S’aresi fat vo, in di me pagn?

A volte nella vita le persone sono messe di fronte a situazioni impreviste, difficili da interpretare.

Sono obbligate a prendere decisioni improvvise ed a tenere comportamenti inusuali…

A mente fredda gli sorgono poi dei dubbi sul loro comportamento, sull’opportunità di quello che hanno detto o hanno fatto. Matura la consapevolezza che le scelte operate spesso hanno ripercussioni e conseguenze per se e per gli altri, che non si esauriscono immediatamente ma durano per anni, nel tempo. E così chiedono consiglio ad un amico o alla persona che hanno di fronte e con la quale interloquiscono alla ricerca di conferme, di approvazione.

“L’accettazione sociale è un bisogno naturale che tutti, in misura minore o maggiore abbiamo, in quanto individui sociali che si sentono parte di una comunità ed hanno la necessità di vivere un forte senso di appartenenza”. Albert Ellis, noto psicologo cognitivo, pone il bisogno di approvazione in cima alla lista delle convinzioni irrazionali umane…

Le reazioni degli interlocutori a questi interrogativi possono essere le più disparate.

 

RASSICURANTE

A volte l’interlocutore è solidale, capisce le difficoltà, si rende conto della situazione e ritiene che il comportamento nel suo insieme sia stato corretto e consono alla situazione. Anche lui si sarebbe comportato nello stesso modo o in maniera simile.

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Me… Ares fat cumpagn
– Io… Avrei fatto la stessa cosa

Di solito le rassicurazioni vengono accompagnate da un modo di dire che stempera le preoccupazioni e sdrammatizza le situazioni. Inutile recriminare o arrovellarsi su altri possibili comportamenti.

– Fat fat, van lude
– Le cose fatte, vanno lodate.

 

CONSOLANTE

In alcuni casi, quando l’accaduto è veramente sconcertante o imprevedibile, le persone tendono ad essere comprensive e, pur non condividendo sempre le parole dette o i comportamenti, mettono in rilievo le difficoltà incontrate e sono consolanti.

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Me a v’capis… a s’fa prest a dir… mo bisogna esregh!
– Io vi capisco… si fa presto a dire… ma bisogna esserci!

– Quand un l’è, le a gh’cala la ciacra.
– Quando una persona è lì, gli cala la chiacchiera (si rende conto delle difficoltà).

La riflessione si chiude con una rassicurante affermazione.

– T’è fat col ch’a s’priva fer.
– Hai fatto quello che si poteva fare.

 

CAUTO

Vi sono persone che interpellate sul comportamento che avrebbero tenuto, indipendentemente dal contesto o dall’accaduto, reagiscono consigliando il massimo della sicurezza.

A loro modo di vedere, di fronte a situazioni impreviste o a momenti di difficoltà è sempre opportuno garantirsi il massimo della sicurezza ed evitare ogni possibile rischio o disagio.

Questi consigliano sempre prudenza.

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Me a s’res ste da la pert dal furmintoun
– Io sarei stato dalla parte del granoturco (al sicuro)

– Me… a s’res ste a l’ora
– Io sarei stato all’ombra (in una zona protetta)

 

ANCORA DI PIÙ

Qualcuno reputa l’atteggiamento tenuto troppo remissivo. A suo parere, di fronte ad una situazione come quella prospettata, la reazione avrebbe dovuto essere più veemente, più aggressiva e risolutoria.

Non solo condivide le ragioni… ma lui avrebbe avuto reazioni più pesanti.

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Me…  a gh’ares de n’unta
– Io gli avrei dato un sacco di botte (lo avrei picchiato)

– Me a gh’ares drise la goba
– Io gli avrei drizzato la gobba (lo avrei messo in riga)

– Me… A j’ares mande a cagher tut e po’ a gniva via!
– Io li avrei mandati a cagare tutti e poi sarei venuto via!

DUBITATIVO

Alcuni tendono ad avere un atteggiamento problematico, dubitativo. Pur senza porre rilievo sull’operato pensano che si sarebbe potuto fare meglio, in altro modo, con maggiore efficacia…

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Mah… sa s’a da dir…forse j’ares fat divers… a s’priva anca…
– Mah… cosa posso dire… forse avrei fatto in un altro modo… si poteva anche…

 

ARRABBIATO

A volte l’interlocutore a cui viene posto l’interrogativo è rimasto offeso dal comportamento scorretto, sgradevole, inadeguato tenuto nei suoi confronti, che gli ha creato disagio e alterazione.

La persona che pone l’interrogativo è consapevole di aver esagerato.

Cerca consenso giustificandosi, pregando chi lo ascolta di comprendere quel comportamento… di mettersi nei suoi panni…

– S’aresi fat vo, in di me pagn?
– Cosa avreste fatto voi nei miei panni (al mio posto)?

– Me… a gh’ares caghe deinter!!!
– Io… ci avrei cagato dentro!!!

La risposta esprime tutta la disapprovazione e la rabbia.

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