Quando un clic accende una giovane mente

Il negozio laboratorio di Serena, curioso spazio di cultura

Si chiama “Clic: Libreria Fuori dal Comune”, il nuovo spazio educativo didattico per bambini e ragazzi da zero a tredici anni; è stato inaugurato lo scorso dicembre in via del Correggio. Il negozio-laboratorio di Serena Zampolli, mantovana di nascita ma correggese d’adozione, è veramente una realtà fuori dal comune: si trova a pochi passi dalla sede del Municipio e la sua finalità è quella di accendere la mente dei suoi giovani frequentatori. «Il nome scelto per lo spazio culturale – spiega Serena – è una metafora dell’illuminazione che si attiva nei bambini attraverso la lettura e il gioco; è il
clic delle idee». Clic non è però solo una libreria. È anche un posto in cui trovare giochi creativi in legno, carta, plastica riciclata e dove poter partecipare a laboratori ispirati alla metodologia del milanese Bruno Munari, artista, designer, autore e illustratore dei libri di Gianni
Rodari
. «Nel 1977 Munari è stato il primo a portare i bambini alla Pinacoteca di Brera: lì aveva adibito degli spazi in cui far loro provare le diverse tecniche pittoriche, per poterle poi riconoscere e comprendere meglio davanti alle opere nel momento della visita. A Milano, il metodo Munari è inserito tra le materie curricolari di varie scuole d’infanzia e primarie internazionali». La stessa Zampolli, dopo una laurea in storia dell’Arte Medioevale, ha conseguito un diploma di master sulla metodologia Munari e ora fa parte del circuito “Da Cosa Nasce Cosa”, che raggruppa tutti gli operatori del metodo Munari. Il mantra dell’artista milanese era quello di chiedersi se ogni cosa potesse essere fatta in un modo diverso. Attraverso alcune esplorazioni tecnico-artistiche, i bambini vengono guidati a sviluppare un pensiero critico personale verso la realtà.
Imparano a porsi delle domande. I laboratori Munari vengono tenuti dall’esperta ogni sabato: i bambini sono divisi per fasce di età, quelli dai tre ai cinque anni al mattino e quelli dai sei ai dieci al pomeriggio. Si parte con una lettura, seguita da una fase di sperimentazione-manipolazione guidata con materiali quali carta, legno, sassi e superfici di uso quotidiano. Attraverso questo processo il bambino arriva a creare qualcosa di proprio, frutto della sua immaginazione; ha la soddisfazione di essere un piccolo artista e di aver prodotto un oggetto che all’inizio dell’attività non poteva nemmeno immaginare. La tecnica Munari lavora anche sulla rottura degli stereotipi, soprattutto per quanto riguarda l’idea del leggere: le parole dentro al testo non sono essenziali, ma l’oggetto libro ha in sé un valore che va oltre il suo contenuto. «Durante la sua attività di illustratore dei libri di Gianni Rodari, Munari aveva maturato la consapevolezza che la struttura di un libro, fatta di pagine con tagli, buchi e fili, era già di per sé una narrazione e le immagini già un testo». Insomma, in un’epoca in cui imperversa il digitale, il messaggio di Munari è molto potente. Parte dei libri acquistabili alla libreria Clic sono dello stesso Munari: presentano una buona simbiosi tra testo e grafica e hanno anche carattere metaforico, così da permettere al bambino di crescere nel suo rapportarsi alla realtà. La libreria organizza anche percorsi didattici per scuole dell’infanzia e primarie, oltre che all’interno del circuito delle biblioteche. Le attività proposte stanno riscuotendo un buon successo: «I bambini si divertono: sviluppano fantasia, manualità e apprendono l’autostima», conclude Serena.

Storie Che Parlano Di Noi

Due libri che parlano del nostro territorio, di personaggi e luoghi che hanno fatto la nostra storia locale. Sono stati pubblicati da pochi mesi e si possono trovare nelle librerie correggesi. Si tratta di “Veglione Rosso – L’alba di una notte durata vent’anni” di WU MING 2 e del romanzo “E il resto lo pago con la vita” di Vittorio Cottafavi.


Veglione Rossoha come protagonisti i martiri antifascisti del ventennio fra il 1920 e la seconda guerra mondiale.
Si tratta delle biografie dei dodici correggesi assassinati dai fascisti in quegli anni: Mario Gasparini, Agostino Zaccarelli, Aristodemo Cocconi, Umberto Bizzoccoli, Antonio Pellicciari, Antonio Bellelli, Angelo Mariani, Ernesto Monselici, Pico Mariani, Edgardo Ghizzoni, Furio Rabitti, Ettore Rustichelli. Voluto dall’ANPI di Correggio, il libro ha ottenuto da subito il patrocinio del Comune di Correggio e dell’Associazione nazionale dei perseguitati politici (Anppia). La pubblicazione è stata possibile grazie ad una vasta campagna di sottoscrizione popolare sotto forma di crowdfunding, realizzata anche con l’aiuto di Casa Spartaco. “Veglione Rosso” è stato affidato alla penna di Wu Ming 2, membro del famoso collettivo di scrittura bolognese. Attingendo alle fonti d’archivio e riempiendo i coni d’ombra, con il suo mestiere Wu Ming 2 è riuscito a dare vita ai luoghi e ai personaggi anche quando la scarsità di fonti lo rendeva più arduo. Nel racconto ritroviamo la vita di persone di umili origini: braccianti, contadini, muratori, piccoli artigiani, militanti di sezioni socialiste o comuniste, di sindacati o leghe di lavoratori, di cooperative o di Case del Popolo.

 

E il resto lo pago con la vita è un romanzo firmato da Vittorio Cottafavi.
Discendente della nota famiglia correggese, Cottafavi è un imprenditore agricolo con la passione per la lettura e la scrittura. A partire dal 1993 ha iniziato a pubblicare: questo è il suo quarto romanzo, pubblicato da “Robin Edizioni”. Nelle sue opere non mancano i riferimenti a vicende familiari e a luoghi che i correggesi conoscono bene. In “E il resto lo pago con la vita” un ruolo particolarmente importante è riservato al nonno Pietro, uno dei figli del senatore Vittorio Cottafavi (1862-1925) e alla grande Villa di Campagnola, rifugio estivo della famiglia. Durante una cena, un bambino, l’io narrante, viene a conoscenza di un fatto storico avvenuto in Spagna durante le guerre napoleoniche che riguarda un suo parente. Incuriosito, il ragazzo inizia ad indagare sul passato del suo avo, scoprendo che su di lui gravava una maledizione legata ad un manoscritto di difficile interpretazione. Una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della scrittura e della narrazione. L’autore, presentando il libro a Campagnola per iniziativa del Circolo Culturale “Il Borgo”, lo ha definito un omaggio alla Bassa Reggiana, luogo del cuore della sua infanzia.

 

 

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