Quel treno della felicità fermò anche a Correggio

Un libro ed una mostra raccontano un esempio di solidarietà e accoglienza

“Una storia di fame, di donne e di solidarietà”. Così l’autrice, Cecilia Anceschi, sintetizza la vicenda raccontata nel libro “I treni della felicità”, presentato il 17 dicembre a Palazzo dei Principi insieme al Subcommissario del Comune di Correggio Carlo Carbini ed allo storico Mirco Carrattieri.

Uno di quei “treni della felicità” fece tappa anche a Correggio: ne nacquero le nove storie di accoglienza narrate con passione da Cecilia.
Sono le storie di alcuni dei bambini giunti nel nostro Comune grazie all’
iniziativa promossa nel 1945 dal PCI e dall’Unione Donne Italiane (UDI).
Erano bambini in fuga dalla miseria del dopoguerra. Venivano portati in treno alle famiglie che avevano aderito all’appello.
L’Emilia-Romagna fu in prima linea:
diverse famiglie correggesi accolsero i piccoli, che arrivavano da diverse parti del Paese.

Quindi fu “la fame” del dopoguerra a far scattare l’iniziativa, ma furono soprattutto le donne a decidere di ospitare i piccoli.

Cecilia Anceschi ha lavorato per mesi al libro, raccogliendo le testimonianze e le fotografie che corredano il volume pubblicato per i tipi di “CONSULTA – Libri e progetti”.
Le immagini sono state anche esposte in una mostra nella Sala Putti.

Nel suo libro Cecilia Anceschi non dimentica di citare anche gli esempi di solidarietà che in seguito la comunità correggese ha espresso a favore dei bimbi di Chernobyl e dell’Ucraina. Commentando la pubblicazione, lo storico Mirco Carratteri ha sottolineato come le vicende narrate invitino a riflettere sui concetti di futuro e di felicità che, in questo difficile periodo, sembrano scomparsi dal nostro orizzonte.

La ricerca di Cecilia Anceschi continua: se la vostra famiglia ha ospitato un bambino o se conoscete qualcuno che l’ha fatto, siete pregati di mettervi in contatto o con lei. I
suoi recapiti sono: anceschicecilia@gmail.com e 339 7896447.

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