S.A.BA.R., come dar valore all’ambiente

Il direttore Marco Boselli spiega il ciclo dei rifiuti

Forse non tutti a Correggio conoscono S.a.ba.r., Servizi Ambientali Bassa Reggiana, una piccola e fiorente realtà che si trova a pochi chilometri, a Novellara, e che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti e molto altro ancora. E forse non tutti sanno che a dirigerla, dal 2015, è Marco Boselli, correggese classe 1982 e padre di due figlie (e di una piccola in arrivo).

Marco è da sempre stato interessato e attento all’ambiente: finito il Liceo scientifico Corso ha deciso di intraprendere la laurea in ingegneria gestionale all’Università di Reggio Emilia (che gli avrebbe aperto più strade rispetto a quella ambientale) e ha realizzato il suo primo tirocinio in IREN, un’esperienza che lo ha molto stimolato ed aiutato ad aprire nuovi orizzonti.

«Proprio in IREN mi hanno parlato di S.a.ba.r., una realtà piccola ma molto interessante. Nel corso del biennio di specializzazione cercavo appunto un tirocinio che mi permettesse di specializzarmi nel mio campo di interesse, come trampolino per il mondo del lavoro, e dopo tanti colloqui ho scelto proprio S.a.ba.r.».

Per il direttore di allora ha realizzato un progetto di recupero del calore della centrale di cogenerazione, per poter sfruttare al meglio le risorse presenti all’interno dell’azienda. Una volta laureato, nel 2007 ha iniziato subito a lavorare in azienda. «Il mio primo incarico riguardava l’informatizzazione del parco cassonetti e del parco mezzi: ho passato quindi un mese e mezzo, dalle 5 alle 11.30, in giro sui mezzi che raccoglievano i rifiuti, al fianco degli operatori. Un’esperienza dura ma molto formativa, perché mi ha dato la possibilità di vedere ogni fase del lavoro, capire le specificità dei mezzi e le criticità della raccolta. Nel tempo poi sono cresciuto: da stagista ad assistente responsabile servizi di raccolta, poi responsabile dei servizi di raccolta. Nel frattempo ho cercato di portare innovazioni, insieme ai miei colleghi, come il capannone attrezzato con pannelli fotovoltaici (poi estesi a tutta la discarica), il capannone per la vendita della frazione dei materiali, un impianto che oggi lavora tantissime tonnellate di rifiuti. Sul mercato globale è necessario essere competitivi: abbiamo cominciato con la carta e il cartone, poi siamo passati alle materie plastiche (oggi arriviamo a fare noi i granuli che poi vengono rivenduti per realizzare altra plastica)».

Francesca Amadei

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