Quattro parole in un garage

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Quattro parole in un garage

La officina giovane dei fratelli Cantù

È in un’officina, in zona Espansione Sud, che trovi perfettamente coniugate nella realtà quotidiana quattro parole semplici e conosciute da tutti: giovani, famiglia, lavoro e futuro.
Siamo al Cantù garage: riparazione e vendita di auto. Mirko Cantù, assieme al fratello Simone ne è il titolare.
Parola “giovani”: oltre a Mirko e a Simone, anche il fratello minore Kevin lavora nella stessa officina.
Parola “famiglia”: anche la loro mamma Barbara, che cura l’ufficio, è della partita.
Parola “lavoro”: qui trova la sua dimensione completa di fatica fisica (ci si sporca, si allenano le braccia e la schiena) e fatica mentale (si pensano strategie di vendita, marketing, contabilità, tecnologia). Muscoli e cervello lavorano in team.
Mirko per primo ha lavorato nel settore come apprendista, imparando il mestiere da un bravo datore di lavoro, poi è arrivato a rilevare l’azienda in cui lavorava.
«Da dipendente sono passato a socio paritario pur avendo solo 20 anni. Il titolare, Tiziano Scaltriti, mi ha gratificato di una fiducia incondizionata, poi quando lui è andato in pensione ed avevamo già assunto mio fratello Simone come dipendente, da socio a “titolare unico” il passo per me è stato breve».

Prevedevi già la possibilità di coinvolgere altri famigliari in questa impresa?
«A 20 anni non è che mi ponessi molte altre questioni se non quella di realizzare la mia grande passione per i motori! Ma appena si è verificata la possibilità non abbiamo tentennato un attimo e ci siamo buttati in questa avventura insieme. È la cosa che consiglierei a tanti giovani trentenni come me perché le opportunità ci sono: bisogna saperle cogliere, avere coraggio e fiducia nel futuro».
“Futuro”: eccoci alla quarta parola.

Quali sono le prospettive di sviluppo e quale il segreto del vostro successo?
«Molte, ma rispetto a quando ho cominciato è tutto un altro mestiere. Prima eravamo la vecchia bottega che arrivava dove poteva. Ora dobbiamo essere un centro commerciale con tutti i servizi immaginabili, con tutta la tecnologia a disposizione, da internet per gli ordini veloci ai “social” per prenotazioni dei servizi o per il car sharing.
Di tutto, insomma e chi più ne ha più ne metta. Il segreto: stare sempre al passo con il progresso tecnologico, che procede a ritmo sostenuto, continua formazione con corsi di aggiornamento, investimenti in attrezzature all’avanguardia e, soprattutto, persone motivate a fare bene, come il nostro Alessandro, un giovane dipendente che ormai è uno di famiglia, tanto siamo in sintonia».

Tutto rose e fiori allora qui in garage?
«Punti di vista diversi esistono, come i problemi, ma tutto viene riportato nei giusti parametri dai forti legami che ci uniscono. Siamo una famiglia…»
Vengono in mente le “storie di quei giovani che non hanno avuto paura di diventare grandi”, raccontate da Mario Calabresi nel suo ultimo libro, che presentammo a Correggio come Primo Piano. Facciamole conoscere, non teniamole in garage.

Viller Magnanini

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