Torna una vendemmia d’altri tempi

Quest’anno, anche nel correggese, il particolare andamento climatico ha imposto un forte ritardo nell’inizio della vendemmia. La situazione non deve essere considerata anomala, anche se ci stavamo abituando a vendemmie sempre più atipiche ed anticipate in virtù di estati sempre più torride.

Di fatto però, e non succedeva da diversi anni, siamo tornati ad una vendemmia con tempi classici, una di quelle vendemmie che inizia verso la terza decade di settembre e si dipana fino a metà ottobre.

Il ritardo nella maturazione dell’uva è dovuto a condizioni climatiche meno estreme rispetto a quelle degli anni passati ed in particolar modo al ritardo del raggiungimento della sommatoria termica, una sorta di montegradi complessivo di temperature che la pianta deve accumulare nel corso della stagione per completare il suo ciclo produttivo e raggiungere la completa maturazione.

Quest’anno, a dispetto dei cambiamenti climatici di cui tanto si parla, c’è stato meno caldo ed a metà settembre mancavano 225 gradi medi di temperatura rispetto allo stesso periodo del 2018 (225°/20° medi al giorno corrispondono a circa 11 giorni). Sarà l’eccezione che conferma la regola, ma sicuramente l’occasione offerta da questa annata più tardiva consentirà ai vitigni autoctoni di rimettere in punto il proprio orologio biologico: una forte boccata d’ossigeno, fondamentale per migliorare l’equilibrio vegetativo.

E la difformità di germogliamento che i vigneti hanno evidenziato quest’anno ad inizio stagione dimostrano quanto questo sia necessario.

 

UN’OTTIMA ANNATA
La vendemmia di quest’anno non solo ha esordito in ritardo ma lo ha fatto anche in forma molto graduale e senza frenesie. Le uve hanno avuto bisogno dei propri tempi di maturazione e l’andamento stagionale di settembre, con giornate calde e soleggiate in sinergia con notti fresche, è stato particolarmente favorevole ad una maturazione ideale. La produzione non è certamente da record, soprattutto per i lambruschi, ma la qualità è ottima ed il prodotto richiesto. Il mercato per il momento pare esordire con quotazioni interessanti che, molto probabilmente, permetteranno ai viticoltori del territorio di compensare la riduzione delle rese e magari incrementare leggermente la marginalità. Non dimentichiamo che Correggio è il comune a più elevata vocazione viticola di tutta la provincia ed anche quello a maggior superficie vitata rispetto all’intero territorio del sistema Lambrusco, costituito anche dalla provincia di Modena e parte di Mantova e Parma.

 

TENDENZA CLIMATICA
Il ritardo della maturazione delle uve di quest’anno riporta l’attenzione sull’andamento climatico del nostro territorio che, nonostante questo singolare episodio, pare decisamente avviato a cambiare e soprattutto a farlo in tempi molto rapidi. Per comprendere l’entità del fenomeno basta osservare le date di inizio vendemmia degli ultimi trent’anni. La rappresentazione grafica rende bene l’idea di quanto il clima stia cambiando e la maturazione delle uve stia anticipando a vista d’occhio. Ad eccezione di quest’anno, nelle precedenti 15 annate si era sempre iniziato a vendemmiare prima del 12 settembre, con due stagioni nelle quali lo start è avvenuto addirittura alla fine di agosto. Un’ osservazione che conferma che l’anticipo di maturazione della vendemmia dovuta all’incremento delle temperature si sta evolvendo ad un ritmo medio di circa 10 giorni in 15 anni. Questo peraltro senza considerare che con la vendemmia meccanica, che oggi interessa circa il 90% delle uve del correggese ed ha condotto ad un forte miglioramento qualitativo delle produzioni, per la raccolta si attende sempre il raggiungimento del miglior grado di maturazione e pertanto si inizia più tardi rispetto al passato. Avanti di questo passo, nel 2050 vendemmieremo poco dopo ferragosto.

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