Umberto Galimberti a Primo Piano

Un resoconto della serata di Mercoledì 3 ottobre con il filosofo e psicanalista Umberto Galimberti.

Grande afflusso di pubblico al teatro Asioli per ascoltare il filosofo e psicanalista Umberto Galimberti sul tema “Ma è un paese per giovani?” che mercoledì 3 ottobre gli ha sottoposto l’Associazione Primo Piano. L’esposizione del filosofo non ha lasciato spazio all’ottimismo: i giovani oggi sono a volte apatici e nichilisti perché nell’età in cui si formano i meccanismi cognitivi, tra i 3 e i 5 anni, trovano genitori impreparati a gestire correttamente i ruoli e le esperienze. Nell’età dell’adolescenza poi incontrano una scuola che spesso invece di fare formazione, cioè di allenarli alla vita reale, è preoccupata di nozioni ed è strutturata per garantire l’occupazione di insegnanti e ausiliari. E infine, nel periodo di massima creatività tra i venti e i trentacinque anni, subiscono una situazione di incertezza perché la società non li valorizza, anzi li usa, e non consente una corretta mediazione tra il sogno giovanile e la vita pratica.
Così una società che rinuncia alle energie dei giovani si avvia verso il fallimento.

A offrire spunti di speranza è stata la seconda parte della serata, coordinata da Maria Paparo del Circolo e della redazione di Primo Piano, in cui alcuni giovani hanno discusso col filosofo a partire dalle loro esperienze. Beatrice Benati, di Rete Spartaco, ha illustrato l’iniziativa dell’associazione di doposcuola popolare. Francesca Nicolini ha spiegato l’evoluzione dell’attività del gruppo giovanile SMART di San Martino in Rio. E Lorenzo Franceschi ha presentato la raccolta di racconti scritti dai ragazzi del Liceo Corso intitolata “Futuro in corso” nei quali si immagina con poche illusioni la società tra vent’anni.

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