Sconfiggere la leucemia? Pian piano ce la faremo

Dal Laboratorio del San Raffaele, Annalisa Tameni giovane correggese

Annalisa Tameni è dotata di un’innata capacità espositiva, che la rende capace di far sembrare semplice ogni argomento, anche il più complesso, come il terribile male che risponde al nome di “leucemia”.

Per una singolare casualità ho avuto il piacere di conoscerla lo scorso 11 febbraio, data in cui l’ONU ha scelto di celebrare la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza, a riconoscimento dell’alto contributo che la componente femminile apporta al progresso scientifico e tecnologico. Ecco, Annalisa è esattamente una di quelle ragazze: diploma al Liceo Rinaldo Corso indirizzo Scientifico bilingue, laurea triennale in Biologia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche nel 2018 e successivo Dottorato in Medicina clinica e sperimentale nel 2022, sempre presso Unimore. D’altronde, la vocazione medico-scientifica Annalisa ce l’ha scritta nel DNA: il nonno materno era Vittorio Lodini, chirurgo molto amato e ricordato dai correggesi, Direttore della I Divisione di Chirurgia Generale e Toracica dell’Arcispedale S. Maria Nuova; nel 2020 gli è stato intitolato l’edificio del Distretto Sanitario di Correggio (insieme al padre Augusto, anch’egli medico). In memoria del dottor Lodini è attiva l’omonima Associazione per la ricerca in chirurgia, che dal 2003 si occupa di raccolta fondi per la ricerca in chirurgia e di educazione alla salute. Senza contare che la mamma di Annalisa è Monica Lodini, stimata odontoiatra correggese.

Il suo percorso di ricerca si è poi consolidato grazie alla vicinanza professionale con due figure di alto livello nel settore, operanti nel Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia: dapprima Valentina Fragliasso, ricercatrice sanitaria, sua tutor di tesi magistrale e di Dottorato, con la quale ha lavorato per cinque anni su un progetto nato da un’esperienza che la stessa Fragliasso ha potuto svolgere negli USA grazie a GRADE Onlus; poi la coordinatrice del Laboratorio, Alessia Ciarrocchi.

Durante il lavoro presso il Laboratorio, Annalisa ha elaborato un suo progetto, che le è valso una borsa di studio di AIRC – Fondazione Italiana per la ricerca sul cancro e il premio “travel grant” (un finanziamento a copertura dei viaggi di studio e ricerca) da parte della Società America di Ematologia. Inoltre, nella primavera 2022 il progetto è stato presentato al congresso italiano della SIES – Società Italiana di Ematologia sperimentale: è in quest’occasione che ha incontrato il dottor Luca Vago. «È stato l’incontro con lui ad aprirmi le porte per Milano: nel periodo del congresso stava reclutando personale per il laboratorio che dirige all’interno dell’Ospedale San Raffaele, lUnità di Immunogenetica, genomica ed immunobiologia delle leucemie. Si è interessato al mio progetto e mi ha proposto un colloquio; ci ho pensato bene poi ho deciso di andare, perché una chance come quella valeva la pena di essere perseguita. Dopo una selezione in più fasi sono stata presa!».

Per avere un’idea più precisa di chi sia Luca Vago, ho fatto qualche ricerca: group leader della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive del San Raffaele, è anche professore associato di Ematologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e vanta collaborazioni con la Germania e con gli Stati Uniti, a Boston; è autore di articoli su riviste internazionali e membro attivo dell’American Society of Hematology, dell’European Hematology Association e della European Federation for Immunogenetics. I suoi principali contributi riguardano la descrizione della perdita genomica di HLA, il sistema antigenico dei leucociti umani, come frequente meccanismo di recidiva del tumore.

Quante volte sentiamo parlare di fondi per la ricerca che sono troppo pochi, di maggiori riconoscimenti per i ricercatori… dietro ad un leit motiv giornalistico ci sono in realtà tante persone che dedicano la propria vita al salvataggio di altre vite. Ecco, Annalisa è una di queste: nell’ambito della leucemia mieloide acuta, tumore che proviene dalle cellule staminali del midollo osseo, ha scelto di studiare i meccanismi epigenomici (ossia la particolare combinazione di modificazioni dell’espressione genica che differenzia la cellula) e metabolici immunorelati, che determinano un’evasione del sistema immunitario e favoriscono la recidiva della malattia.

Lavorare nel team di un professionista come Luca Vago dev’essere di grande stimolo, ma anche di grande responsabilità. Annalisa mi risponde con il suo bel sorriso: «Proprio così! La giornata lavorativa inizia alle otto e trenta in laboratorio, poi c’è il meeting quotidiano con i colleghi per pianificare l’attività sperimentale, le analisi dei campioni e l’elaborazione dei dati; il tutto fino alle diciannove, dal lunedì al venerdì. L’impegno individuale si alterna al lavoro di gruppo: è questa la fase che trovo più stimolante, perché è dal confronto condiviso che il lavoro progredisce. Attualmente siamo dieci ricercatori, mi trovo bene con tutti ma devo un ringraziamento particolare a Cristina Toffalori, che mi sta seguendo nell’applicazione della tecnologia allo studio delle recidive. Infatti, nonostante la percentuale di sopravvivenza sia aumentata negli ultimi anni, la leucemia resta il tumore per il quale è più frequente che si verifichi una recidiva a distanza di tempo dal trapianto di midollo, perché riesce a rendersi invisibile al sistema immunitario del donatore».

Un bell’impegno, dunque. «Sì, indubbiamente! Però non mi stanco, perché sento di fare qualcosa per cui vale la pena andare avanti. Sai, pochi giorni fa ho esaminato il mio primo campione di midollo osseo e così ho realizzato nel profondo l’essenza del mio lavoro. Avevo tra le mani qualcosa di prezioso, sul quale lavorare con la massima concentrazione perché proveniva da una vita umana che si affidava al mio lavoro per avere una speranza. Ecco, questo ti fa capire che non puoi sbagliare e che hai una grande responsabilità, però sento che ho intrapreso la strada giusta! Per questo devo ringraziare i miei genitori e il mio fidanzato, che mi hanno sempre sostenuta ed incoraggiata anche quando ero indecisa sul trasferimento a Milano. Senza di loro non sarei qui oggi. Non so se sarà mai possibile sconfiggere la leucemia, ci sono ancora tanti sforzi da fare, ma se mettiamo in comune le conoscenze e i traguardi raggiunti possiamo fare dei passi in avanti… uno alla volta, ma in avanti!».

Il futuro ti aspetta, Annalisa, grazie per il tuo impegno!

 

La leucemia mieloide acuta

Ha un’incidenza di circa quattro casi per 100.000 abitanti, colpendo circa duemila persone ogni anno in Italia. Tuttavia, il rischio di sviluppare la malattia varia con l’età: la maggioranza dei casi si presenta in età avanzata, specie dopo i sessant’anni. In molti casi non si riesce a stabilire una causa chiara della leucemia mieloide acuta. In qualsiasi caso, l’esposizione a fumo di sigaretta e a sostanze chimiche come il benzene è stata associata ad un aumentato rischio di malattia. Negli ultimi anni sono emerse anche delle forme familiari, che rappresentano comunque una percentuale molto bassa dei casi e si associano a particolari mutazioni genetiche.

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