Un unico amore, la danza

La ventenne Alice Borgogni, campionessa ed insegnante di balli latini

“Non dimostro il mio amore con un bacio, lo dimostro ballando” diceva Fred Astaire e mai avrei pensato che avrei parlato di amore raccontando le danze latino americane praticate dalla nostra protagonista! Alice Borgogni ha solo vent’anni, è una studentessa di giurisprudenza ma è soprattutto una ballerina. Il ballo è per lei fondamentale: non è solo una passione, ma il mezzo per il suo benessere psicofisico fin da quando era bambina. Alice è sempre stata una bambina timida e con il ballo dava voce a tutte quelle emozioni che non riusciva a descrivere a parole. Incontra la danza a 8 anni cominciando dal ballo di sala (fox trot, mazurca, valzer lento e tango) per poi passare ai balli caraibici (salsa, baciata e merengue) e terminare con le danze latino americane (samba, cha cha cha, rumba, paso doble e jive).

 

Alice, perchè da bambina hai cominciato con il ballo da sala e non con la danza classica?

«Direi proprio perché la classica era troppo comune. Cominciai coi pattini in realtà, poi un’amica mi propose un corso di ballo di coppia con questi vestiti lunghi fino ai piedi. Pensai che sarei stata una vera principessa vestita in quel modo: da lì non ho più smesso».

 

Dove hai cominciato la tua formazione?

«Dapprima in un circolo Arci a Campogalliano per i balli di sala, a Reggio Emilia per i balli caraibici e poi a Rubiera per i balli latini. Da ultimo a Padova e a Treviso per studiare con dei professionisti. Una volta a settimana facevo lezione privata con un professionista ed allenamento tutti i giorni per 2 o 3 ore. Dobbiamo ricordare ovviamente il personal trainer che mi seguiva circa due o tre volte a settimana».

 

Questo ci da il metro anche dei risultati raggiunti e delle competizioni affrontate, ce ne parli?

«Tra il 2015 ed il 2016 sono entrata ufficialmente in gara col mio ballerino con cui ho vinto tutte le competizioni regionali e poi quella italiana a 17 anni. Da lì ho cominciato a fare solo competizioni internazionali: l’anno scorso sono andata ad Atene e ci siamo classificati terzi».

Com’è ballare in coppia?

«Nella coppia di ballo è importantissima l’alchimia, non solo a livello fisico (che comunque ha il suo peso perché l’estetica nella danza è la base), pensiamo che con quella persona devi passarci la maggior parte del tuo tempo ed è fondamentale condividere intenzioni ed obiettivi. Quando questi non sono più gli stessi la coppia è finita. Io ho avuto due ballerini: il primo era il mio fidanzato che ho spinto io a ballare ma non era molto portato e poi ci siamo lasciati, il secondo invece l’ho conosciuto mentre ballava con un’altra ragazza nella mia scuola… un colpo di fulmine! Eravamo attratti dagli stessi obiettivi così quando la sua ballerina decise di smettere, abbiamo cominciato a ballare insieme. Il nostro insegnante non era d’accordo per la differenza di altezza (io avevo 14 anni, lui 19), ma tra noi non è mai stato un problema. In realtà insieme abbiamo avuto un enorme successo. Attualmente però non balliamo più come coppia, ci siamo lasciati a maggio perché lui ha scelto di trasferirsi ed io di aprire la mia scuola di danza a San Martino in Rio. Per ora ballo da sola ed ho nuovi progetti».

 

Torniamo all’estetica e agli abiti che sono tanto affascinanti quanto costosi immagino… come funziona la scelta?

«Sì sono molto costosi e non abbiamo sponsor. La Federazione da un regolamento di massima (nelle parti più intime non deve essere color carne, i colori sono liberi ma fino ad una certa categoria devono essere semplici e di un unico tessuto) però c’è molta libertà di scelta. Donne e uomini portano scarpe col tacco, per l’uomo è di ca. 3-4 cm. mentre quello della donna va dai 3 agli 11. Io indossavo normalmente un 9. I ballerini di danze latine devono tingersi tutto il corpo con gli autoabbronzanti soprattutto perché sotto i riflettori risultano bianchi ma anche per ragioni storiche, legate ai luoghi d’origine di questi balli. In più il trucco molto pesante».

 

Gesti scaramantici pre gara?

«Nessuno in realtà ma avevamo l’abitudine, dopo esserci vestiti, di indossare lo stesso profumo con l’idea di attrarre i giudici che in pista girano tra le coppie (sono normalmente 12) che ballano e scelgono chi mandare avanti, quindi è fondamentale catturare la loro attenzione».

 

Su che cosa eravate imbattibili secondo te sul campo di gara aldilà della tecnica?

«Il feeling. Era quello che ci faceva vincere, senza dubbio. É un ballo di coppia dunque siamo sempre interconnessi, un contatto continuo. Esistono due tipi di guide nel ballo: una fisica e il focus, cioè lo sguardo, in questo siamo sempre stati forti. Noi ci guardiamo e guardiamo chi ci osserva, così lo catturiamo (sono tre le parti del focus: interiore, di coppia e verso l’esterno)».

 

Mi racconti i tipi di ballo?

«Le danze latine raccontano i vari momenti di una storia d’amore. Col cha cha cha affrontiamo il momento dell’incontro: un uomo e una donna si incontrano, si conoscono ed iniziano a punzecchiarsi, poi si passa al samba che è il ballo del sesso dove l’uomo cerca di attrarre a sé la donna, poi rumba che è il ballo dell’amore dove la donna vuole essere apprezzata ma non si concede, è timida ma provocante, per poi passare al paso doble dove troviamo l’uomo nell’arena che deve battersi col toro come prova d’amore. Se non batte il toro significa che non amava abbastanza la sua donna e la donna rappresenta la cappa che è il velo del torero. Infine il jive dove c’è il trionfo della coppia con l’amore finalmente sbocciato. Questa è la storia, poi ognuno la interpreta a modo suo in ogni coreografia.

 

Il tuo ballo preferito?

«La rumba, senza dubbio, è il ballo della donna».

 

Hai un professionista che ti ha affascinato più degli altri?

«Ho fatto lezione con Caroline Schmidt di “Ballando con le Stelle” e devo dire che la sua determinazione è qualcosa di impressionante. É un’insegnante eccezionale, ma è quello che riesce a trasmetterti in più rispetto alla tecnica cioè la cura per l’alchimia di coppia e la motivazione che ti spinge a ballare. Pochissimi insegnanti hanno questa caratteristica».

 

Alice non ha chiuso con la danza anche se con Nicolas (il suo ballerino) è finita. Alice sente la danza dentro di lei ed ora cerca di regalare la sua esperienza nelle sue due scuole di Campogalliano e San Martino in Rio. Balla sola e per ora è felice così. A presto Alice, che tu possa sempre dimostrare il tuo amore (per chi vuoi tu) ballando come solo tu sai fare.

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