Scuse e pregiudizi assolvono Violenza di genere

La denuncia nel libro messaggio di Ilaria Bonuccelli

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nell’ambito dell’iniziativa “Per un mondo senza violenze di genere” è stato presentato a Correggio il libro-inchiesta “Violenzissima – le scuse che assolvono i violenti” della giornalista fiorentina Ilaria Bonuccelli. Caposervizio regione del Tirreno, l’autrice da anni si dedica al contrasto delle violenze di genere. È stata promotrice di nuove norme per l’utilizzo dei braccialetti elettronici anti-stalking ed è attualmente impegnata nella campagna per la revisione della legge sulla violenza sessuale: “senza assenso non c’è consenso”. L’evento, voluto dall’assessore al Welfare e Coesione Sociale, Maria Chiara Oleari, tenutosi nella sede di Idee di Gomma, ha visto, oltre alla partecipazione dell’autrice, quella dell’artista reggiana Giulia Maglionico, che ha realizzato la copertina del volume. Moderatrice dell’incontro e curatrice dell’opera di Maglionico, il critico d’arte correggese Francesca Baboni. Dopo i saluti del Sindaco Fabio Testi ed una riflessione della consigliera alle Pari Opportunità Erica Tacchini sui crescenti numeri dei casi di violenza femminile a livello regionale e nazionale, Bonuccelli si è confrontata apertamente con il pubblico partendo da un quesito fondamentale: cosa succede dopo che una vittima di violenza ha denunciato il suo aggressore? La giornalista esordisce spiegando che la querela è un atto per niente scontato per una vittima: «Rendere noto che qualcuno ti maltratta è per moltissime donne un passo difficile – dice Bonuccelli –  perché spesso si temono ripercussioni da parte dell’aggressore o si ha forte timore di sentenze e provvedimenti che condannano e colpevolizzano la vittima». L’autrice sostiene, attraverso le pagine del suo libro, che in Italia è ancora troppo diffusa la mentalità del “se l’è cercata”: questo toglie alle maltrattate la fiducia nei confronti della giustizia ed innesca il dubbio dell’essere nel giusto. A questo proposito, elenca i casi di donne che hanno trovato il coraggio di denunciare ma i cui aggressori sono stati spesso assolti a causa dei tanti pregiudizi contro le donne. «Durante i processi, soprattutto quelli per stupro – chiarisce Bonuccelli – le domande vanno in due direzioni: mostrare i dettagli più scabrosi della vicenda e dimostrare che la vittima è persona poco seria. Non si indagano i motivi per cui si è arrivati a quel punto». Secondo la giornalista manca lo Stato al fianco delle donne, perché non è capace di garantirne la sicurezza.

Violenzissima è un libro che colpisce non solo per i contenuti, ma anche per la copertina: una Monna Lisa di leonardesca memoria è raffigurata al centro dello spazio, con un occhio martoriato e un braccio ingessato in cui compare il sottotitolo del volume. L’opera si intitola “Monna Lisa purple sunrise” ed è stata realizzata da Giulia Maglionico, che ha eseguito per Bonuccelli una versione grafica inedita derivata dal suo quadro “Monna Lisa sunrise” della serie #YouToo. «Il colore viola, presente nel titolo del libro e nello sfondo del quadro-copertina – commenta Francesca Baboni – riprende i toni violacei dell’occhio ferito e rispecchia gli argomenti forti trattati nel libro. Il sottotitolo, inserito come una scritta a graffito dentro al gesso, insieme ad altri richiami iconici quali la gerbera rossa (fiore simbolo contro la violenza sulle donne), creano una commistione di arte e testo veicolante lo stesso messaggio d’impegno e giustizia per le donne». “Violenzissima” è edito da “Il Pozzo di Micene” di Lucia Puglisi Editore.

Condividi:

Leggi anche

Newsletter

Torna in alto