Quelli che… l’Asinodromo

Dove si fanno le corse delle parole

Continuando un’antica tradizione di creatività antropologica, la realtà sociale di Correggio persevera nello sfornare Scutmai che battezzano laicamente le persone, gli edifici, i luoghi. Alla mattina diversi gruppi di pensionati, sfaccendati, si danno appuntamento in centro a Correggio per incontrarsi e parlare del più e del meno. Hanno interessi diversi e, a seconda dei legami che si generano, condividono informazioni e novità.

Asinodromo

Ad uno dei gruppi più strutturati è stato dato il nome Asinodromo. Di questo nome i partecipanti vanno particolarmente fieri, evoca degli asini che corrono. In questo caso, più che correre… accorrono, si incontrano. E lo fanno con leggerezza ed ironia. A questo proposito, uno dei presenti mi racconta quello che gli è successo qualche giorno prima.

L’eter de a gh’era un fred da la Madona, mo a s’era in ca e an saiva sa fer… alora j’o decis ed gnir a fer un gir in piasa. A sun ste chè des minut mo an gh’era nisun, alora a sun turnè a ca.

Me muiera quand la m’a vest l’a det: “Eh, mo et bele che? Al ciame Asinodromo, mo d’i’esen a s’ved che a gh’n’è mia tant. Cun cal fred che in armes a ca…

(L’altro giorno c’era un freddo della Madonna, ma ero in casa e non sapevo cosa fare… allora ho deciso di venire a fare un giro in piazza. Sono rimasto qua una decina di minuti ma non c’era nessuno, allora sono tornato a casa. Mia moglie, quando mi ha visto, ha detto: “Eh, ma sei già qui? Lo chiamate Asinodromo, ma si vede che degli asini non ce ne sono tanti. Con questo freddo sono rimasti a casa…”).

Il luogo preposto per il ritrovo cambia nelle diverse stagioni. In estate ci si ritrova alle panchine dei giardini pubblici di fronte al Team 41, in inverno all’angolo di sole che unisce Corso Cavour con Piazzale Carducci, di fronte all’ingresso della BPER alla fine dei portici. L’ubicazione estiva permette una partecipazione più estesa, capace di coinvolgere anche i frequentatori più anziani che sostano nella panchina di fianco, posta più vicino al piazzale, che pur essendo anch’essa in ferro “la pusa ed piela” (puzza di abete). Il gruppo, sempre piuttosto numeroso, è formato prevalentemente da uomini appassionati di calcio, in particolar modo da tifosi della Correggese. Questi rappresentano il nucleo principale, a cui si aggiungono sempre altre persone.

Onde Ultras che viaggiano su Radio Tribuna

Se le informazioni veicolate in ambiente femminile un tempo prendevano l’appellativo di Radio Bugadera, quelle che circolano in questo ambito potrebbero essere definite Onde Ultras che viaggiano su Radio Tribuna.
Chi arriva a piedi col cane, chi in bicicletta, chi in macchina e parcheggia per il tempo necessario a fare due chiacchiere. Ci si ferma per conoscere le ultime novità, per sapere cos’è successo, per sviluppare uno scambio di informazioni e per dare forma, come direbbe Michail Bachtin, a quella “cultura della piazza del mercato” che è frutto della condivisione delle narrazioni orali. Questo è un gruppo completamente maschile di pensionati che, partendo dal calcio, spazia nei suoi interessi coinvolgendo ogni aspetto della vita umana, con la leggerezza del tifoso e la saggezza dell’uomo della Bassa.

Topa (Mario Incerti)

Animatore e leader del gruppo, unanimemente riconosciuto e ricordato da tutti, è stato per molti anni Mario Incerti, in arte Topa. Nel suo genere un artista. Gran conoscitore di calcio, allenatore vincente della mitica squadra del Bar Pace, animava le discussioni e gli approfondimenti sui vari argomenti che aveva annotato nel suo libretto di appunti, coinvolgendo sempre i presenti. A volte assumeva le sembianze di un vero e proprio circolo culturale, con Topa che guidava i dibattiti e intervistava i più autorevoli o interessanti “specialisti”, facendoli intervenire su temi specifici.
Venuto meno Topa, tutti riconoscono che manca l’anima del gruppo, che ora procede affidandosi ad una gestione informale di alcune importanti figure sempre presenti: Gat (Olimpio Gatti), Catlan (Luciano Catellani), Orazio Morgotti, Tullio… Tra i più assidui vi sono anche Pierino Cupertoun e Primo, che pare possieda le chiavi dell’Asinodromo, forse perché svolge già il ruolo di custode di un edificio posto nelle vicinanze.

Presidente

Mi raccontano che non hanno mai avuto un’organizzazione strutturata e che in passato avevano tentato di eleggere un “presidente”. Ma l’impresa è apparsa subito difficilissima. Quando ormai si era persa ogni speranza, uno dei più assidui “frequentatori di passaggio” ha avanzato la propria candidatura.

L’om duvu riunir la comisioun e fer tut al valutasioun… e po’ è gnu fora la senteinsa: “Caioun… l’è caioun, mo mia asè!”

(Abbiamo dovuto riunire la commissione e fare un’attenta valutazione, poi è stata emessa una sentenza: “Coglione… è effettivamente coglione, ma non abbastanza!)

Se doveva esserci un rappresentante ufficiale era necessario che avesse tutte le qualità per rivestire questo importante incarico.


Curva nord

Dopo questa piacevole chiacchierata, non rimane altro da fare che la fotografia. Fervono i soliti preparativi, si consumano i riti abituali di chi ci vuole essere a tutti i costi e chi invece preferisce eclissarsi. Dalla “curva nord” arriva una velenosa invettiva.

Sta ateinti che fer la fotografia a li lor l’è gnint… al problema te gh’l’è dopo a sviluperi!

(Stai attento che fare la fotografia a quelle persone lì è facile… il problema ti si presenta dopo a svilupparli!).

Saluto e mi avvio: uno dei partecipanti, che era rimasto in religioso silenzio, mi saluta con un prezioso consiglio.

Gnir mia trop de spes chè perche l’è un post pericolos. A gira dal malatei, jin mia infetivi… mo jin incurabili!

(Non venire troppo spesso qua perché questo è un luogo pericoloso. È un luogo infestato da malattie, non sono infettive… ma sono incurabili (con un sottinteso riferimento all’età).

La solita preziosa autoironia cursesca che ci aiuta a sopravvivere, nonostante tutto.

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