Ricci e afro, qui curo questi adorabili capelli

In tutta Italia esiste una sola realtà che si occupa della cura dei capelli afro. Si chiama Naturangi e si trova proprio a Correggio. È stata fondata da Angela Haisha Adamou, correggese che da ormai dieci anni si occupa di attività di divulgazione, consulenza e formazione sulla cura dei capelli ricci e afro. Quella di Angela è una storia che è oggi conosciuta in tutta Italia, all’interno della comunità afrodiscendente e non solo. In meno di dieci anni questa giovane imprenditrice ha trasformato un interesse personale in un’attività che non ha eguali in Italia, pubblicando un libro, ricevendo prestigiosi premi ed imbarcandosi più volte in tour di incontri nelle principali città italiane. Abbiamo incontrato la fondatrice di Naturangi per farci raccontare la sua storia e il valore del suo progetto.

Angela si occupa di insegnare alle persone i modi migliori per avere cura dei capelli ricci e afro. Non è una parrucchiera, ma una coach che si occupa di fornire le informazioni personalizzate per la cura dei propri capelli. Organizza incontri con privati, di persona e online, ma ha anche un fitto calendario di workshop in giro per l’Italia, oltre ad occuparsi di attività di formazione per parrucchieri e professionisti. La sua passione per i capelli ricci, in particolare per quelli afro, nasce dalla sua esperienza personale e dal grande valore culturale della cura dei capelli per gli afrodiscendenti. Per chi non conosce il ricco dibattito attorno ai capelli afro, venire a contatto con questa realtà può essere davvero sorprendente. Come ha raccontato Angela a Primo Piano, «In tutto il mondo, nella comunità afrodiscendente c’è lo stigma secondo cui il capello afro non è bello da vedere, non è gestibile. Si tratta di una traccia del periodo coloniale. Infatti, secoli fa il capello afro era stato un tratto distintivo delle persone, che permetteva loro di presentarsi senza dire una parola.
In base a come si era acconciati, era possibile capire il gruppo etnico, la tribù, a volte perfino la professione. Attraverso la propria pettinatura, le persone comunicavano chi erano.
A causa di questa grande carica comunicativa, il capello afro è stato colpito dai colonizzatori occidentali quando sono arrivati sul continente africano». Si tratta a tutti gli effetti di una forma di discriminazione, che ha influito sul rapporto che le persone africane e afrodiscendenti hanno avuto, e hanno ancora, con i propri capelli. «Le persone africane erano descritte dai colonizzatori come cattive e brutte», prosegue, «e questa idea di brutto passava anche dai capelli. Per questi motivi, nel corso del tempo sono andate perdute le tradizioni che permettevano di prendersi cura di questo capello, al punto che siamo arrivati alla generazione di mia madre, o a quella ancora precedente, in cui il capello afro viene definito ingestibile, intrattabile. Ma questo succede solo perché si sono persi i modi di trattarlo. Queste forme di discriminazione sono state portate da fuori, ma sono poi state coltivate dalle comunità stesse, che hanno perso le proprie radici». Tutto questo ha un nome: si chiama texturismo. Si tratta della discriminazione della persona in base a quanto il capello è arricciato. Proprio per questa eredità culturale, chi ha il capello afro è spesso portato a cercare di trattarlo con prodotti che servono a stirarlo, ma che finiscono per danneggiarlo. «Anche all’interno delle proprie famiglie, nel portare il capello afro accade che la persona si senta derisa e bullizzata. Indossare il proprio capello afro naturale significa andare a scardinare una visione che era ormai interiorizzata nelle generazioni precedenti alla mia», conclude la fondatrice di Naturangi, la quale in prima persona afferma di aver vissuto tutto questo.

Si capisce dunque come il progetto di Angela abbia avuto un valore che andava ben al di là della semplice cura estetica. Scoprire questo forte significato culturale del capello afro può essere inaspettato; ma per chi ha sperimentato tali dinamiche sulla propria pelle, trovare un modo per accettarsi e sentirsi accettata è una rivelazione. Naturangi nasce proprio da qui e, in particolare, da un viaggio a Parigi della sua fondatrice. Nel 2013, per la prima volta Angela si rese conto che all’estero si stava diffondendo un vero e proprio fenomeno del capello afro naturale. Tornata in Italia, iniziò le sue ricerche e, scoprendo che non era disponibile nessun materiale in lingua italiana sulla cura del capello afro, scelse di aprire un blog in cui parlarne. I suoi articoli ebbero un buon successo e le permisero di pubblicare anche un libro, raccogliendo attorno a sé una comunità di persone interessate al tema e desiderose di andare oltre la teoria. Per questo motivo, Angela decise di procurarsi i prodotti migliori per fornirli alle persone, iniziando poi anche a produrre i propri. Il suo lavoro, tramite Naturangi, ha riguardato fin da quel momento sia la cura del capello afro che dei ricci in generale. Durante il periodo della pandemia, Angela ha preso la decisione di dedicarsi interamente a questo progetto, ha aperto uno studio nel centro di Correggio e ha aumentato il carico di lavoro, dedicando tutto il suo tempo a Naturangi ed ampliando l’attività. Scegliere di dedicarsi interamente a questo lavoro non è stato facile: Angela gestisce tutto da sola e ha dovuto imparare ad occuparsi contemporaneamente dell’attività di consulenza, di quella di formazione e anche della parte commerciale. A guidarla sono state una brillante mentalità imprenditoriale, la sua grande passione ed una precisa organizzazione. Questo le ha permesso di ottenere grandi successi: proprio a febbraio 2023, la fondatrice di Naturangi è stata premiata come Leader of Change in Entrepeneurship alla prima edizione dei Black Carpet Awards, un evento realizzato in collaborazione con Vogue Italia e Meta (Facebook).

Oggi, Angela è impegnata in una fitta attività di consulenze, online e di persona, attività di formazione per parrucchieri e professionisti, e incontri nelle principali città italiane. I progetti per il futuro sono tanti e sempre più grandi, e questo sembra essere solo l’inizio della carriera di questa giovane e brillante imprenditrice correggese.

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