Siamo le sentinelle dei cittadini

Protezione civile e polizia locale, tra aiuto e controllo

In questo periodo di difficoltà sociale e sanitaria, i volontari della protezione civile e gli operatori della polizia locale hanno affrontato le molteplici emergenze nel nostro territorio: i primi facendo fronte alle tante criticità, dall’istituzione di tende triage negli ospedali Covid fino alla consegna della spesa a domicilio ed altro; i secondi hanno vigilato sull’ottemperanza delle norme da parte dei cittadini e risposto a migliaia di loro domande. Li abbiamo interpellati per farci raccontare il loro prezioso lavoro.

Cominciamo con Sergio Cottafava di Protezione CivileICARO”: «alla fine di Febbraio siamo stati attivati dal Coordinamento della Protezione Civile per l’installazione delle tende Triage negli Ospedali di Reggio Emilia, Guastalla, Montecchio e Castelnovo Monti. Successivamente, con l’aggravarsi della situazione e le aperture dei COC (Centri Operativi Comunali) di Correggio prima, poi degli altri Comuni dell’Unione della Pianura Reggiana (San Martino in Rio, Campagnola, Rio Saliceto, Fabbrico e Rolo), ci siamo messi a disposizione per le attività non sanitarie di supporto alla popolazione e agli apparati organizzativi dell’Unione stessa.

Le attività che abbiamo svolto sono state di varia natura, certamente atipiche rispetto a quelle ordinarie: una delle prime è stata la diffusione dei messaggi comportamentali alla popolazione dei sei Comuni dell’Unione, per la quale abbiamo dovuto allestire due dei nostri mezzi con l’opportuna amplificazione, al fine di diffondere in modo capillare le informazioni; abbiamo poi preparato e distribuito le mascherine sanitarie alle famiglie casa per casa nel Comune di Correggio, nel Comune di Rio Saliceto e nel Comune di Campagnola, con un notevole dispiego di volontari e mezzi; negli stessi Comuni abbiamo distribuito ibuoni spesa” alle famiglie indicate dalle amministrazioni, preparato la spesa da consegnare alle persone che non potevano muoversi e supportato la mensa della Caritas di Reggio Emilia, anche durante le festività pasquali, al fine di dare conforto con un pasto caldo al maggior numero di bisognosi.

Abbiamo sempre incontrato molta gratitudine: chi ci offriva ovetti di cioccolato, chi un caffè con una fetta di torta (naturalmente abbiamo dovuto declinare a malincuore), bambini che ci offrivano disegni e letterine di ringraziamento. Una bella umanità, anche se spaesata e preoccupata. I volontari hanno fatto uno sforzo per trovare il giusto approccio alle nuove attività: non dimentichiamo che sono individui coinvolti nell’emergenza sanitaria anche come cittadini, pertanto abbiamo dovuto integrare le misure ordinarie di autoprotezione (scarpe di sicurezza, caschetti, guanti antitaglio ecc.) con le mascherine e il mantenimento delle distanze di sicurezza. Tutto ciò senza tralasciare le attività caratteristiche della Protezione Civile.

Possiamo dire che dopo l’installazione delle tende Triage siamo stati impegnati tutti i giorni, comprese le festività, con un minimo di 3 volontari fino a un massimo di 22 volontari per giorno; complessivamente fino ad oggi sono stati impiegati 350 volontari per fare fronte allo svolgimento delle attività indicate. La nostra formazione ci ha permesso in qualche modo di adattarci rapidamente ad affrontare un’emergenza che fino qualche mese fa non era neppure immaginabile».

 

Passiamo la palla a Tiziano Toni della Polizia Locale: «la grave emergenza sanitaria in atto ha cambiato profondamente non solo la vita di tutti la popolazione, ma anche delle Forze dell’ordine. Lo svolgimento delle mansioni è da sempre caratterizzato dalla centralità della relazione con i cittadini: è proprio attraverso la paziente costruzione di questo rapporto fiduciario tra operatori e comunità che nel corso degli anni è stato possibile ottenere un importante apporto per la risoluzione delle controversie. Siamo unasentinellaper il territorio, ma anche unaspalla”, una “sponda” cui chiedere informazioni ed aiuto in caso di bisogno. Come si descriverà in seguito, ciò è emerso in modo evidente in un periodo in cui in molti si sono rivolti al Corpo per consigli e indicazioni di ogni genere.

