Un festival davvero unico

Alle porte l’ottava edizione di gARTen

Il Festival gARTen è ormai giunto alla sua ottava edizione: ci fa sempre piacere raccontare una realtà così particolare, se non unica, nel panorama della rassegne nazionali dedicate all’arte, anzi, alle arti. Lo scorso anno avevo incontrato Cristina Severi e Daniela Caffagni in una calda giornata d’agosto, a festival già concluso; quest’anno ho pensato di giocare d’anticipo, per raccontare il nuovo capitolo di gARTen in anteprima. «Il nostro obiettivo rimane quello di portare l’arte in una dimensione più “commestibile”, lontana dai luoghi istituzionali come il teatro o i musei, per avvicinare un pubblico più vasto e diverso, sia nelle fasce d’età che negli interessi» spiega Cristina.
«Chi viene a gARTen trova uno scenario conviviale e fresco, anche nel clima, dove può esplorare le opere nel grande giardino o sorseggiare un aperitivo mentre ascolta un concerto o una performance teatrale. Questo facilita l’accesso alla cultura, rendendola più fruibile a tutti».
Il format ha raggiunto un equilibrio bilanciato nel corso degli anni, con serate specifiche dedicate ai vari argomenti trattati: il mercoledì è la serata dedicata al cinema con la rassegna “KINO in gARTen”, la domenica spazio alla musica dal vivo con “PicNicSound”. Il giovedì è il giorno più vario: ospita il percorso “narrARTE”, un ibrido fra teatro e narrativa non convenzionale. Il tutto è corredato dalla mostra diffusa nel magnifico parco di Villa Rovere. «Una delle mie dimensioni preferite è il dualismo fra il giorno e la notte», racconta Daniela. «L’atmosfera e le opere cambiano totalmente, quasi come se fossero due eventi diversi; per questo consigliamo sempre ai visitatori di calarsi in entrambi gli scenari, una vera particolarità di gARTen».
La novità dell’edizione 2022, in programma dal 4 al 26 giugno, è l’anteprima di “Idee di classica”, la rassegna autunnale dedicata al mondo della musica colta: lunedì 20 giugno sarà presentato in prima nazionale il progetto “Spiralis Aurea”, il nuovo album del musicista genovese Stefano Pilia.
«Volevamo creare un rimando al nostro progetto dell’autunno-inverno e abbiamo colto l’occasione per inserire questa serata. Per questo progetto collaboriamo con l’associazione bolognese “Concordanze”, un gruppo particolarmente capace nel raccontare un mondo complesso e a volte un po’ “ingessato” come quello della musica classica. Un’idea che si sposa perfettamente col nostro modo di proporre l’arte».
Dopo il ritorno più guardingo del 2021, che ha scoraggiato molti operatori per via delle restrizioni e del comprensibile timore di pubblico e volontari, quest’anno gARTen torna più forte che mai: «dopo la splendida edizione del 2019, puntavamo moltissimo sul 2020 per fare il definitivo salto di qualità; purtroppo non è stato possibile, ma ci auguriamo che questo sia l’anno della svolta. Percepiamo una gran voglia di tornare a stare insieme e a godere dell’arte: in tanti stanno già prenotando i loro posti per gli eventi (non è obbligatorio, ma è consigliato) o chiedendoci l’intero programma del festival, segnali molto positivi», spiega Cristina.
Un’aspetto fondamentale sarà quello delle collaborazioni, di fondamentale importanza per creare una rete coesa di operatori sul territorio. Da anni prosegue il supporto di Cinecomio per la parte dedicata al cinema, mentre la ristorazione sarà curata dal Bar La Rocca. «Il cibo è cultura, soprattutto qui da noi. Non mancheranno il gnocco fritto nella giornata inaugurale e la tradizionale tortellata di San Giovanni il 23 giugno. Stiamo tessendo altri rapporti in ottica futura e speriamo di poter lavorare presto anche con Primo Piano», conclude Cristina. Un’auspicio che possiamo solo condividere.

Trovate il programma del Festival nella finestra degli appuntamenti culturali di pagina 45.

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