Rinasce “La Giustizia” di Camillo Prampolini

Mauro Del Bue dirige il giornale online

Se una pubblicazione è stata il simbolo del pensiero socialista nelle nostre terre, quella senza dubbio è “La Giustizia”, fondata da Camillo Prampolini nel 1886.

Prima settimanale, poi quotidiano perseguitato dal regime fascista, “La Giustizia” continuò ad essere pubblicata sino all’ottobre del 1926. Dopo alterne vicissitudini, ora rinasce per iniziativa di un socialista reggiano, Mauro Del Bue.

Segretario del PSI di Reggio Emilia e poi vicesindaco della città, Mauro Del Bue fu eletto deputato nel 1987 e confermato nel 1992. Sino allo scorso anno è stato direttore del quotidiano socialista “Avanti!”.
Sabato 4 marzo, nella sua Reggio Emilia, ha presentato la versione online de “La Giustizia”, di cui è direttore.
Lo abbiamo intervistato.

La Giustizia rinasce. Mi spieghi il motivo che l’ha spinta a compiere questa scelta.
«Da tempo maturavo l’idea di riprendere le pubblicazioni di questa storica testata, lanciata da Camillo Prampolini nel 1886, cioé dieci anni prima dell’Avanti. Si tratta di un patrimonio che doveva prima o poi rivivere, soprattutto oggi che un po’ tutti si definiscono riformisti. Ho approfittato del fatto che, dopo nove anni, non sono più direttore dell’Avanti».

 Normale avvicendamento?
«Poteva esserlo. La verità é che io scrivo sempre quel che penso. Non sono capace di fare altrimenti. E a volte mi capita di non essere in linea. Con chi? Col segretario di turno, chiunque esso sia. Capita che un libero pensatore non sia l’ideale per guidare un giornale di partito…».

 E La Giustizia sarà un giornale, ovviamente in formato online, decisamente indipendente?
«Decisamente socialista ma libero, in cui tutte le idee troveranno posto. Abbiamo fondato un’Associazione socialista liberale della quale “La Giustizia” diviene organo. La dirigo con l’entusiasmo che provai quando, nel 1989, dopo l’adesione al Psi dell’On. Giuseppe Amadei, fui chiamato a dirigere il giornale recuperato. La storia de “La Giustizia” é lunga e travagliata. Nata nel 1886, dopo le esperienze de “Lo scamiciato” e di “Reggio nova”, “La Giustizia” divenne quotidiano a partire dal 1904 con la direzione di Giovanni Zibordi. Poi, nel 1922, dopo la cacciata dal Psi massimalista dei riformisti, il giornale divenne quotidiano nazionale del Psu di Turati e Prampolini, con la direzione prima di Amilcare Storchi e poi di Claudio Treves. Nel dopoguerra, dopo la scissione del 1947, venne pubblicata come periodico del Psli (poi Psdi) reggiano fino al 1989, appunto».

 Il giornale sarà a sfondo storico o politico?
«È già un giornale che unisce l’attualità politica e la storia. Vi sono due rubriche fisse, una dedicata alla storia nazionale e una specifica sulla storia di Prampolini, chiamata Prampoliniana. Sarà una testata largamente nazionale, dedicata anche alle questioni internazionali. Poi una rubrica, chiamata “Vita di provincia”, parlerà anche di questioni locali. Vi collaborano attivamente il professor Salvatore Sechi, la dottoressa Lucia Abbbatantuono, il dottor Alessandro Perelli, oltre al Sen. Riccardo Nencini, all’On. Bobo Craxi, agli On. Giovanni Crema, Oreste Pastorelli, Enrico Buemi. Ho il piacere di poter contare sulla collaborazione di Edoardo Crisafulli, responsabile culturale del ministero degli Esteri in Ucraina, di uno storico locale come Fabrizio Montanari, di una redazione molto giovane composta da tre donne e tre uomini: Massimo Carugno, il segretario della Fgsi Enrico Pedrelli, il professor Roberto Sajeva, la professoressa Rita Cinti Luciani e due giovani giornaliste quali Rossella Pera e Francesca D’Ambra. Il costo di tutto si avvicina a zero. Siamo tutti volontari».

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