Si fa presto a dire Europa

di Lucio Caracciolo

Sull’Europa e sull’Italia LIMES ha pubblicato diverse monografie. Lucio Caracciolo ci ha concesso un’intervista telefonica. Abbiamo potuto apprezzarne il rigore e la capacità di analisi nel convegno che abbiamo organizzato tre anni fa all’Asioli sui conflitti mediorientali e le migrazioni.

«La faglia tra cittadini euro-entusiasti e cittadini euro-scettici attraversa con diversità tutti i paesi dell’unione. Il caso dell’Italia è interessante perché il nostro paese è ultimamente passato dall’essere il più europeista ad essere tra i più critici, addirittura più della Gran Bretagna. Questo perché prima confidavamo che la UE ci risolvesse anche i problemi che noi storicamente non siamo capaci di affrontare, mentre ora alcune forze politiche hanno interesse ad addossare all’Europa la responsabilità delle nostre debolezze.

Il dispiegarsi di una globalizzazione senza regole ha creato problemi sociali e di competizione in singoli Stati europei. Un’organizzazione sovranazionale come l’UE, che ha dato ottimi risultati sul piano del coordinamento delle strategie commerciali, non può competere con le grandi potenze mondiali su tutti gli aspetti geopolitici della globalizzazione, e quindi offrire soluzioni ai propri membri, se non “ragionando da Stato”. Ma non dimentichiamo che per convincere i 6 paesi a dare il via all’attuale comunità ci sono voluti gli effetti disastrosi del secondo conflitto mondiale da cui, in sostanza, tutti i vecchi Stati europei erano usciti sconfitti.»

LUCIO CARACCIOLO, giornalista di Repubblica e poi caporedattore di Micromega, docente alla università LUISS. Ha fondato e dirige LIMES la principale rivista italiana di geopolitica è considerato il massimo esperto italiano di questioni internazionali.

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