Signor Sindaco, ci dica: come va?

Fabio Testi, un anno da primo cittadino

Fabio Testi è stato eletto Sindaco di Correggio nel maggio 2023, con il 59,50% dei voti. Primo Piano lo ha incontrato a un anno dalle elezioni, per fare il punto su questi mesi.

Com’è andato questo primo anno di mandato?
«È andato bene. Avevo alcuni timori sul mio approccio, anche caratteriale, rispetto al ruolo che avrei ricoperto, ma penso di essere riuscito a interpretarlo nel modo giusto. È un ruolo che mi rende molto contento e onorato, alla luce del risultato elettorale rilevante ma anche del periodo storico in cui ci troviamo. Sono molto contento della squadra che compone la giunta: ci sono competenze, grande voglia ed entusiasmo.»

Il lavoro di sindaco porta a confrontarsi con temi e settori sempre diversi. Ci può fare qualche esempio?
«I ruoli che devi ricoprire come sindaco sono tanti, così come le materie di cui devi avere competenza. In questo primo anno, un tema fondamentale è stata la sanità, principalmente per la ristrutturaz
ione dell’emergenza-urgenza e la realizzazione del Cau
. È stato un percorso impegnativo, che ha visto l’amministrazione – e io in prima persona – esposti di fronte all’opinione pubblica. A distanza di mesi, i dati stanno dando ragione all’apparato tecnico che aveva impostato la riforma, e quindi anche alla parte politica che aveva avuto il coraggio di sostenerla. La riforma è servita per sgravare il peso sui Pronto Soccorso, togliendo i codici bianchi e verdi che si possono affrontare in altri ambiti. I Pronto Soccorso stanno riducendo il numero di visite, e i Cau funzionano come risposta al cittadino in tempi piuttosto rapidi.»

Oltre alla sanità, quali sono stati gli altri temi al centro di questo primo anno?
«Un tema è quello degli appalti legati al Pnrr, che imponevano dei tempi da rispettare. Sono soddisfatto del lavoro fatto, nonostante gli uffici siano stati sotto pressione per carenze di personale dovuto a pensionamenti e bandi di concorso che non davano risultati. Sono partiti i cantieri della mensa alla scuola Allegri dell’Espansione Sud, così come i lavori di consolidamento sismico della scuola Marconi. A giugno, verrà invece chiusa la scuola di Canolo, che sarà poi demolita per lasciare spazio al nuovo edificio da costruire. Abbiamo scelto di investire sulla frazione e le iscrizioni continuano a essere numerose. La scuola di Canolo sarà trasferita temporaneamente presso la scuola San Francesco.» «Abbiamo poi partecipato a numerosi bandi. Abbiamo ricevuto 45mila euro per la riqualificazione dell’oasi di Budrio, in cui faremo importanti opere di manutenzione. Porteremo avanti un progetto da 1 milione e 600mila euro per la riqualificazione in termini di mobilità sostenibile della zona industriale verso Carpi, grazie a un finanziamento di mezzo milione di euro della Regione. Abbiamo ottenuto 960mila euro per la ciclabile di Canolo, per un intervento che ha un costo totale di 1 milione e 600mila euro. Da ultimo, abbiamo ottenuto un finanziamento regionale di 1 milione e mezzo per il progetto da 2 milioni e 600mila euro che riguarda il Parco della Musica, che sorgerà nella parte nord di Correggio, tra via Campagnola e via Carletti.»

Un tema di cui si è discusso spesso è stato anche quello delle manutenzioni, giusto?
«Il tema delle manutenzioni era emerso con grande forza in campagna elettorale. Abbiamo incrementato le risorse per quanto riguarda la manutenzione degli asfalti, del verde pubblico e dei parchi giochi attrezzati. Collegato alla manutenzione c’è il fatto che abbiamo aumentato la tassazione locale, come abbiamo spiegato negli incontri pubblici che abbiamo svolto alla fine del 2023. I dati dicevano che negli ultimi due anni il bilancio era stato chiuso grazie all’avanzo dell’anno precedente: servivano nuove risorse. Grazie a queste risorse, riusciremo a dare spazio a più manutenzioni, anche nell’interesse della vivibilità degli spazi.»

