Quel fortepiano suona ancora per noi

Restaurato il prezioso strumento musicale di Bonifazio Asioli

Sono nella splendida Sala degli Arazzi del Palazzo dei Principi ad osservare e ad ascoltare il Fortepiano di Bonifazio Asioli, riportato alla perfetta funzionalità tecnica e sonora da un abile ed accurato restauro. Non posso fare a meno di pensare a Quirino Asioli, padre del musicista, compositore e didatta di Bonifazio, progenitore di una famiglia di artisti. Mani ingegnose ed esperte, le sue, capaci di costruire e riparare, nel piccolo laboratorio di Fazzano, praticamente qualsiasi cosa, da un aratro ad attrezzi di ogni tipo, fino ai delicati ingranaggi di un orologio. Ne abbiamo prova tangibile nel meccanismo originale di quello che svetta sulla nostra piazza principale, preziosamente conservato. Il pensiero corre a lui e a quella minuscola spinetta (un clavicembalo in miniatura) che questo padre, così estroso ed illuminato, fabbricò per un piccolo talento della musica, il figlio di cinque anni.
Dotato di un talento straordinario, Bonifazio, troppo bravo per i maestri di musica locali, viene abbracciato dall’intera comunità di Correggio che, negli anni settanta del settecento, lo manda a proprie spese a perfezionare le sue doti di musicista e compositore in erba, prima a Parma da un grande violinista dell’epoca, Angelo Meriggi, poi a Bologna da Padre Giovan Battista Martini.
Proprio Padre Martini, come ci ricorda, durante la presentazione del restauro del Fortepiano, Jadranka Bentini, Presidente del Conservatorio di Bologna che porta il suo nome, è stato maestro di Bonifazio ma anche di Wolfgang Amadeus Mozart. E il nome di Mozart ritornerà molti anni dopo la sua morte, quando Bonifazio diventerà, su richiesta della famiglia Mozart e di Hayden, maestro di Karl Mozart, figlio di Amadeus.
Il Fortepiano che ho davanti è stato, nei primi anni dell’ottocento, strumento didattico di Bonifazio, il quale, dopo essersi esibito in tutte le capitali europee con grande successo (presenziò in veste di curatore musicale, anche alle nozze di Napoleone), costruì un sistema di educazione musicale apprezzato e riconosciuto a livello europeo. Ed è proprio con questo Fortepiano che si svolgono le lezioni a Milano, dove l’Asioli, in piena Italia napoleonica, diventa il primo Direttore del Conservatorio e poi a Correggio, nella sua scuola di musica. A Correggio era tornato, intorno al 1815, dopo la sconfitta di Napoleone e qui aveva inventato un approccio diverso all’insegnamento della musica, che non doveva essere più privilegio di pochi, ma insegnata anche a chi, pur non provvisto di grandi mezzi, possedeva talento.
Ora che questo meraviglioso strumento è tornato a vivere, grazie alla segnalazione del Direttore di Musei Civici, Gabriele Fabbrici, all’impegno del Comune, oltre che all’opera minuziosa ed esperta dei restauratori, ci auguriamo che continui a vivere, cioè ad essere suonato. L’amore per la musica, l’arte e l’ingegno della famiglia Asioli deve, anche attraverso la cura, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, continuare a risplendere.

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