Una cooperativa sociale che ci mette il cuore

Ernesto Bellini: la bella avventura di Camelot

In tempi in cui alle fragilità di sempre si aggiunge il disagio sociale dovuto alla pandemia, siamo andati a cercare la testimonianza di chi ha affrontato da tempo questi problemi costruendo esperienze di successo. Incontriamo il nostro concittadino Ernesto Bellini, socio fondatore e direttore della produzione e della comunicazione di Camelot, cooperativa sociale con sede a Reggio Emilia e presente a Correggio nella gestione di alcuni servizi. Camelot, dal nome della mitica città teatro delle vicende fantastiche di Re Artù e dei suoi Cavalieri della Tavola Rotonda, si costituisce nel giugno del 1993, in modo anomalo rispetto alle classiche esperienze di cooperazione sociale. Nasce infatti su iniziativa di alcuni ragazzi provenienti dal programma di recupero e da volontari del Ce.I.S. interessati ad un’esperienza di lavoro autogestito. Otto ragazzi intraprendenti, senza formazione specifica di settore ma con una gran voglia di fare e di crescere, decidono di affrontare una scommessa: dedicarsi all’inserimento al lavoro di uomini e donne in difficoltà, negli anni in cui a Reggio era protagonista la cooperazione sociale. Senza l’incantesimo di qualche Mago Merlino dei tempi moderni, ma solo contando sul loro entusiasmo, quei ragazzi sono arrivati ai risultati di oggi, che ci spiega volentieri il nostro Bellini.

 

Ernesto, quanti lavoratori siete riusciti a coinvolgere in questi anni e quali sono le attività principali della cooperativa?

«Camelot nasce con l’intento di svolgere diverse attività economiche, sociali e ricreative tali da favorire il reinserimento socio-lavorativo di persone in uscita da un percorso di recupero dalla tossicodipendenza, persone ospiti presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario ed il Carcere Circondariale, il Centro Servizi per Adolescenti, persone seguite dal Centro di Salute Mentale, persone iscritte al Collocamento e persone in situazione di svantaggio e fragilità sociale come disoccupati di lunga durata e quindi a rischio di emarginazione, vittime dello sfruttamento, profughi, extracomunitari e nomadi. Ad oggi la cooperativa conta un totale di centosessanta addetti, di cui centoventi soci lavoratori e di cui almeno la metà frutto di un inserimento di particolare fragilità. Siamo partiti con il trasporto di merci in tutta Europa per poi sviluppare la nostra attività su tre ambiti particolari: il servizio igiene ambientale, i servizi bibliotecari e le pulizie civili e industriali».

 

Nel 2018 avete compiuto 25 anni: quali sono i risultati raggiunti e quali sfide vi attendono per il futuro?

«Camelot è una cooperativa sociale, riconosciuta come ONLUS, che nel 2021 ha consolidato un fatturato pari a 3 milioni e 600 mila euro. Dalla sua costituzione, nel 1993, ha dato opportunità lavorative a settecentoventi persone. Con una media del 55%, trattasi di soggetti svantaggiati a norma della legge 381/91, perché l’inserimento lavorativo e la dignità umana che ne consegue restano la nostra missione aziendale. Abbiamo diversificato le nostre attività: dopo aver sviluppato il servizio di igiene ambientale e di pulizia, nel 2009, grazie alla gestione della biblioteca di Bibbiano, siamo riusciti ad aprirci alle attività culturali ed ora gestiamo servizi bibliotecari anche fuori Provincia. La diversificazione delle attività che riusciamo a proporre è sicuramente la chiave per continuare a crescere. Oggi l’equiparazione legislativa delle cooperative sociali alle società, soprattutto nella gestione degli affidamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, ha complicato notevolmente il nostro lavoro dovendo specializzarci sulle procedure di gare di appalto, pur rimanendo una cooperativa sociale ONLUS. Questa è sicuramente una sfida che ci attende per il futuro, insieme al fatto che dovremo continuare a diversificare le nostre attività ed anche aprirci sempre più ai servizi al privato. Entro la fine di quest’anno intendiamo inoltre individuare una nuova sede, necessitando di spazi più idonei e funzionali alla crescita stessa della cooperativa. Abbiamo inoltre avviato un lento percorso di ricambio generazionale del gruppo direttivo, con la necessità di individuare operatori con spiccate competenze sia nel sociale che nel mondo economico-imprenditoriale. Servono nuove sensibilità ed attenzioni sempre innovative».

 

Quale è il valore aggiunto che Camelot mette nel rapporto con i propri lavoratori?

«Riusciamo a garantire la stabilizzazione lavorativa portando sino alla pensione coloro i quali, grazie ad un grande impegno, si sono riscattati da una situazione di fragilità od esperienza negativa. Vi è da sempre una grande attenzione alla persona, che va oltre il posto di lavoro, e che fa nascere relazioni umane che consentono una sorta di assistenza, di supporto personale e morale. Inoltre diventando soci-lavoratori (al termine di una prova di diciotto mesi) si ha diritto alla redistribuzione dell’utile, che viene girato a tutti i lavoratori in base alle ore lavorate indipendentemente dal livello di responsabilità, di incarico o di funzione».

 

Cosa significa fare cooperazione oggi? Cosa ti emoziona ancora dopo tutti questi anni?

«Fare cooperazione oggi significa percorrere la strada avviata “per gioco” nel lontano 1993 ma con maggiore attenzione all’innovazione, con uno spirito imprenditoriale necessario ma allo stesso tempo una forte competenza e sensibilità al sociale. È una sfida sempre nuova e sempre avvincente. Del resto è proprio così, mi emoziono ancora dopo tanti anni alle assemblee dei soci o alle cene di Natale, quando ci ritroviamo tutti insieme con i soci-lavoratori. Sono occasioni importanti che mi consentono di ripercorrere storie, vederne il riscatto e la forza. Significa incrociare gli sguardi di tutte quelle persone che sono riuscite a ritrovare la loro sicurezza e la propria dignità uscendo da momenti difficili».

 

Servizi attualmente gestiti dalla Cooperativa Camelot a Correggio:

– Servizio di custodia e sorveglianza del museo di Palazzo Principi

– Servizi di pulizia del Comune di Correggio con 5 addetti

– Per qualche anno (ora non più) gestione del servizio bibliotecario

 

Consiglio d’amministrazione di Camelot:

Aldo Ferrari – Segreteria

Diego Malmassari – Presidente e direttore generale

Ernesto Bellini – Direttore di produzione & comunicazione

Pietro Scapinelli – Responsabile del personale & bilancio sociale

Andrea Cardinali – Coordinatore Igiene Ambientale

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