numero di persone che lavorano in una zona che fino a pochi mesi fa era sprovvista di dispositivi salvavita, dato che non c’è l’obbligo di installare il defibrillatore nei luoghi di lavoro.
Il Comitato di Croce Rossa è operativo anche sui 4 defibrillatori installati dal Comune di Rio Saliceto, con le stesse modalità gestionali.
Ci sono poi i DAE collocati presso gli Istituti scolastici, per i quali il Ministero dell’Istruzione, nell’ambito del Decreto Sostegni del marzo 2021, ha istituito uno stanziamento di 1.000 euro per l’acquisto di un DAE per ciascun plesso in cui questo fosse ancora mancante, ovvero per il rinnovo delle dotazioni strumentali già a disposizione.
Anche per il personale delle Scuole, Croce Rossa svolge il proprio ruolo nella formazione degli Operatori DAE e nel mantenimento delle qualifiche, mediante l’attivazione di corsi riconosciuti.
Un DAE è collocato anche al Centro commerciale di Piazzale Finzi, grazie alla donazione dei soci Coop nel 2016 alla collettività; infine ci sono le società sportive, che hanno l’obbligo di disporre nella palestra di un DAE e di personale adeguatamente formato per il suo utilizzo.
Per dare un po’ di numeri, nel 2019 Croce Rossa ha formato sul territorio 37 operatori DAE “laici”, ossia non “sanitari”, tra personale scolastico, addetti aziendali e privati cittadini che hanno frequentato l’apposito corso della durata di 5 ore; vi sono poi circa 260 volontari CRI che hanno acquisito la qualifica di Operatore DAE “sanitario” e che ogni anno devono sostenere l’apposito esame per il suo mantenimento. Nell’anno 2020 si è avuto di fatto il beneficio del rinnovo automatico delle qualifiche, ma nel 2021 sono ripresi i corsi di formazione e gli esami per il mantenimento delle qualifiche, perché solo una formazione costante consente di mantenere quella sicurezza nell’approccio al dispositivo salvavita e nel suo utilizzo, che rende davvero efficace la manovra di rianimazione. A tutt’oggi, nell’anno in corso il Comitato CRI di Correggio ha già organizzato due corsi per l’ottenimento della qualifica, formando complessivamente 34 nuovi addetti laici, e sei corsi di aggiornamento.

Tutto questo è davvero significativo se si pensa che nell’anno 2020 i servizi di emergenza-urgenza sul territorio servito dal Comitato sono stati 5.581, di cui 1.366 relativi a pazienti in codice rosso, ossia in immediato pericolo di vita.
Con questa carrellata sulla situazione defibrillatori speriamo di aver suscitato nei lettori il desiderio, o anche solo la curiosità, di saperne di più e, perché no, di mettersi alla prova in prima persona. Per questo il Comitato di Croce Rossa di Correggio è sempre a disposizione!

Laura Losi

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