Se uno chef e un pittore s’incontrano

Le cene allo SpeakEasy, tra tavola e tavolozza

L’ arte nel piatto o il piatto come forma d’arte? Questa è la domanda che sorge spontanea a chi abbia preso parte alla rassegna Art Fusion, una serie di cene “experience d’artista”, a cadenza mensile, presso il ristorante SpeakEasy di Correggio. Ideatrice della prestigiosa e partecipatissima iniziativa è Francesca Baboni, storica, critica e curatrice d’arte contemporanea, insieme a Cristian De Pietri, titolare del ristorante SpeakEasy e a Luigi Altobello, che ama definirsi “artigiano di cucina”. L’idea al centro del progetto, che ha debuttato il marzo scorso con l’artista correggese Fabio Adani e proseguirà fino a dicembre, è quella di unire discipline diverse ma simili: l’arte contemporanea e quella gastronomica. «La rassegna Art Fusion – esordisce Francesca Baboni – è un’iniziativa nuova che mette in contatto artisti, appassionati d’arte ed amanti della cucina nelle sale di un ristorante, allestito a galleria d’arte per l’occasione. Ogni mese un artista espone le sue opere, esclusivamente pittoriche, e da queste si parte per creare l’esperienza della cena». Baboni spiega che l’evento consta di varie fasi: «Dapprima lo chef Altobello incontra l’artista per comprenderne tecnica e poetica; poi artista e chef scelgono quattro opere. Infine queste vengono tradotte, in termini di colori e significato, in altrettanti piatti, appositamente ed unicamente creati per l’occasione».

Ogni cena è preceduta da un momento di introduzione dell’artista al pubblico da parte di Baboni e da una spiegazione dell’abbinamento piatto-opera da parte dello chef. Durante la cena l’artista gira tra i tavoli e risponde alle domande dei commensali. Il menù, rigorosamente scritto a mano, comprende un antipasto, un primo, un secondo e il dolce. Va da sé che pure la scelta del vino è strettamente legata agli ingredienti proposti. «Dietro a queste cene experience – commenta lo chef Altobello – c’è uno studio approfondito. Il mio intento è che l’opera sia il completamento del piatto e viceversa. I clienti sono molto incuriositi, non solo dalla tecnica pittorica dell’artista ma anche dai piatti. Come ristorante siamo attenti tanto alla materia prima, che deve essere sempre di alta qualità, quanto ad allergie ed intolleranze. Usiamo infatti farine di grani antichi a km zero per pane e pasta, mentre nei dolci non utilizziamo mai lo zucchero raffinato. Il tipo di cucina che proponiamo può essere definita pop, perché raggruppa varie culture. È una cucina che prende per mano il cliente italiano e lo porta ad assaggiare piatti internazionali, in cui però vi è sempre un tocco di italianità come un ingrediente o una tecnica».

Oltre a Fabio Adani, Art Fusion ha proposto artisti come Giulio Zanet, correggese d’adozione, ed Ersilia Sarecchia, modenese. Il 13 giugno prossimo sarà la volta della reggiana Giulia Maglionico. Le cene sono tutte su prenotazione, per un massimo di quaranta posti, ed hanno un costo di quaranta euro. Per informazioni, contattare direttamente il ristorante SpeakEasy al numero 0522 699837.

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