Sangiuliano per Santa Maria, buone notizie per il restauro

La visita del Ministro apre speranze per il futuro della chiesa

“Credo che questo bene possa esprimere un grande potenziale culturale e, dopo il primo stanziamento di un milione di euro, sia meritevole di un ulteriore e definitivo intervento. Appena ci arriverà una stima valuteremo cosa fare.”

Queste sono le parole del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a margine del sopraluogo al cantiere del complesso di Santa Maria della Misericordia, nella mattina del 13 aprile scorso. All’importante iniziativa erano presenti: don Alberto Debbi, in rappresentanza della parrocchia di San Quirino, storica proprietaria dell’edificio; il Sindaco Fabio Testi e l’Assessore alla Cultura Gabriele Tesauri; l’architetto Francesca Tomba per la soprintendenza regionale ai beni culturali; l’architetto Angelo Dallasta per l’Ufficio Beni Culturali della diocesi; gli architetti Gianluca Nicolini e Mauro Severi, membri del Comitato che opera per il restauro del complesso edilizio dal 2007.

Santa Maria della Misericordia spicca tra gli edifici del nostro centro storico. Non solo è la chiesa più antica, che ospitò contemporaneamente ben tre opere del Correggio; si tratta anche di una delle prime testimonianze di attenzione per le situazioni di povertà e di emarginazione presenti nel territorio. L’edificio era infatti anche sede di un ospitale, gestito dalla Confraternita della Misericordia. Era dedicato alla cura degli ammalati poveri e all’assistenza continuativa di bambini orfani o abbandonati (i cosiddetti “bastardini”, detti anche “esposti”).

Santa Maria della Misericordia è chiusa al culto dalla metà del secolo scorso. Oltre all’usura del tempo, ha dovuto fronteggiare i fenomeni sismici che hanno ripetutamente colpito Correggio dal 1996 al 2012. I danni provocati ne hanno messo a serio rischio le condizioni strutturali. Dal 2008 al 2014 si sono succeduti diversi interventi, che hanno permesso di realizzare opere fondamentali per la sua salvaguardia. I notevoli costi di queste opere sono stati sostenuti dalla parrocchia di San Quirino, con contributi del Lions Club Correggio e della Fondazione Manodori. Anche l’Amministrazione comunale ha partecipato attivamente, sostenendo diverse spese e garantendo significative agevolazioni.

Il sisma del 2012 ha però bloccato ogni ulteriore opera. Le attenzioni della parrocchia di San Quirino e della diocesi si sono dovute concentrare sul cantiere di recupero della basilica di San Quirino, che è stata riaperta al culto solamente il 4 giugno 2019. Di Santa Maria della Misericordia si è invece tornato a parlare nel luglio dello scorso anno. Questo a causa del crollo di una porzione del tetto della canonica, adiacente ad abitazioni civili, con comprensibili preoccupazioni. Il danno è stato sanato con un intervento della Soprintendenza regionale e la collaborazione dell’amministrazione comunale.

Entro l’autunno comincerà un’ulteriore serie di interventi, che riguarderanno solamente la chiesa e i cui incarichi tecnici sono affidati alla diocesi. I costi saranno sostenuti attingendo al finanziamento regionale dedicato ai fabbricati di culto danneggiati nel sisma del 2012, di 600mila euro. Inoltre, è già stato assegnato anche uno stanziamento di un milione di euro proveniente dal Ministero della Cultura, inserito nel programma triennale dei lavori pubblici 2024-2026 (la quota parte di 400.000 euro per il 2024 è già disponibile).

Tali finanziamenti non sono però sufficienti per il completo restauro del complesso edilizio: nei prossimi mesi sarà preparato un preventivo economico delle opere rimanenti. Secondo quanto dichiarato dal ministro Sangiuliano, gli uffici ministeriali si occuperanno di valutarlo per favorire l’avvio del recupero definitivo. Il corso di queste opere future sarà accompagnato da iniziative pubbliche di divulgazione e raccolta fondi – è questa l’intenzione del “Comitato per il Restauro di Santa Maria della Misericordia”.

