Ricominciare, ma con un calcio riformato

Milena Bertolini dice la sua sul pallone dopo il Covid

Intervista realizzata il 13 maggio 2020

«Me la passo discretamente, non miposso lamentare. Qui in campagna, dove abito, non mi manca nulla, nemmeno lo spazio per fare tranquillamente, in solitudine, dell’esercizio fisico nei prati primaverili. In casa poi c’è mamma Eves che mi fa una grande compagnia e che, tra una teleconferenza e l’altra cui sono convocata, mi sfida spesso a scala 40, dove è praticamente imbattibile».

Esordisce così Milena Bertolini, mentre mi appare via skype sullo schermo del pc. Approfittiamo dell’amicizia che il Commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio femminile riserva a Primo Piano, fin da quando, fresca di nomina, ci fece l’onore di rilasciare una bella intervista e accettò di apparire nella nostra copertina, nell’ottobre 2017. Ricordiamo piacevolmente la rimpatriata con compagne di gioco e dirigenti sportivi dei suoi esordi calcistici, organizzata da Primo Piano nella splendida cornice del cortile del Palazzo dei Principi, nel settembre scorso: una serata in suo onore in presenza delle autorità cittadine, che ha scaldato il cuore a tutti. Ma dai bei ricordi di un tempo, che ci sembra tanto lontano anche se così recente, passiamo ai ben più tristi, per non dire drammatici, giorni nostri. Tristi per il nostro vivere quotidiano, segnato da tanti lutti e dalle ferree regole di isolamento e di distanziamento sociale. Tristi per le attività sportive in totale blackout e per il calcio in particolare, sport di gruppo per antonomasia, con campioni in quarantena, tifosi afoni, stadi vuoti. Un fuorigioco collettivo.

A metà maggio non sappiamo ancora con certezza quando e come potrà ripartire l’attività agonistica. Per non parlare del calcio femminile che, reduce da un bellissimo campionato mondiale sotto la guida della nostra coach di Lemizzone, stava vivendo forse il periodo più bello della sua storia a livello di pubblico, di visibilità mediatica e di conseguente interesse da parte di sponsor importanti.

Milena a che punto siamo? Ritornerete nell’ombra?
«Io sono sicura che, nonostante il fermo forzato, la gente non si dimenticherà delle emozioni, della leggerezza unita all’impegno che le ragazze della nazionale hanno trasmesso durante i mondiali. Un clima che poi è proseguito con il campionato nazionale e con la aumentata copertura mediatica dello stesso. Sono e resto ottimista. Penso che il percorso intrapreso volto a proporre un calcio più gentile, meno esasperato nei modi e nei toni, se adeguatamente sostenuto dalle istituzioni, possa avere un suo spazio crescente e un futuro roseo».

Allarghiamo lo sguardo al mondo dello sport nel suo complesso. Milena, lucida la tua sfera di cristallo e dicci: cosa vedi in futuro, o meglio, cosa vorresti vederci?
«Predire il futuro di questi tempi è sconsigliabile anche per i maghi più affermati: come si è visto, il mondo ci riserva delle sorprese in grado di spiazzarci completamente. Posso dirti quello che sogno e che voglio contribuire a realizzare con il mio impegno, un nuovo modo di intendere lo sport e il calcio in particolare. Momenti duri come quelli di oggi dovrebbero farci finalmente capire che sport, natura, salute, ecologia sono valori comuni; debbono coesistere ed orientare il percorso virtuoso che la politica e gli addetti ai lavori debbono intraprendere per migliorare la qualità del vivere assieme. Abbiamo un sistema fragile, troppo basato sui diritti tv. Va riconosciuto e bisogna imbastire una sua seria riforma. Non possiamo ripartire come se nulla fosse successo. Il secondo tempo della partita per la vita dello sport e nostra, dopo l’intervallo Covid, non può essere uguale al primo».

Gran bella visione, ma non mi sembra che questo periodo di sosta forzato abbia avviato un dibattito progettuale a medio-lungo termine. Si parla solo del presente: come richiedere e ripartire i proventi delle tv, come finire il campionato, per non perdere per strada risorse economiche indispensabili…
«Ritengo sia giusto, se possibile, finire i campionati, ferma restando la salvaguardia della salute di tutte le componenti, atleti, tecnici, arbitri, accompagnatori anche per non perdere gli introiti televisivi già conteggiati a bilancio. Non reputo un azzardo anche la richiesta di aiuti al governo, come fanno del resto tutte le componenti economiche del nostro paese che hanno un indotto rilevante, ora in crisi. Tuttavia penso che gli aiuti pubblici, sia sotto forma di finanziamenti che di norme, dovrebbero essere vincolati ad un cambiamento di visione del calcio, come sport per tutti, e in particolare per i giovani e le donne».

Come si può ridare nuovo appeal al calcio, per conquistare nuovi appassionati, nuovi tifosi sugli spalti e nuovi praticanti sui campi da gioco?
«Sarò partigiana, ma penso occorra dare più spazio alle donne, che sono capaci di portare un pensiero complesso, che vada oltre l’assillo del profitto immediato. Nei luoghi decisionali dello sport e del calcio, come nel governo ne vedo ancora troppo poche. Anzi, non vorrei che con l’alibi della crisi da Coronavirus si rimandasse la scelta del professionismo per le ragazze. Serve un calcio riformato, dove coesistano professionismo, semiprofessionismo e dilettantismo con criteri di solidarietà e giustizia. E che valorizzi maggiormente i giovani, includa la disabilità, sappia far crescere i talenti. Vedo tuttora un difetto di visione sociale del calcio e dello sport in generale. Dovremmo diventare più europei anche nel modo di pensare e gestire le società sportive».

Infine parliamo dei tuoi prossimi impegni tecnici, nel caso questa apertura i per soli allenamenti individuali sfoci nella ripresa completa dell’attività.
«C’è poco da dire. La Nazionale ora non ha impegni, tutto è rinviato a settembre. Le qualificazioni agli europei ci vedono in un girone con squadre agguerrite, dove si qualificherà solo la prima classificata e le seconde faranno i playoff. Ora le giocatrici sono con le rispettive squadre di appartenenza, se verrà deciso di finire il campionato. Mancherebbero solo sei partite, dunque il campionato potrebbe ricominciare anche a fine giugno. Ma si vedrà!».

Ringraziamo Milena per la sua gentilezza e le auguriamo tanti successi futuri. Che le tante sconfitte a scala 40 con mamma Eves, possano trovare riscatto in altrettante vittorie con la Nazionale. Ciao Milena, a presto!

Viller Magnanini

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