Un pomeriggio in corso

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Corso Cavour e i suoi locali: la movida di casa nostra

Se è vero che ogni città ha la sua zona universitaria, la sua zona culturale e la sua zona per la “movida”, a Correggio esiste una via in cui tutte queste realtà esistono a pochi metri di distanza.
Stiamo parlando di Corso Cavour, la vera arteria del nostro centro storico, che in 450 metri riassume gli elementi fondamentali della vita del correggese medio: a partire dalla stazione della Polizia municipale fino alla statua di Antonio Allegri, si alternano il sacro e il profano, l’arte e la cultura, il buon cibo, i servizi alla persona, il divertimento e lo studio, il passato, il presente e il futuro della nostra “piccola città eterna”.

Per i giovani in particolare, ogni momento della giornata può essere scandito da appuntamenti lungo questa via: che sia per la colazione, per trovarsi a studiare, per far aperitivo o per uscire in compagnia per bere qualcosa, i vostri passi nove volte su dieci vi condurranno qui.

Ma come è cambiata negli ultimi tempi la vita in Corso Cavour?
Cosa ne pensa chi il divertimento, lo svago lo “offre”?
L’ho chiesto ai gestori dei locali che sono più di tutti punto di riferimento per i giovani di Correggio.

Intervisto Edoardo Cagarelli al bancone dell’Osteria del Filosso mentre sta pulendo le ultime stoviglie dopo aver servito il pranzo. Nei due anni – appena compiuti – di attività hanno sicuramente notato un miglioramento nella vita del centro: le ultime novità a livello di nuovi locali o nuove gestioni stanno vivacizzando la presenza anche serale.
«Le passeggiate si allungano, la gente che viene dal fondo della via adesso raggiunge volentieri anche fino a San Quirino e spesso va oltre… prima eraimpensabile».
Rimango un po’ sorpresa da quest’analisi, innanzitutto perché non avrei mai pensato alla “lunghezza delle passeggiate” come parametro di studio per la vita del centro storico, ma soprattutto perché ci metto un secondo a realizzare che effettivamente sono diversi anni che di sera con gli amici non supero la statua di Antonio Allegri…in fondo, che motivo ci sarebbe? Corso Mazzini, che dovrebbe essere il vero centro di Correggio, non offre per ora niente di interessante per un giovane che voglia passare una serata in compagnia.
Qui al Filosso c’è voglia di dare vita alla città e chi apre un’attività per fare questo è il benvenuto: «Più si è, meglio è! Chi fa qualcosa di nuovo non è visto come concorrenza ma come un’occasione per portare altra gente!» ci tiene a sottolineare Edoardo.
«Ci sono occasioni durante l’anno che aiutano in questo senso. La stagione concertistica del Teatro, per esempio, segna una netta differenza rispetto al resto dell’anno come frequentazione del centro».
Chiaramente la bella musica serve, ma sono un ottimo richiamo anche i cappellacci verdi con la spuma di mortadella e riduzione di Lambrusco (piatto più richiesto al Filosso).

Dopo pranzo, è tempo per un caffè agli Spiriti Allegri dove incontro Mattia Nasciuti, classe 1991, che subito si dice contentissimo per questi primi 4 mesi di attività.
«Abbiamo aperto per dare un’alternativa con prodotti nuovi e di qualità. Ci stiamo impegnando per offrire qualcosa di diverso e di particolare, per cui prima bisognava andare fino a Reggio!».
Basta un assaggio alle tapas, o ai particolarissimi cocktail o agli estratti di frutta per capire che i ragazzi (11, quasi tutti correggesi) che lavorano qui non hanno semplicemente voluto “aprire un bar”, ma hanno colto l’occasione per offrire una particolarità che a Correggio mancava. Non
è certo la fatica di prendere la macchina per andare a Reggio che li ha mossi, ma la voglia di dare qualcosa in più alla nostra città lavorando in un clima che possa portare sempre più a spronarsi a vicenda per migliorarsi.

La mia passeggiata lungo via Cavour continua al Caffè Teatro con Simone Casarini che, con l’esperienza di 14 anni di attività («senza alcun problema di ordine pubblico» ci tiene a precisare), mi offre una interessantissima riflessione su come ha visto cambiare il modo di uscire negli ultimi anni.
«Correggio offre dei bei locali dove passare le serate, ma quello che ho potuto notare è che si esce meno rispetto a dieci anni fa. Sicuramente c’è un discorso di una minore disponibilità economica, ma anche a livello culturale penso sia aumentato un senso quasi di intolleranza che porta le persone ad avere una sorta di diffidenza e chiusura verso certe proposte. In questo possiamo ancora migliorare come centro storico, ricordandoci che le iniziative che ci sono possono comportare a volte qualche piccolo disagio, ma la cosa importantissima che fanno è di mantenere vivo il nostro centro città!. E lì dove c’è vita, dove c’è “giro” per forza non ci sono abbandono e degrado… Noi poi siamo fortunati perché Correggio vive ancora di compagnie e non di mode, non servono grandi nomi per creare belle occasioni per far festa e radunare tanta gente».

Penso subito alla tradizionale festa di Natale, che ormai per i giovani di Correggio è una delle certezze del 25 dicembre, insieme ai cappelletti in brodo e al pranzo coi parenti. Dopo la mangiatona in famiglia, tappa obbligatoria della serata di Natale è il Teatro, dove puoi salutare gente che non vedi da tempo e i tuoi amici di sempre… il tutto senza particolari artisti a fare da contorno, ma solo una sana voglia di stare insieme e divertirsi.

La mia giornata di interviste finisce con una birra al bancone di Stefano Ligabue, che dalla Galera ha visto
ogni serata della vita correggese degli ultimi 10 anni.
«La situazione è migliorata rispetto a prima, i locali funzionano, anche se cambia molto l’affluenza a seconda del momento della settimana, del mese e dell’anno…».
Quando gli chiedo il cambiamento maggiore che ha potuto osservare in questi anni mi dice con sicurezza: «gli smartphone». Effettivamente la Galera è stato uno degli ultimi baluardi ad aver ceduto all’installazione del wi-fi.
Stefano mi conferma che via via la richiesta di avere la connessione anche “sotto terra” si è fatta sempre più insistente, anche se poi le conseguenze non sono state sempre esaltanti.
«Capita spesso di vedere coppie di persone che sono al tavolo insieme e ognuna guarda il suo cellulare… un po’ triste come scena!».
Si conclude con l’annuncio della festa, prevista a gennaio, per i primi 10 anni di attività della Galera il mio giro per la via più “in” di Correggio: una bellissima occasione per apprezzare lo sforzo di tanti giovani concittadini per tenere vivo e rinnovato il nostro centro città. Sosteniamoli e non diamoli per scontati!

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