Rigenerare l’esistente

Il recupero urbano nei progetti di Andria

Lo spirito di innovazione continua della propria città, raccontato da Italo Calvino nell’Andria de “Le città invisibili”, sta dando vita ad una nuova stagione di riqualificazione a Correggio. Sono tutti dedicati al recupero urbano, infatti, i nuovi interventi ideati da Andria, Cooperativa d’abitanti. Da più parti, nelle norme regionali e nel dibattito culturale delle nostre comunità, si invoca la rigenerazione delle aree dismesse e degradate.

«Negli anni dell’espansione, prima della crisi – spiega l’architetto Luca Borghi – lo sviluppo dei nostri paesi è stato caratterizzato principalmente dall’utilizzo di nuove porzioni di territorio, non sempre con esiti lodevoli. Negli ultimi anni, al contrario, la sensibilità comune è cambiata e si parla di uso consapevole e sapiente del territorio, privilegiando il recupero».

Questa è l’idea che sta alla base di due importanti opere in fase di realizzazione a Correggio, da parte di Andria: “La via del parchi” e “Sulle mura”. La prima è dedicata alla riqualificazione di un’area tra viale Varsavia e via Marzabotto, nel cuore del “villaggio artigiano”; la seconda si trova tra viale Battisti e via F.lli Cervi, a pochi metri dal centro storico. ‹‹Si tratta di nuove abitazioni – prosegue Borghi – realizzate in classe energetica A4 e che rispettano i criteri antisismici. Nei progetti che curiamo prestiamo molta attenzione alla qualità urbanistica e ambientale, al fatto che siano dotati di collegamenti ciclo-pedonali con il centro abitato, che non manchino di servizi e spazi verdi di qualità sia pubblici sia privati. La socialità è uno degli elementi fondamentali di ogni nostro progetto».

La filosofia progettuale di Andria, già forte nell’innovazione tecnologica e nella cura del paesaggio, è in armonia con l’attuale normativa regionale. «A fine 2017 – continua – la legge regionale urbanistica 304, in vigore dal 2018, ha dato un forte impulso alla tutela del territorio ed alla priorità del recupero, imponendo anche ai comuni di rinnovare, in tal senso, i propri piani regolatori».

Un primo intervento di recupero dell’esistente è già arrivato a compimento ed abitato in via 4 Giornate di Napoli. A breve anche in via Manzotti si riqualificherà un altro edificio. Un ultimo progetto di recupero, ancora in fase di studio e dai contenuti di forte innovazione sociale, riguarda l’area di via Ghidoni con l’annesso parco esistente. Ripensare all’edilizia non come al consumo di suolo ma come l’opportunità di ridare nuova vita a singole abitazioni o ad interi quartieri in abbandono, non solo ha un forte valore ambientale ma anche sociale perché favorisce l’inclusione anziché la marginalità.

Tale filosofia dovrebbe contare anche su finanziamenti regionali che andranno a facilitare l’acquisto; tuttavia le normative tecniche, urbanistiche e fiscali, soprattutto comunali e nazionali, non favoriscono la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica degli interventi di recupero urbano (compressi tra un’eccessiva “museificazione” da un lato e da un’impostazione legata ancora ai temi dell’espansione dall’altro). Ognuno dovrebbe fare la propria parte: solo un aggiornamento delle leggi ed un investimento di risorse da parte di tutti gli attori del territorio possono dare concreto avvio ad una nuova stagione di riqualificazione delle nostre città. «Il lavoro e la missione di Andria continuano a trovare la loro essenza nell’ascoltare le persone e le comunità per rispondere, insieme, ai loro bisogni e, perché no, anche un po’ ai loro sogni».

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