Quei confetti creati per unire il mondo

La favola di Lavinia Davolio, da Rio Saliceto a Londra

Sarei tentata dal cominciare questo articolo con il classico C’era una volta, perché la storia di Lavinia Davolio mi è sembrata a tratti una favola; un favola 2.0 però, in cui la protagonista, un’intraprendente e determinata ragazza trentasettenne originaria di Rio Saliceto, riesce a mettere a frutto le sue doti e competenze, il suo amore per la cucina e i dolci, per realizzare un sogno di bambina.

Incontro Lavinia via Skype, mentre si trova in vacanza dagli suoceri in Puglia e, nonostante la distanza, con le sue descrizioni accurate riesce a farmi venire l’acquolina in bocca: mi pare infatti di riuscire a sentire la dolcezza “internazionale” dei suoi confetti al cioccolato, di cui mi parla con una coinvolgente passione. Ma cominciamo dall’inizio…

Lavinia, seconda di sei figli, ha frequentato il Liceo scientifico Corso di Correggio ed ha sempre mostrato un profondo interesse per gli altri Paesi e le altre culture. Già durante la terza superiore ha frequentato un anno all’estero, negli Stati Uniti: «Quella è stata per me una bellissima esperienza, che oltre ad arricchirmi mi ha permesso di imparare molto bene la lingua inglese» mi spiega. Ed è proprio grazie a questa sua approfondita conoscenza della lingua, che può poi permettersi di frequentare un corso di laurea organizzato completamente in inglese dall’Università Bocconi di Milano, ossia l’International Economics and Management, incentrato sui rapporti internazionali. «Sono sempre stata incuriosita dai rapporti che intercorrono tra i vari Stati del mondo, e questo corso di laurea, oltre ad approfondire un argomento per me molto interessante, mi ha offerto l’occasione di trascorrere periodi all’estero e di fare stage altamente formativi. Sono infatti stata a Londra, dove ho lavorato in una Banca d’Affari, ed ho trascorso sei mesi a Shanghai».

Ed è proprio mentre è a Shangai che viene contattata dalla Banca d’Affari presso la quale ha svolto lo stage, che le fa un’interessante proposta di lavoro. «Il 14 luglio 2005 ho così cominciato a lavorare come analyst per Barclays Capital, carriera che ho portato avanti per otto anni e che mi ha insegnato ad essere precisa, reattiva ed efficiente; doti queste che risultano necessarie per farsi spazio in ogni ambito lavorativo».

Nel 2013 però, a causa di un pesante taglio del personale dovuto alla grande crisi del 2008, Lavinia vede interrompersi il contratto di lavoro che l’ha legata fino a lì al mondo della finanza; ma lei, da brava eroina, non si abbatte, anzi, al contrario, volge gli eventi a suo favore ed approfitta di questo momento per reinventarsi, crearsi una nuova strada ed inseguire un nuovo, anzi, forse sarebbe più corretto dire un vecchio, sogno.

«Ad Harvard dicono che i lavori migliori non sono quelli che si trovano, ma quelli che si creano. Io ho sempre avuto la passione per la cucina e non ho mai abbandonato del tutto questo mio amore: ho continuato a cucinare anche quando, a causa degli orari che mi erano imposti dal lavoro, preparare una torta per il compleanno di un’amica o gli antipasti per una cena tra colleghi significava stare sveglia di notte per farlo. Così, quando ho abbandonato il mondo della finanza, ho deciso che mi sarei buttata in quello del cibo, anche se ancora non sapevo bene quale sarebbe stata la mia collocazione, il mio “luogo”. Pasticceria, ristorante? Ho frequentato dei corsi di cucina professionale e lì, mentre sperimentavo e mi perfezionavo, ho rincontrato un mio vecchio amore: il cioccolato!».

