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Lucia Accorsi e il suo mondo di libri

Lucia Accorsi, classe 1990 e correggese Doc, oggi vive a Oxford e lavora per un’importante Casa Editrice inglese. Le abbiamo chiesto di raccontarci il suo lavoro e la sua grande passione per i viaggi.

Ciao Lucia, sono passati tanti anni da quando eravamo assieme sui banchi di scuola. Mi ricordo che hai sempre avuto la passione per la letteratura e un grande talento per la scrittura. Illustraci in breve cosa fai oggi di lavoro.
«Sono Assistente Editor per una Casa Editrice di libri accademici, che ha sede a pochi chilometri dal centro di Oxford. In particolare mi occupo di libri di teatro e performance».

Cosa fa esattamente un Assistente Editor?
«Di solito è in coppia con un editor e lo aiuta a svolgere il suo lavoro. L’Editor, nel caso di una Casa Editrice di libri accademici, cerca professionisti che vogliano scrivere di certo ambito. Una volta che una proposta editoriale viene approvata, io divento il punto di riferimento per l’autore, per i suoi dubbi e le sue domande. L’Assistente Editor è un po’ come il baby sitter dell’autore durante il processo editoriale».

Il tuo lavoro è anche correggere bozze?
«No, il testo viene corretto da un altro professionista, il Copy Editor. Io sistemo più che altro la formattazione del testo, che poi passo al reparto successivo. I contenuti invece vengono controllati da un professionista del settore di rife- rimento del libro».

È molti anni che sei via da Correggio e hai viaggiato veramente tanto, cosa ti ha ispirato questa scelta?
«L’intento non è mai stato di scappare dall’Italia, semplicemente dopo aver fatto un’esperienza con Intercultura al Liceo, in Nuova Zelanda, mi è venuta voglia di viaggiare. Non sono più riuscita a fermarmi e ho colto ogni opportunità come un’esperienza che mi avrebbe arricchito».

Dove hai studiato le lingue straniere?
«Alla scuola per interpreti e traduttori di Bologna, con sede a Forlì. In quegli anni ho studiato inglese, spagnolo e giapponese. Il giapponese è una lingua molto affascinante, ma purtroppo l’ho quasi del tutto dimenticato. Ne ho solo un’infarinatura».

Hai fatto altre esperienze lavorative prima di arrivare a Oxford?
«Tra l’università e oggi, prima di arrivare qui a Oxford, ho lavorato a Puerto Rico e poi in Florida per Figurella. Durante questo periodo ho fatto domanda a varie università per entrare in un master in editoria, che poi ho fatto a Boston».

Se un giovane volesse lavorare nel campo editoriale in Italia?
«In Italia si può fare, ma non è per niente facile raggiungere la Casa Editrice. In Italia ho provato a mandare curriculum via email, ma non mai ho ricevuto risposta, né positiva, né negativa. Sicuramente aiuta conoscere qualcuno di persona che ti indirizzi, rispetto alla semplice email».

Qual è il tuo libro preferito, hai qualche scrittore che ami in particolare?
«Scegliere il libro preferito e un po’ come scegliere il glio preferito, per me non è possibile. Posso dire in generale che preferisco la narrativa alla saggistica. Tra i generi, leggo un po’ di tutto e mi piace cambiare».

Hai visitato tanti paesi. Ce n’è qualcuno dove hai lasciato il cuore?
«La Nuova Zelanda, perché il primo amore non si dimentica. Poi sicuramente cito Boston: è una città a misura d’uomo e la consiglio per viverci anche molti anni».

Hai difficoltà a parlare l’inglese britannico rispetto a quello americano?
«No. Ho sempre lavorato con l’inglese e l’editoria l’ho imparata in inglese. Conosco meglio i termini tecnici in questa lingua, rispetto all’italiano. Quello che ti insegna la scuola in Italia è l’inglese British. Cambia solo qualche parola dall’americano e quando mi scappa, in effetti, ridono tutti».

Sara Culzoni

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