S. SEBASTIANO: VENT’ANNI DOPO

S. Sebastiano: vent’anni dopo

Rinasce l’ala storica del nostro ospedale

Giuliana Turci
Giuliana Turci

Dopo vent’anni di lavori si inaugura l’ala storica del San Sebastiano; per l’occasione, abbiamo intervistato Giuliana Turci, dal 2001 direttore del distretto AUSL di Correggio.

Con l’inaugurazione del 2 dicembre si conclude il percorso di “riconversione” del nostro Ospedale, iniziato nel 1997 tra feroci polemiche locali per il “ridimensionamento” del suo ruolo…
«L’ospedale di Correggio prima di questa trasformazione si presentava come una struttura di piccole dimensioni e con un assetto sostanzialmente riconducibile alla legge Mariotti del 1968. Era insomma configurato come un Ospedale generale di zona (con tutti i limiti legati allo sviluppo delle specializzazioni), con una dotazione di 180 posti letto complessivi. Dal punto di vista strutturale ed impiantistico denunciava gravi problematiche legate alla vetustà architettonica e alla obsolescenza tecnologica degli impianti. Il riconoscimento di struttura a “prevalente indirizzo riabilitativo” a valenza provinciale ed extra-provinciale, ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna nel 2002, colloca la Neuroriabilitazione di Correggio tra i Centri regionali di eccellenza, riconosciuti come punti di riferimento per il trattamento dei pazienti che necessitano interventi riabilitativi intensivi e precoci. Questa funzione si è sviluppata unitamente a un’importante attività di riabilitazione respiratoria e cardiologica. Accanto a questa connotazione l’Ospedale ha continuato ad essere il punto di riferimento per la popolazione del Distretto di Correggio per le funzioni ospedaliere di base in ambito internistico – medicina interna e cardiologia – e chirurgico, per gli interventi in day surgery (chirurgia di 1 giorno) e ambulatoriali, in stretta integrazione con i servizi sanitari del territorio e con la rete ospedaliera provinciale, in particolare con l’Ospedale dell’Area Nord di Guastalla».

Come si può quantificare il risultato di una tale operazione, che comunque ha sconvolto le abitudini dei correggesi?
«L’Ospedale di Correggio è attualmente dotato di 144 posti letto complessivi, di cui 7 posti di day hospital, 2 posti di osservazione breve, 3 posti letto tecnici di emodialisi. All’interno dell’Ospesanità dale operano complessivamente 347 operatori di cui 55 dirigenti medici e non medici, 201 infermieri-OTA/OSS, 68 tecnici sanitari e 23 tra altre figure sanitarie e non sanitarie. Nel 2016 presso l’Ospedale di Correggio sono stati dimessi 2.618 pazienti, effettuati 3.603 interventi chirurgici; 40.507 esami di diagnostica per immagini; 32.280 prestazioni di riabilitazione e fisiatriche; 2.751 esami di endoscopia digestiva. Il Punto di Primo Intervento ha registrato 14.662 accessi (più di 40 al giorno), di cui il 10% seguiti da ricovero o
trasferimento in altri ospedali, e l’8% seguiti in Osservazione Breve.
Considerando il punto di partenza del 1997, con le criticità conosciute da tutti, e il successivo piano di intervento sull’intera area ospedaliera per oltre 44 milioni di euro, non mi pare si configuri proprio come un “ridimensionamento” ma piuttosto un esempio di buona gestione della spesa pubblica».

S. Sebastiano: vent’anni dopo
Foto tratta dal volume “Solenne inaugurazione del nuovo Ospedale di Correggio” (2005) curato da Fabrizia Amaini, Giulio Bursi e Iames Amaini

“NON SI TRATTA DI RIDIMENSIONAMENTO, MA DI
BUONA GESTIONE DELLE SPESE

Veniamo all’intervento sulle strutture e al loro ampliamento, che si conclude oggi. Vent’anni non sono un po’ troppi?
«La storia travagliata dei vari appalti (i primi lavori iniziarono nel 2003), tra cambiamenti normativi, contenziosi legali con le Ditte escluse, fallimenti di imprese e ripetuti riappalti hanno determinato un notevole allungamento del cronoprogramma dei lavori. Nel 2010 risultava completata la parte più rilevante dell’intero intervento. Oggi inauguriamo la ristrutturazione del padiglione storico, quello del 1915, e con questo viene a completarsi il riassetto organizzativo di tutto l’Ospedale».

Ed ora che il progetto è sostanzialmente concluso, come si presenta il nostro Ospedale?
«Oggi, su un’estensione dell’intera area ospedaliera di 43.900 mq, la superficie utilizzata per servizi sanitari è pari a 18.975 mq (circa 11.000 mq in più rispetto a quelli disponibili nel 1997, e 8.000 mq completamente ristrutturati). Giungono ora a 173 i posti posti letto complessivi (compresi 12 letti tecnici di emodialisi). Il completamento dell’intervento consente il trasferitrasferimento a Correggio delle degenze del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura di Reggio e della Riabilitazione estensiva di Albinea, un aumento dell’offerta di prestazioni chirurgiche programmate soprattutto in ambito oculistico, maggiori sinergie tra gli specialisti ospedalieri e quelli del Dipartimento Cure Primarie migliorando l’appropriatezza e la continuità degli interventi». Sono passati vent’anni, e anche il mondo della sanità è cambiato e sta cambiando.

ACCADDE 102 ANNI FA
L’inaugurazione dell’Ospedale
nel novembre 1915

Il nuovo Ospedale di Correggio venne inaugurato il 14 novembre del 1915.
La nostra città era già dotata da più di un secolo del suo ospedale, denominato Ospedale di San Sebastiano o degli Infermi, sito nell’odierna via Marconi. Già da tempo però si erano alzate voci, sia di autorità che di popolo, che denunciavano lo stato pietoso delle condizioni di un nosocomio malsano e ormai del tutto inadeguato per la popolazione correggese.
La vicenda durò, nei primi del Novecento, una decina d’anni. Venne superata la primitiva volontà della Congregazione delle Opere della Carità di ristrutturare il vecchio ospedale; poi, per gradi, si arrivò alla decisione del Consiglio Comunale (Sindaco Luigi Vecchi, poi Enrico Taparelli) di conferire l’incarico del progetto per un nuovo ospedale all’ing. Giulio Marcovigi e di approvarlo, con l’ubicazione e la fisionomia attuali. La Congregazione firmò poi una convenzione con il Comune per partecipare all’intervento e per garantirne la gestione.
L’inaugurazione, nel 1915, fu accelerata per dare una risposta ai feriti di guerra che ritornavano nel nostro territorio per essere curati.
L’edificio venne finanziato in parte con il ricorso ad una tombola telegrafica nazionale (anticipazione della Lotteria Italia di oggi), voluta dall’onorevole correggese Vittorio Cottafavi, grande sostenitore del nuovo ospedale, all’epoca Sottosegretario alle Finanze.

Iames Amaini

Sulla nascita del San Sebastiano, presso la Pro Loco è consultabile il volume Solenne inaugurazione del nuovo Ospedale di Correggio (2005) curato da Fabrizia Amaini, Giulio Bursi e Iames Amaini.

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