Lavinia mi spiega che il cioccolato ha un grande nemico: la temperatura. Infatti, se non è conservato alla temperatura corretta si scioglie, oppure forma una patina bianca che ogni anno costa milioni di dollari alle industrie di cioccolato a causa dei resi e delle lamentele. Entrambi questi problemi sono però risolvibili ricoprendolo con una patina di zucchero, così le venuto in mente di creare dei cioccolatini particolari, che si presentano come una sorta di confetti, in quanto la tecnica impiegata è simile a quella attuata dall’industria confettiera, ma che si rivelano essere una scoperta: gli ingredienti utilizzati da Lavinia sono infatti i più disparati, tanto che ogni confetto risulta essere un prodotto artigianale, frutto di un’autentica ricerca di sapori e di un mix di gusti che vuole accontentare i palati di tutto il mondo.

Inizialmente la nostra protagonista sperimenta le sue ricette tra le quattro mura della sua cucina, per poi andare a vendere i cioccolatini che produce nei tipici mercatini di Londra., si accorge subito che i suoi dolcetti piacciono e funzionano”: i clienti non sono solo conquistati da loro gusto ma anche incuriositi dall’aspetto, perché i confetti sono sconosciuti agli inglesi.

«A un certo punto ho capito che avrei dovuto lavorare bene per spiegare al meglio le caratteristiche di ciò che stavo offrendo e per impreziosire il packaging, in quanto spesso i miei cioccolatini venivano comprati per essere regalati. Ho così pensato di racchiudere i confetti in graziose scatoline di latta disegnate da me personalmente, sulle quali ho riportato tutte le caratteristiche di gusto e consistenza, nonché la descrizione dettagliata degli ingredienti utilizzati, e che ora sono diventate una parte identificativa del mio prodotto».

Quando poi i dolci Lavolio, questo è il nome pensato da Lavinia per il suo brand, hanno iniziato ad acquisire clienti importanti, Lavinia ha cambiato il suo modus-operandi: «Adesso i miei confetti vengono prodotti secondo le mie ricette da ditte italiane; arrivano poi a Londra dove vengono confezionati e spediti».

E dal 2013 ad oggi, queste “little nuggets of joy” (piccole pepite di gioia), come le ha definite un suo cliente, di strada ne hanno fatta e ne fanno parecchia, in tutti i sensi: i cioccolatini di Lavinia hanno infatti varcato il cancello del Palazzo Reale inglese; sono presenti, tra l’altro, nel negozio di regalistica del Victoria & Albert Museum e, il giorno di questa intervista, due pallet di confetti Lavolio stavano prendendo il volo per Macao, in Cina!

Lavinia ora ha un suo negozio situato a Fulham, nella zona sud-est di Londra, ma è grazie al canale delle vendite on-line che riesce a intercettare una clientela mondiale; clientela che ha conquistato anche grazie al suo palato abituato ad una molteplicità di gusti e tradizioni culinarie differenti, che ha saputo inserire all’interno di ogni confetto.

«Al momento esistono 30 tipi di confetti. Tra questi, i più venduti sono quelli chiamati Arabian Nights, ispirati agli orientali Turkish Delights, piccolissimi dolcetti turchi; sono prodotti con cioccolato nero, contengono pezzetti di zenzero e limone, e sono aromatizzati alla rosa e alla viola. I miei cioccolatini, infatti, vogliono rappresentare uno dei prodotti tipici del Made in Italy ma, “creando un’unione di mondi”, sono rivolti a un pubblico mondiale».

E iI pubblico dei Lavolio è realmente mondiale, in quanto questa “piccola imprenditrice”, come lei stessa si definisce con ammirevole modestia, ma che tanto piccola in realtà non è, con il suo team di sette collaboratori, distribuisce le sue dolcezze in ben 27 paesi, tra i quali l’Italia.

Lavinia Davolio, con la sua appassionante vicenda e la sua factory rappresenta quindi uno splendido esempio di intraprendenza femminile al passo con i tempi: con lungimiranza, competenza e passione ha saputo aprirsi al mondo, varcare confini, mescolare culture, creando dolci commistioni.

A me non resta che complimentarmi con lei per ciò che ha saputo creare e per ciò che continuerà ad inventare per conquistare i palati di tutto il mondo, mentre non vedo l’ora di poter realmente assaporare le sue dolci delizie!

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