Questi nuovi sviluppi consentono, anche se in una prospettiva di medio-lungo periodo, di iniziare a ipotizzare un futuro riutilizzo del complesso monumentale. Il prossimo trasferimento della biblioteca pubblica nella nuova sede della ex caserma dei carabinieri permetterà, al Palazzo dei Principi, di ampliare gli spazi dedicati al museo, al patrimonio archivistico e di storia locale. Si potrebbe allora completare l’offerta culturale di questo nuovo polo con l’apertura di un Centro Studi dedicato alla figura del Correggio, e al contesto nel quale sono maturate le sue opere. Questo potrebbe essere frutto della collaborazione tra la parrocchia di San Quirino e l’Amministrazione comunale, con sede in Santa Maria della Misericordia.

Franco Bellelli è membro del Comitato per il Restauro  di Santa Maria della Misericordia

Qui il Correggio era di chiesa

Antonio Allegri abitava nel quartiere di Borgovecchio ed è probabile che, oltre a frequentare Santa Maria, fosse anche membro della Confraternita. Dagli inizi del 1500 fino al termine del 1700, la chiesa ospitò tre sue opere. La prima fu l’affresco, probabilmente staccato dall’antica chiesa di San Quirino, conosciuto come “Madonna dei Limoni”, opera giovanile del pittore. La seconda opera è il “Trittico della Misericordia”, realizzato per l’altare maggiore, che contornava la veneratissima “Madonna della Misericordia”, scultura in terracotta policroma attribuita recentemente a Desiderio da Settignano. La terza opera era la pala realizzata per l’amico Melchiorre Fassi, conosciuta come “Quattro Santi”.

Il “Cristo in gloria tra cherubini”, elemento centrale del Trittico della Misericordia Divina

Una storia travagliata

La storiografia locale attesta la presenza della Confraternita e dell’ospitale fin dall’inizio del XIV secolo.

Dal 1490 il complesso edilizio fu oggetto di notevoli opere di ampliamento e di modifica. La chiesa fu orientata verso est, impostando la nuova facciata direttamente su via Santa Maria.

Nel 1501 fu costruita una nuova sacrestia. Nel 1573, per affrontare l’aumento delle richieste di assistenza, furono acquistati alcuni fabbricati confinanti.

Il 26 marzo 1634, nella sala della Confraternita si tenne la seduta del Consiglio Generale del Principato, che prese atto dell’allontanamento del Principe Siro dalla Signoria di Correggio. Si sancì così la fine del Principato e il suo passaggio sotto la Spagna e poi sotto il Ducato Estense. Da allora, questo locale è conosciuto come “sala della congiura”.

Alla fine del 1600, il complesso raggiunse la sua massima espansione, occupando buona parte dell’isolato attorno alla chiesa e altri fabbricati vicini. È di questi anni la costruzione dell’attuale facciata che, impiegando un semplice e lineare ordine tuscanico, si integra totalmente con gli spazi del porticato pubblico e con le volumetrie degli edifici vicini.

Nella primavera del 1735 un contingente di truppe francesi, alleato dell’esercito Estense, adibì la chiesa a magazzino. L’occupazione si protrasse per tre anni provocando notevoli danni.

Nel settembre 1782, per ordine del Duca Ercole III d’Este la Confraternita fu soppressa, la chiesa fu chiusa al culto e gli arredi furono messi all’asta.

Nel 1795 la chiesa fu riaperta al culto e furono necessarie altre opere di restauro, affidate all’architetto Filippo Cattania.

Nel 1833 fu innalzata l’attuale torre campanaria con la cupola in rame.

Nel 1854 fu affidato all’architetto Francesco Forti il ridisegno del fianco della chiesa verso via Borgovecchio, che fu avvicinata alle forme dello stile neogotico eclettico. L’apparato decorativo interno ed esterno fu invece affidato al pittore Andrea Capretti.

Alla metà del secolo scorso, la chiesa fu chiusa al culto e visse in uno stato di abbandono per decine di anni, in balìa dei fenomeni sismici del 1996, del 2000, del 2008 e del 2012.

 

 

 

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