Un mestiere antico, l’idea d’impresa di due giovani

Un mestiere antico, l’idea d’impresa di due giovani

Tania e Francesco recuperano elettrodomestici rotti.

L’ingresso del negozio è una porta a vetri su cui campeggia l’insegna luminosa “Aperto”. Al di là della porta, un bancone, un computer ed il sorriso amichevole di Tania ad accogliere i clienti. Tania Klufio e Francesco Ricchiuto sono due giovani imprenditori (33 anni lei e 28 lui) che, da poco più di due anni, hanno aperto la loro attività lungo viale Leonardo Da Vinci. Da poco sono anche diventati correggesi, andando a costituire una coppia nella vita oltre che sul lavoro.
“L’arte della riparazione”, questo il nome del loro negozio, è un luogo in cui gli elettrodomestici rotti vanno incontro ad una nuova speranza di vita.
«Lavatrici, ventilatori, macchinette per il caffè, ferri da stiro – dice Francesco – sono gli oggetti che più di frequente ci viene chiesto di aggiustare».
«Sono quelli che vengono utilizzati più spesso e che, quindi, sono soggetti a rotture più di altri» aggiunge Tania. «Potremmo anche dire che c’è una certa stagionalità nelle riparazioni: ventilatori in estate, stufette in inverno».
Tania e Francesco non sono nuovi del mondo delle riparazioni, non si sono improvvisati imprenditori nel settore dall’oggi al domani. Entrambi lavoravano in un negozio a Carpi, dove Tania svolgeva più prettamente un lavoro impiegatizio e Francesco eseguiva riparazioni. Hanno riproposto la medesima suddivisione dei compiti anche nel loro negozio, a Correggio. «Per me – racconta Francesco – aggiustare elettrodomestici rotti, rappresenta una passione di gioventù che ho trasformato in mestiere. Nel negozio di Carpi venivano molti clienti anche da fuori ed ho pensato ci fosse il margine per aprire un’attività autonoma qui. Anche se non siamo in centro, ci si può raggiungere agevolmente, grazie anche alla pista ciclabile che passa proprio qui davanti».
«Avevamo valutato, all’inizio, l’ipotesi del centro storico, ma abbiamo trovato qui quello che faceva per noi» aggiunge Tania. «Aggiustiamo di tutto, tranne i cellulari ed i frigoriferi. Mentre Francesco si occupa della parte più meccanica del lavoro, io gestisco gli appuntamenti, gli ordini e vado alla ricerca dei pezzi di ricambio su internet. A volte non sono ricerche semplici, soprattutto se si tratta di elettrodomestici datati che, però, dal punto di vista della qualità, sono i migliori, ed è un vero peccato buttare».
I clienti di Tania e Francesco sono i più vari: «Anche se – sottolinea Francesco – sono quelli dai quarant’anni in su che preferiscono fare riparare un oggetto rotto piuttosto che buttarlo». Non si può nemmeno dire che il ricorso alla riparazione sia un effetto della crisi economica perché «le persone che desiderano aggiustare un elettrodomestico rotto – dice Tania – sono più spesso quelle che hanno maggiore disponibilità economica e che desiderano tenersi ciò che hanno, soprattutto se di buona marca anche se datato, piuttosto che comprare qualcosa di nuovo ma di poco prezzo e bassa qualità».
Un mestiere etico ed ecologico, quindi.

Luisa Cigarini

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