In campagna elettorale, ricordo che citava spesso i costi delle manutenzioni, per far capire alle persone la portata degli interventi in questione. Ci può fare qualche esempio?
«Un esempio banale è il costo di un cestino per i rifiuti di un parco. Il cestino più semplice, in acciaio, costa 250 euro. I cestini belli, da centro urbano, costano da 600 a 1.000 euro l’uno. Un altro esempio: l’ultimo gioco che abbiamo installato al parco Merulo, un castello con due scivoli, è costato per fornitura e posa quasi 18mila euro. I costi sono rilevanti, quindi compriamo attrezzature che garantiscono una durata nel tempo. Anche per questo motivo stiamo sostituendo i vecchi giochi in legno con giochi in acciaio e materiali resistenti.»

E per quanto riguarda i costi della manutenzione delle strade?
«Sono costi che sono cresciuti in modo rilevante. Siamo passati da circa 10 euro al metro quadro a una cifra che va da 16 ai 19 euro (ogni anno i listini vengono aggiornati). Mediamente, una sezione stradale è di almeno sei metri: per farla, se prima spendevi sessanta, oggi spendi cento. Un chilometro di strada viene sui 100mila euro. Una volta, erano 60mila euro. E questo limitandosi solo alla manutenzione dei 3 cm superficiali. I costi sono molto importanti, e bisogna considerare anche un tema di sicurezza riguardo alle buche.»

Crede che ci siano aspetti su cui i cittadini vorrebbero qualcosa in più o qualcosa di diverso?
«Penso che un aspetto rilevante riguardi quella parte di popolazione che avrebbe bisogno di più attenzione sotto il profilo economico, di sostegno e vicinanza per problemi e fragilità di vari tipi. L’ente locale fa molta fatica a destinare risorse per questi aspetti, come per le persone che perdono il lavoro o che hanno un’età o una formazione non adeguata al mondo di oggi. Credo che serva mettere molta attenzione su questo tema e provare anche a inventare nuove politiche. Oggi facciamo fatica a trovare strumenti per risolvere queste criticità, riuscendo a dare risposte parziali. Riusciamo ad aiutare le famiglie in tema di disabilità o ad abbassare le rette per le iscrizioni alle scuole d’infanzia. Invece, per quanto riguarda l’aiuto alle persone in cerca di lavoro, non abbiamo tanti strumenti al di là di metterle in contatto con aziende, cooperative o centri di collocamento. In passato, l’amministrazione aiutava queste persone, in casi di estrema povertà, impiegandole temporaneamente per spargere ghiaia nei vialetti o spalare la neve. Oggi le normative impongono vincoli corretti da un punto di vista della sicurezza sul lavoro e dell’individuo, che però hanno come conseguenza che sia più difficile dare questo tipo di risposte più immediate. La popolazione invecchia e le esigenze del mercato del lavoro svantaggiano figure con una certa formazione. Stiamo studiando come poter dare risposte per far fronte a queste domande.»

Facciamo un salto in avanti nel tempo, alla fine del suo mandato. Cosa conta di aver portato a termine, in questi anni da sindaco?
«Innanzitutto, il nuovo strumento urbanistico, che dovremo concludere già a metà del 2025. Avremo poi lavorato per estendere la nostra rete di ciclabili e incentivare l’uso della bicicletta al posto dell’automobile. Avremo portato avanti diversi investimenti sulle scuole per renderle più efficienti da un punto di vista energetico, in modo da rendere gli immobili più moderni ma anche meno costosi per la loro gestione. Ridurre questi costi permetterebbe di lavorare su altri fronti: per esempio riducendo i costi d’iscrizione ai nidi e alle scuole d’infanzia, come auspico di fare in questo mandato. Mi aspetto poi che in questi cinque anni riusciremo a rivitalizzare il più possibile il centro storico: questo permetterà ai cittadini di vivere meglio la città e ridurre anche i fenomeni di vandalismo e i piccoli furti.» «Questi sono gli obiettivi più grandi. È chiaro che tutto funziona se le aziende del territorio continuano a essere competitive sul mercato; per questo, proviamo ad assecondare le loro richieste compatibilmente con gli obiettivi di sostenibilità e la normativa vigente. Le aziende sono fondamentali perché la città stia insieme. Possiamo fare bellissime politiche di sostenibilità ambientale, ma se perdiamo posti di lavoro la città non vive serena e si creano problemi ben maggiori.»

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