Quattro giorni che non sconvolgono il mondo, ma…

A Reggio la “Scuola di Democrazia” per giovani europei

“School of Democracy”, scuola di democrazia: per quattro giorni, 100 giovani dai 18 ai 25 anni, provenienti da 40 Paesi, i ventotto dell’UE e altri dodici confinanti, l’hanno frequentata con entusiasmo e profitto.
Si è tenuta dal 22 al 25 aprile, qui vicino a noi: precisamente a Reggio, nell’aula magna dell’Università e, per la giornata conclusiva, al Museo Cervi di Gattatico.

Promotore dell’iniziativa è stato il Gruppo dei socialisti e dei democratici nel Parlamento europeo, il cui leader è l’eurodeputato italiano Gianni Pittella.

Proprio di Pittella è stata l’idea di reclutare questi 100 “allievi” e portarli nelle terre reggiane per confrontarsi senza barriere e senza gerarchie. Così, in un euro-inglese perfettamente condiviso, Jean-Paul Fitoussi e Gianfranco Pasquino, Sandipto Dasgupta e Carlo Feltrinelli hanno dialogato alla pari, in animati ed informali gruppi di lavoro, con Pauline, Odette, Boris, Kamilla, Nadia, per citare solo i nomi di alcuni dei giovani euro-partecipanti.

Che la democrazia abbia bisogno di un check-up è fuori dubbio.

E Pittella, presentando il corso, ne sviscera le criticità e le debolezze.

«La democrazia non è mai raggiunta e garantita una volta per tutte.
È bersagliata da nuove sfide che possono anche metterla in crisi ed annullarla.
E l’insegnamento del passato, non così lontano, che ci viene dalla terra dei sette fratelli Cervi è per noi un monito perenne.
Per questo siamo qui» dice Gianni Pittella.

Quali sono queste sfide?
«Minacce esterne e nemici intimi. Le prime sono la rapida globalizzazione dei mercati e del potere finanziario che sopravanzano gli strumenti e i confini della politica. Quando l’1% della popolazione detiene quasi il 50% della ricchezza, non si pone un problema essenziale per la vita democratica? Poi il terrorismo, le migrazioni, la permeabilità dei confini, il multiculturalismo, la pluralità religiosa: sono sfide acute che oggi assumono un peso rilevantissimo e che creano paure e spaesamenti difficili da governare con la democrazia» dice Pittella.

E i nemici intimi?
«Nascono di conseguenza.
Estremismo, populismo, xenofobia.
Malattie certamente non nuove, ma oggi particolarmente insidiose e contagiose»

E come porre rimedio?
«Con una democrazia che recuperi capacità di decidere e di essere in campo.
I partiti debbono recuperare fiducia e credibilità, come portatori di un interesse generale per il bene comune.
Devono sentire il dovere della responsabilità e della trasparenza.
E devono darsi una scala adeguata di rappresentanza.
C’è l’assoluta esigenza di una dimensione europea dei Partiti politici, se non vogliono cadere in una progressiva marginalità.
Ma responsabilità e trasparenza competono anche ai movimenti, non solo ai Partiti».

E a Bruxelles che si dice?
La vecchia Europa ce la farà?
«La culla della democrazia non può restare muta di fronte al risveglio di diritti civili, agli SOS – libertà che da mondi anche a noi così vicini ci vengono gridati.
Serve un risveglio, una scossa.
E come forze europeiste del Parlamento europeo ci stiamo impegnando seriamente.
Non si può più sonnecchiare sugli allori del buon cammino compiuto fin qui».

I 100 giovani ne sono convinti.
Nei quattro giorni della Scuola se ne è colta la voglia di essere in campo, di agire per la buona manutenzione e lo sviluppo della democrazia, a partire dall’Europa, la loro casa comune.

Belli questi quattro giorni.
Non saranno i quattro giorni che sconvolgono il mondo… ma certamente provano a migliorarlo.

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