Attraverso la costruzione ed il successivo rafforzamento di tale rapporto è stato possibile attuare ordinariamente un efficace controllo del territorio, funzione fondamentale e pregnante del ruolo della Polizia Locale, che, congiuntamente alle altre Forze dell’Ordine, provvede a contrastare l’insorgere dell’illegalità. Si tratta di un’azione a tutto tondo: dal presidio dei cantieri edili, del rispetto delle norme in materia ambientale, piuttosto che commerciale, nonché l’importante funzione collegata alla verifica del rispetto delle norme del codice della strada connesse alla circolazione, di cui un’importante parte è costituita dal rilievo degli incidenti stradali e dalla successiva, anche se solo eventuale, gestione delle contestazioni ad essi correlati e da questi innescate.

In tempo di epidemia, quasi tutto l’impegno della Polizia Locale si è concentrato nel vigilare sull’osservanza delle particolari prescrizioni imposte per contenere la diffusione del contagio adottando, al contempo, tutte le precauzioni del caso. Le mansioni svolte dagli operatori in questo periodo hanno pertanto riguardato in primo luogo il controllo degli spostamenti, nonché il rispetto da parte delle attività produttive delle normative in materia di svolgimento delle stesse, evitando assembramenti. Gli operatori sono stati chiamati ad effettuare controlli mirati, spesso difficili ed in condizioni di rischio: fin da subito sono stati dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale del caso. Pur trovandosi ad operare quotidianamente “sul campo” e, alle volte, a stretto contatto con la popolazione, nessuno degli operatori si è tirato indietro garantendo il servizio sia diurno che notturno.

Come detto, ogni anno migliaia di cittadini si rivolgono per chiedere un’informazione, un’autorizzazione, esporre un problema. Al fine di proseguire tale attività in assoluta sicurezza, i ricevimenti del pubblico sono stati riorganizzati facendo sì che avvenissero esclusivamente su appuntamento, anche perché tutti gli operatori, ad eccezione degli addetti alla centrale operativa, sono stati impegnati sul territorio in ausilio alle altre Forze dell’ordine. Le chiamate ricevute dalla centrale Operativa hanno avuto un’impennata dal giorno 8/3/2020, con una punta massima di 360 chiamate il 14/4/2020. Dal 12/03 al 26/04 sono state complessivamente 6.194, per una media di 134 al giorno: nello stesso periodo del 2019, le chiamate ricevute erano state 2.959, 64 al giorno. La maggior parte di esse erano proprio mirate alla richiesta di chiarimenti sulle norme, sulle possibilità di spostamento, richiesta di consigli e di intervento per problematiche varie. Nonostante le misure contenitive del virus abbiano imposto una riduzione drastica degli spostamenti, durante l’ultimo mese si è purtroppo registrato qualche incidente stradale, che fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi. Una delle richieste più frequenti è sicuramente stata quella di raggiungere parenti o congiunti, alle volte residenti nel Comune limitrofo, spesso anche la propria fidanzata/fidanzato. Gli operatori addetti alla centrale operativa riferiscono il profondo disagio manifestato e soprattutto l’ansia nel non poter raggiungere i propri cari che ha trovato soluzione con l’avvio della cosiddetta “fase 2”.

Quanto, infine, ai controlli, anche questi dati sono particolarmente significativi. Gli operatori del Corpo dal 12 marzo al 26 aprile hanno proceduto a controllare 2050 persone, comminando 78 sanzioni amministrative e denunciandone 18 per violazione delle normative di contrasto all’epidemia, mentre 2 per altri reati. Il numero complessivo di sopralluoghi presso esercizi commerciali è stato invece di 6678».

Da parte nostra va un grosso sostegno a tutti coloro che stanno lavorando per garantire la nostra sicurezza, cercando di facilitare con il loro costante impegno la nostra vita di tutti i giorni in questi tempi difficili. Non possiamo che dire loro… Grazie!

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