Un secco no alla fusione con il carpi

Servono altre ipotesi per il futuro della Correggese

7 agosto 2021: escono sui quotidiani le prime notizie di una fusione certa, praticamente già fatta tra Correggese Calcio e A.C. Carpi, recentemente estromesso da tutti i campionati per irregolarità. Nascerà un, o una, “CARPI-CORREGGESE”? Il nome spiegherebbe già le intenzioni future di chi ha avuto questa bella pensata, vale a dire il nostro presidente Claudio Lazzaretti. Stando così le cose, andrà a finire che resterà poi solo Carpi… e fine dei giochi, come paventato negli articoli di stampa.

La pillola è molto amara. Inutile il tentativo di indorarla con parole di circostanza. La sostanza non cambia: una ciambella di salvataggio, un escamotage per salvare la squadra di Carpi. E pure, diciamolo, una rivincita personale di Lazzaretti che in passato proprio dal Carpi fu estromesso. Ma questo rientro a casa andrebbe a scapito della Correggese, creatura sua, ma destinata all’oblio. Una si salva, l’altra si affossa.

C’è chi dice che questo ritorno alle origini, fosse già prevedibile fin dall’inizio dell’avventura del carpigiano Lazzaretti a Correggio. A pensar male a volte ci si azzecca, no? La Correggese dunque incorporata nel Carpi, per non veder scomparire la squadra della città di Lazzaretti, a seguito della sentenza della Lega calcio: questa la conclusione.

Spacciare questa manovra per un’opportunità per il territorio e per ambedue le città è pura ipocrisia. Si toglie il calcio giocato ad una città che ha guadagnato sul campo il diritto a partecipare al campionato di serie D e si regala palla ad una città che ha saputo meritare solo di essere cancellata dal calcio.

Il presidente Lazzaretti ad oggi non ha minimamente spiegato agli sportivi correggesi e ai tanti volontari, tanto legati alla società, prodigatisi per anni in tutti i servizi, quali sarebbero gli aspetti positivi di questo blitz. Non dice dove sta la pari dignità ventilata per ambedue le città. E non dice, soprattutto, come verrebbero gestiti e sfruttati gli impianti del nostro Borelli, che a onor del vero anche grazie al presidente (questo va riconosciuto) hanno raggiunto col tempo livelli di eccellenza.

Intanto la palla è passata anche nel campo istituzionale, arbitrato dai Sindaci. Alberto Bellelli, il primo cittadino di Carpi, si è espresso a favore. Dalla gloria della serie A all’onta del fuori da tutto, il disonore brucia. Comprensibile. Però un minimo di fair play nel sentire anche l’umore della vicina Correggio, prima di dire la sua, ce lo saremmo aspettati. Molto contraria invece Ilenia Malavasi, la nostra sindaca, che ha subito alzato la voce per manifestare la sua sorpresa negativa e per cercare di annullare questo disegno. Si sa, il potere dei sindaci in materia è limitato. Possono agire però per salvaguardare l’appartenenza della squadra alla città e condizionare la fruibilità degli impianti.

I tifosi, e mi ci metto anch’io, a questo punto hanno sante ragioni a chiedere che le convenzioni in essere tra l’Amministrazione comunale e la società calcistica non restino invariate. Alla luce degli eventi vanno certamente ridiscusse, se non invalidate.

Come supporter della nostra squadra del cuore, dobbiamo far sentire la nostra voce forte e chiara, la nostra contrarietà al disegno in atto. Schierati apertamente con il nostro sindaco per tenere alte le ragioni di Correggio.

Lazzaretti anni fa ha salvato la Correggese. Lo sappiamo e lo riconosciamo. Ma proprio per questo, oggi che sembra volerla abbandonare al triste destino della possibile estinzione o quanto meno della precarietà, la delusione nei suoi confronti è profonda. Presidente torni pure a Carpi se vuole: lo accoglieranno a braccia aperte. Però lasci a Correggio la Correggese. Cerchi un acquirente per la nostra società, cerchi di monetizzare il suo lodevole impegno profuso, ma non porti via la squadra e il calcio dal Borelli. No, non verrebbe perdonato.

Nel frattempo chissà cosa potrà succedere. Vedremo. Potrebbe arrivare un altro cavaliere solitario a salvare il nostro calcio di serie più alta? Si ripeterà il prodigio? I nostri imprenditori locali vorranno intervenire in prima persona? Chissà, magari. Se c’è qualche intenzione, avanti. Si crei un tavolo di confronto, sotto l’egida del Comune, e si valutino tutte le ipotesi possibili. E, magari, questa minaccia incombente sia l’occasione per riprendere un rapporto organico, fatto di sinergie e collaborazioni tra tutte le società sportive di calcio del nostro territorio, con le loro dotazioni materiali e immateriali. E archiviare rancori e diffidenze, ancora non del tutto sopiti.

I tempi sono strettissimi, anzi siamo già fuori tempo massimo, ma per certe operazioni “off limits” la Federazione Calcio può derogare, trovare un appiglio, per salvare un progetto che vale. Si è già visto altre volte.

Ma che non sia il trasloco a Carpi, neanche sotto mentite vesti, per carità!

Al grido di La Correggese deve rimanere a Correggio proviamo a unire tutte le forze e a lavorare su un progetto?

Tante volte nel calcio giocato si è vista una squadra sul punto di soccombere sotto l’assedio incessante di avversari più agguerriti sulla carta. Poi, all’improvviso, la palla intercettata consente una ripartenza dei soccombenti che li porta al goal. E la partita si ribalta. Possiamo sperare in un’avvincente e fruttuosa ripartenza della Correggese Calcio?

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