La riabilitazione, orgoglio del nostro ospedale

Proseguiamo la visita alle strutture e ai servizi del San Sebastiano di Correggio

Dopo avervi fatto conoscere i servizi di Dialisi e di Diagnosi e Cura, la nostra visita al nuovo “S.Sebastiano” prosegue con l’analisi di ciò che oggi caratterizza maggiormente il nostro Ospedale e lo rende famoso anche fuori provincia: la Riabilitazione. Si tratta di un insieme di servizi che fanno capo al Dipartimento Neuromotorio e Riabilitativo dell’AUSL di Reggio Emilia diretto dal dott. Mirco Lusuardi: la Riabilitazione Neurologica, la Riabilitazione Motoria e la Riabilitazione Respiratoria.Complessivamente vi lavorano 14 medici, 60 infermieri, 19 terapisti, due psicologi.
Ambulatori, degenze, locali di terapia fisica, palestre riabilitative e idroterapia sono distribuiti in tutti e tre i padiglioni ( Nicolini, Balli, Cottafavi ).

RIABILITAZIONE NEUROLOGICA

È guidata dal dott. Francesco Lombardi. Prosegue l’esperienza del nucleo originario avviato nel 1997 dal professor Guido Vezzosi. Oggi è qualificato come terzo livello specialistico per gravi lesioni cerebrali acquisite dovute a traumi, emorragie cerebrali, anossie e a forme di ischemia particolarmente estese.”Siamo specializzati- spiega Lombardi- nella riabilitazione del coma, uno stato vegetativo in cui il paziente non è più in contatto con l’ambiente e presenta problemi motori, visivi e di disfagia, oltre che nella riabilitazione dello stato vegetativo e degli stati di minima coscienza”. Con 35 posti letto sono circa 180 o i pazienti seguiti in un anno. I medici sono affiancati da un team formato da logopedisti, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi. Il recupero del contatto con l’ambiente, per chi è stato in coma, necessita di una elevata professionalità per intervenire su tutti gli ambiti prima ricordati della vita di una persona. I progetti di riabilitazione durano dai sessanta agli ottanta giorni, ma possono arrivare anche a cinque o sei mesi. Il 50% di coloro che sono stati in coma recuperano una totale autonomia, oppure dovranno convivere con una moderata disabilità. Il restante 50% rimane in stato vegetativo o continua a soffrire di gravissime disabilità. La maggior parte dei pazienti proviene dalla nostra provincia, ma arrivano anche da Modena e da Parma. In caso di necessità, è possibile accogliere cittadini provenienti da ogni parte d’Italia. 

RIABILITAZIONE MOTORIA

È guidata dal dott. Stefano Tolomelli. Accoglie pazienti che hanno subito interventi di chirurgia ortopedica maggiore (impianto di protesi per artrosi, fratture di femore ecc.) o eventi neurologici (ictus, traumi, infezioni ecc.) per recuperare, attraverso progetti personalizzati di riabilitazione, la maggiore autonomia possibile, favorendo il ritorno a casa e l’inserimento nei programmi territoriali senza discontinuità. I pazienti da riabilitare arrivano da struttura ospedaliere diverse, ma soprattutto dall’Ortopedia di Guastalla e l’Ortogeriatria di Reggio Emilia. Con una dotazione di circa 30 letti può far fronte a circa 600 ricoveri l’anno. Il lavoro riabilitativo, che si svolge in reparto, in palestra e in piscina, prosegue poi in fase ambulatoriale. Per i pazienti più complessi vengono proposti permessi e prove di domiciliazione per saggiare le difficoltà e per verificare se la famiglia è in grado di sostenere il carico assistenziale: spesso il momento più critico è proprio il ritorno a casa, è lì che nascono le difficoltà più consistenti. “Il nostro – ci tiene a precisare Tolomelli – è un lavoro di squadra. Un lavoro multidisciplinare caratterizzato da gruppi di professionisti esperti nelle diverse aree della riabilitazione, addestrati al lavoro in team, orientati alla flessibilità, umanamente disponibili e attenti agli obiettivi di recupero funzionale dei singoli pazienti”.

RIABILITAZIONE RESPIRATORIA

Fa capo al dott. Mirco Lusuardi . È l’unico reparto ospedaliero pubblico di Riabilitazione respiratoria a livello regionale ed offre in ambito provinciale un livello di organizzazione e di competenze idonee a gestire in maniera programmata pazienti respiratori gravi ad alta complessità. Svolge un importante compito di raccordo con i servizi territoriali nel preparare l’arrivo a casa di pazienti che continuano ad avere situazioni complesse per un certo periodo dopo la degenza in ospedale. I pazienti più complessi sono di solito quelli provenienti dalle Rianimazioni, che hanno respirato per un lungo periodo solo con l’aiuto di una macchina: l’obiettivo è di far loro recuperare l’autonomia respiratoria. Il reparto dispone di 12 posti letto, 6 dei quali di terapia subintensiva, riservati ai pazienti più gravi con dipendenza da ventilatore. Il 70% circa dei casi ha un recupero della funzione respiratoria da discreto a totale. Si cerca comunque in tutti i modi di favorire il ritorno a casa, mettendo a disposizione le necessarie apparecchiature per i pazienti che non hanno recuperato in toto la capacità di respirare e comunicare. Saranno poi gli infermieri del Servizio domiciliare a seguirli e assisterli a domicilio, assicurando il massimo di continuità possibile. E’ attiva da diversi anni anche la Riabilitazione respiratoria nel paziente pediatrico, con particolare riferimento alle condizioni neuro-motorie evolutive. Si cerca di ritardare il più possibile il progredire della disabilità respiratoria in insufficienza respiratoria conclamata.
Il dott. Lusuardi, che è anche direttore del Dipartimento Neuromotorio e Riabilitativo dell’AUSL, ricorda come l’attività di tutti i servizi sia caratterizzata da interventi multispecialistici e multiprofessionali: “Non si può più parlare di singoli interventi sanitari che il paziente riceve separatamente e che deve organizzare da sé, bensì di percorso di cura in cui ogni attività è legata alla successiva e gli operatori sanitari sono tutti coinvolti nel garantire questa continuità di presa in carico. Non si può poi dimenticare che modelli, risorse, attività nulla sono senza la qualità umana e professionale degli operatori. Nel nostro Dipartimento lavorano professionisti molto preparati e motivati, le inevitabili difficoltà legate alle nuove sfide (ultima il completamento in atto delle degenze riabilitative di Correggio con il trasferimento di posti letto da Albinea) hanno sempre visto una abnegazione ammirevole da parte di tutto il personale per cercare di garantire assistenza e cure ai massimi livelli possibili di efficacia e sicurezza, ben al di là dei doveri “contrattuali”. A Correggio poi la Riabilitazione ha tanti “amici”, dalle istituzioni alle associazioni di volontariato, dalle scuole ai tanti cittadini che hanno avuto modo di utilizzare i servizi ospedalieri ed ambulatoriali. Negli anni si è consolidato un proficuo rapporto di collaborazione che nella reciprocità dell’aiuto e della stima è una preziosa garanzia per proseguire al meglio il nostro lavoro”.

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