Una fucina di idee per il made in italy

Sonia veroni a capo di Modateca Deanna

Un gioiello prezioso e unico nel suo genere, a due passi da casa.

Questa è la definizione che merita la Modateca Deanna di San Martino in Rio, centro internazionale di documentazione moda pret-a-porter contenente il più vasto archivio al mondo di maglieria. Creata nel 2005 da Sonia Veroni, figlia di Vando Veroni e di Deanna Ferretti Veroni e ubicata nei locali del maglificio di famiglia “Miss Deanna”, la Modateca è diventata negli anni una fucina di idee e un importantissimo riferimento tecnico, storico e stilistico per i designers, gli studenti di fashion design, gli stylists, i fotografi, i giornalisti e gli storici della moda di tutto il mondo. Inoltre, dall’anno accademico 2015-2016, Modateca Deanna ha implementato la sua attività istituendo insieme ad Accademia Costume e Moda di Roma, il primo master italiano in Creative Knitwear Design (CKD Master), ovvero un corso di formazione completa per futuri professionisti del settore.

Primo Piano è entrato nei dettagli di questa eccellenza emiliana incontrando la sua fondatrice Sonia Veroni che è anche amministratore unico di Modateca Deanna e direttore del corso CKD Master.

 

Sonia, come è nato il progetto della Modateca?
«Dopo la vendita dell’attività imprenditoriale del maglificio Miss Deanna al gruppo Armani nel 2002, mio padre Vando voleva trovare una destinazione per l’archivio storico del maglificio che era rimasto in capo alla nostra famiglia. La prima ipotesi era stata quella di trovare, in Italia, un museo o una fondazione a cui fare la donazione, ma confrontandomi con vari direttori museali mi sono resa conto che per questi enti era possibile gestire un archivio cosi corposo. Non ho mai pensato a istituzioni straniere perché non volevo che questo lavoro legato alla storia italiana andasse fuori dalla nostra nazione. Abbiamo così deciso di essere noi ad aprire e gestire uno spazio dedicato a coloro che vogliono fare ricerca nel settore della maglieria e nel luogo, San Martino in Rio, dove tutto è iniziato».

 

Cosa trova precisamente chi entra in Modateca?
«Il fruitore può consultare un archivio ricchissimo, suddiviso in varie sezioni o meglio sotto archivi: la biblioteca, l’emeroteca, l’archivio fotografico, quello con le tecniche e i punti, i campionari. La biblioteca comprende libri di settore e pubblicazioni di aziende e brands; oltre alla maglieria ci sono anche volumi di fotografia (artistica e di moda), architettura e design. La biblioteca ha una base storica ma è continuamente arricchita da nuovi volumi. L’emeroteca vanta tutte le riviste di settore, dall’Ottocento ai giorni nostri: Vogue, Marie Claire, Elle, Donna. Nell’archivio fotografico disponiamo di book fotografici in cui ci sono le collezioni di pret-a-porter immortalate nelle principali fashion weeks, cioè le settimane della moda di New York, Londra, Milano, Parigi. Nell’archivio di tecniche e punti conserviamo teli di maglieria e jersey, mentre i campionari comprendono capi di maglieria e jersey prodotti nei cinquant’anni di attività del maglificio Miss Deanna, oltre a capi vintage. Quest’ultimo archivio è stato progressivamente implementato da collezioni di alta moda e di abiti storici che aziende, brands e designers ci lasciano in custodia».

Da cinque anni avete anche dato vita a un master: possiamo dire dalla teoria alla pratica?
«Il master di “Modateca Deanna” e “Accademia Costume e Moda di Roma” è un vero e proprio percorso formativo che si articola in lezioni frontali nella sede della Modateca, con professionisti della moda come Simona Barbieri, Daniele Facchini e Edward Buchanan e momenti di pratica in azienda, attraverso la collaborazione con più di cinquanta imprese che rappresentano il meglio della filiera italiana dalla fibra al prodotto finito. É rivolto ai creativi di tutto il mondo, con laurea in fashion design o affini ma anche a laureati con esperienza nella moda».

 

Quali sono le aree di studio del Master?
«Le materie sono Fashion Design, Tipologia dei Materiali, Storia della Moda, Computer Graphics e Project Management. In Fashion Design, i corsisti studiano le tecniche della maglieria cioè modellistica, tecniche di lavorazione e le macchine per maglieria».

 

Qual è lo scopo del master?
«Finalità del master è la progettazione di prodotti di maglieria e la conoscenza approfondita del processo che porta da un’idea al prototipo. I prodotti migliori sfilano a Pitti Filati grazie alla partnership con la Fondazione Pitti Immagine Discovery. Questo master è l’unico al mondo che permette ai giovani creativi di sfilare e/o presentare le loro capsules a Pitti Filati».

 

Quali opportunità si aprono ai corsisti dopo il conseguimento del Master?
«Il master ha un livello di professionalizzazione molto elevato; pertanto, gli studenti vengono assunti da aziende di fama mondiale come Gucci, Bottega Veneta, Valentino ed Ermanno Scervino, solo per citare qualche esempio».

 

Il CKD Master sarà molto invidiato all’estero.
«Penso proprio di sì, perché hanno cercato di copiarlo ma non ci sono riusciti: nessun paese straniero dispone di aziende storiche di filiera. Insomma, il Made in Italy non ha eguali nel mondo».

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