Se ci fosse luce sarebbe bellissimo

È stata inaugurata il 25 febbraio la mostra personale di Elena Bellantoni presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Curata dalla sottoscritta, l’esposizione restituisce il percorso di ricerca condotto dall’artista all’interno dell’azienda tessile Dino Zoli Textile, con la partecipazione attiva dei dipendenti, la frequentazione dei luoghi, la valorizzazione dei materiali e delle risorse aziendali.

Temi centrali del progetto sono il corpo, “abitato” in relazione agli altri e agli spazi deputati al lavoro, e la luce, intesa come elemento di apertura e speranza, di gioia e di abbracci, dopo anni di buio e solitudine. La luce apre e chiude idealmente il percorso di mostra con due scritte al neon, testimonianza di un fare artistico partecipativo-relazionale. Prima il blu di “Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”: la frase è ripresa dall’ultima lettera dell’onorevole Aldo Moro alla moglie, pochi giorni prima della sua morte, avvenuta nel 1978. Poi il rosso di “C’era una voglia di ballare che faceva luce”, una frase di Francesco Guccini che sintetizza le aspettative del secondo dopoguerra, la speranza in un futuro migliore. In anteprima nazionale è stato presentato il nuovo video di Elena Bellantoni, “Se ci fosse luce sarebbe bellissimo”, un progetto artistico che si caratterizza per essere stato girato in azienda, con i dipendenti in abiti di scena.

La stanza principale della Fondazione Dino Zoli è occupata dall’installazione di quattordici abiti-scultura, pensati e realizzati con i tessuti di Dino Zoli Textile. Declinati nel lino rosa, che allude alle forme del corpo, e nel velluto grigio-azzurro per richiamare le tute da lavoro, gli abiti presentano una forma a trapezio che può accogliere tanto il corpo maschile quanto quello corpo femminile, dando alla figura un aspetto onirico. Sei disegni a china su carta da spolvero, con interventi a collage, completano il percorso espositivo: sono stati realizzati dall’artista per fissare alcuni gesti propedeutici alla partitura performativa del video; quattro lightbox mettono in evidenza i passaggi fondamentali del video, in cui l’artista si relaziona con lo spazio aziendale.

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