Roberto Incerti, pioniere dell’automobile

Da Correggio a Torino, dietro un sogno... A cuscinetti

Roberto Gaetano Carlo Incerti nasce il 30 settembre 1862 a Mandriolo di Correggio. Il padre, Gallo Callisto, aveva 38 anni mentre la madre, Fortunata Tamagnini, era trentenne.

Sapeva leggere e scrivere, come si legge nell’atto di emigrazione a Torino nel 1893, ed esercitava la professione di impiegato. Nel capoluogo piemontese, dove diviene “meccanico”, sposa l’11 novembre 1893 Italia Orsola Maria Cociglio, giovane sarta di origine veneta, da cui nel 1905 avrà una figlia, Matilda.

Nel 1903 fonda con Ettore Rabezzana la società in nome collettivo “Incerti Roberto & C” per “l’esercizio dell’industria di costruzione meccanica”, con sede in Torino e capitale sociale di 10.000 lire. Il 21 gennaio 1904 la ditta Incerti acquista dalla Bassignana un terreno fabbricabile di poco più di 1.770 metri quadrati, nelle immediate vicinanze dello stabilimento Fiat, tra via Marocchetti, via Correggio e corso Massimo d’Azeglio.

Il talentuoso Incerti deposita una domanda di brevetto, presso la prefettura di Torino il 31 gennaio 1906, per “perfezionamenti nella costruzione dei cuscinetti a sfere mantenute distanziate”. Brevetto che viene rilasciato pochi giorni più tardi, il 27 febbraio e per la durata di tre anni. Incerti era riuscito a coronare il suo sogno e la Società venne premiata con medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Milano di quell’anno.

Intanto, la FIAT del Senatore Giovanni Agnelli guardava con interesse alla RIV di Roberto Incerti perché produceva i cuscinetti a sfera, requisito essenziale nella fabbricazione delle auto da corsa. Nel 1905 alla ditta era stato proibito di gareggiare ad una corsa automobilistica, il cui regolamento imponeva ai partecipanti di correre con vetture di serie prodotte in almeno dieci esemplari e con tutti i pezzi realizzati rigorosamente nella nazione di provenienza: i cuscinetti erano acquistati in Francia. Agnelli fece forti pressioni sui soci.

Nel 1908, nonostante alcune resistenze, viene approvata la partecipazione della ditta con metà dell’aumento di capitale della Società in nome collettivo Incerti & C. “fino alla cifra di L. 1.200.000”. Così, Incerti e Rabezzana da soci si ritrovano di fatto dipendenti, pur con una cospicua percentuale derivante dagli utili da incassare a fine gestione.

Il 23 maggio 1906 è posta in liquidazione anche la società “Incerti Roberto e C.” e nasce una nuova società in accomandita semplice, della durata di dieci anni, sotto la denominazione: “R. Incerti e C.”, destinata a fabbricare cuscinetti a sfere, sfere in acciaio e pezzi di meccanica, trasferendo la sede a Villar Perosa. Incerti avrebbe dovuto dedicare la sua intera attività alla società, mentre Agnelli, con una deroga della Camera di Commercio, poteva accettare e conservare qualsiasi carica presso altre aziende commerciali ed industriali, purché non fossero in concorrenza con la società Incerti nella produzione di cuscinetti a sfere e sfere in acciaio. Nessun impegno particolare era assunto da Rabezzana, che era socio accomandante.

Il 10 settembre 1907 viene depositato in Svizzera il brevetto di un nuovo tipo di cuscinetto a sfere, a nome di Giovanni Agnelli e Roberto Incerti e il 2 ottobre successivo richiesto in Italia, sempre a nome di Agnelli e Incerti a Villar Perosa, il brevetto di un “coussinet à espacement des billes perfectionné” che sarà concesso il 5 febbraio 1908. In questi anni la società deposita numerosi brevetti industriali frutto del lavoro di ricerca di Incerti, ma spesso firmati anche con il nome di Giovanni Agnelli. Se ne conteranno almeno sei, di cui uno depositato in Svizzera, forse estensione di un brevetto italiano.

Il 29 ottobre 1907 Ettore Rabezzana recede dalla società prelevando la sua quota, seguito, il 31 dicembre 1908, dallo stesso Incerti che, però, prima di uscire di scena, chiede ed ottiene il cambio di nome in “Officine di Villar Perosa”. Per ottenere ciò, Incerti deve però dichiarare di abbandonare il settore e di non intraprendere attività concorrenziali con la sua ex impresa.

Nel corso del 1908 Incerti presenta istanza di riconoscimento di ben tre brevetti. Uno, a nome suo e di Agnelli, per perfezionamenti nella costruzione dei cuscinetti a sfere, è rilasciato il 31 agosto 1908; gli altri due, intestati alla ditta Incerti e relativi a nuove gabbie per cuscinetti a sfere, sono concessi nel 1909, quando ormai Roberto Incerti si era allontanato dalla società, che non portava più il suo nome. Incerti, in realtà, avrebbe dovuto attenersi all’impegno di non costruire o depositare brevetti a suo nome fino al 1916, limitandosi a costruire e vendere serie di biciclette o biciclette complete soltanto sotto il nome di altra ditta, per tre anni.

Temporaneamente Agnelli superò l’ostacolo del divieto di usare il nome di Incerti, facendo seguire alla nuova denominazione “Officine di Villar Perosa. Agnelli e C.”, l’indicazione “già Roberto Incerti e C.”. L’ostilità di Agnelli, anche sindaco di Villar Perosa, provoca una vera e propria damnatio memoriae nei confronti di Incerti, tanto che la storiografia ufficiale della RIV (acronimo di Roberto Incerti Villar Perosa) e della Fiat lo hanno sempre tenacemente ignorato, o al più gli hanno dedicato poche e insignificanti righe.

Dopo la parabola di Incerti, la RIV nel 1919 divenne la Società Anonima per Azioni Officine di Villar Perosa e nel 1943 “RIV- Officine di Villar Perosa”, che nel 1965 venne assorbita dalla Skf (Svedish Kullager Fabrike), dando vita alla Riv-Skf.

E Incerti? Il 13 dicembre 1951 muore a Torino per insufficienza miocardica e bronchite diffusa, complicate da marasma senile nel dicembre del 1951. Aveva 89 anni ed abitava in un alloggio in affitto in via Pinelli 34: nessun rappresentante della RIV-Officine Villar Perosa prende parte alle sue esequie. A funerali avvenuti, la famiglia lo ricorda con un necrologio pubblicato su “La Stampa” del 16 dicembre 1951 in cui la sua lunga vita è definita “operosa e onesta”.

La figlia di Incerti, Matilde, priva anch’essa di proprietà immobiliari, gestì a Torino, tra il 1956 e il 1972, un negozio al minuto di profumi, fiori finti, capelli, piume e pelletterie. Il 31 dicembre 1972 presenta denuncia di cessazione dell’attività per “passività della gestione e malattia della titolare”.

Solo a metà anni 2000, tuttavia, qualcosa è cambiato: il comune di Villar Perosa ha dedicato a Incerti una via della zona industriale. Modesto ma importante ricordo di uno dei pionieri dell’industria automobilistica italiana.

 

Per approfondire

Allio, Roberto Incerti e le origini della Riv, in La storia e l’economia, miscellanea di studi in onore di Giorgio Mori, vol. 2., Varese, 2003 (estratto).

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