Quando il bianco e nero presenta un mondo più vero

Le foto d’artista del concittadino Eugenio Fieni

Quando si fotografano persone a colori, si fotografano i loro vestiti. Ma quando si fotografano persone in bianco e nero, si fotografano le loro anime.

Ted Grant,
fotografo freelance considerato il padre del fotogiornalismo canadese

Nato a Correggio nel 1959, Eugenio Fieni ha sempre vissuto nella nostra città e, dopo una breve parentesi reggiana, è finalmente ritornato alle origini.

A riposo dall’attività lavorativa può finalmente dedicarsi a tempo pieno a quella che è sempre stata la passione della sua vita, la fotografia in bianco e nero, un’amore che coltiva sin dalla tenera età.

Quando è nata la prima macchina fotografica il colore non era impressionabile sulla pellicola e non si poneva il problema tra la scelta di un’immagine monocromatica o a colori: le foto erano in bianco e nero per necessità.

Con lo sviluppo della tecnologia le fotocamere sono diventate strumenti sempre più complessi, in grado di cogliere la realtà nei modi più diversi e creativi.
Da qualche decennio si pone dunque attenzione alla scelta stilistica tra foto in bianco e nero oppure a colori.

Incontro Eugenio al ritorno da uno dei suoi viaggi durante i quali, con il suo obiettivo, cerca di catturare le emozioni e le atmosfere che i paesaggi e la gente trasmettono.
Gli chiedo di raccontarmi un po’ com’è iniziata questa avventura, qual è stato il percorso professionale e quali sono i risultati che ha ottenuto. «Già dai primi anni novanta la passione per la fotografia mi ha portato ad associarmi alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) ed al circolo reggiano “Il Soffietto”, di cui sono poi divenuto presidente.
Da allora ho partecipato a mostre e a concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo spesso buoni risultati. Alcune mie opere sono esposte e conservate in vari musei e fototeche in Italia e all’estero».

Nel 1998 Eugenio è stato insignito del titolo di “Artista della Fotografia Italiana”. Poi nel 2004 la FIAP (Federation Internationale de l’Art Photographique, con sede in Lussemburgo e riconosciuta dall’UNESCO) gli ha conferito il titolo onorifico di Artista della Fotografia Internazionale.

E ancora altri traguardi: nel 2008 il riconoscimento EFIAP (dove “E” sta per “eccellenza” della FIAP) per poi proseguire negli anni con la scalata ai gradi successivi della categoria. Nel 2022, “in virtù delle notevoli qualità artistiche e per l’importante apporto fornito alla causa dell’Arte Fotografica”, ottiene il riconoscimento EFIAP/D2 grado diamante, tra i più elevati. Un palmarès di tutto rispetto, dunque.

Ma torno, pieno di curiosità, alle virtù delle sue foto, partendo dalla predilezione artistica per il bianco e nero.

Gli chiedo quali siano i soggetti che meglio si prestano a questo tipo di scatto: paesaggi, cose o persone?
Mi racconta che fino al 2017 si era dedicato principalmente a foto di paesaggistica, dove con il bianco e nero cercava di cogliere le atmosfere più nascoste, più profonde e meno appariscenti. Successivamente il suo obiettivo si è spostato sulla gente, puntando piuttosto all’anima delle persone.
Questo l’ha portato a conoscere popolazioni nuove, a contatto con civiltà fuori dai canoni convenzionali.

«Premetto che quando fotografo non vado a cercare l’eccezione nel brutto, nella miseria, nella povertà. Non cerco il dolore fine a sé stesso, la sofferenza a tutti i costi.
Io cerco e guardo il bello.
La vita, anche quella che magari a noi sembra più misera o particolarmente dura, è la vita di chi la vive: la vita nel suo complesso è fatta di problemi, di sofferenza ma ovviamente anche di gioia, di amore. Di normalità. Io voglio entrare in empatia con le persone, con i bambini specialmente. Io cerco la gente che ride, che corre, cerco la gente che vive».

Ultimamente Eugenio è stato fra i Nenets, popolazione indigena della Russia, pastori di renne che popolano l’estremo Nord della Siberia. Ha vissuto nelle loro tende, ha mangiato il loro cibo, ha giocato coi loro bambini. E ha fotografato la loro vita, una vita dura in un ambiente freddo e ostile. Ma nient’altro che la loro vita. Per ragioni editoriali ultimamente lavora in prevalenza a colori, per poi riconvertire le immagini migliori in bianco e nero.

Ed è proprio al ritorno da quest’avventura in Siberia che nel 2022 Eugenio partecipa alla trentacinquesima edizione del “Black and White” biennale, uno degli eventi più importanti organizzati dalla FIAP in un paese membro, sempre diverso. Negli anni pari si tiene la biennale del Bianco e Nero e negli anni dispari la biennale del Colore. Nel 2022, l’edizione per il bianco e nero si è tenuta nel Sultanato di Oman, penisola araba. L’oggetto era proprio “Bambini e vita dei bambini”.

La partecipazione alle biennali ha una caratteristica molto particolare, diversa dai concorsi internazionali. Non è solo la qualità della singola opera che conta; la FIAP chiede anche coerenza, esecuzione e presentazione a livello della nazione a cui si appartiene. Viene giudicata ogni singola opera, così come l’intera collezione per nazione.

La raccolta che ottiene il punteggio più alto vince la Coppa del Mondo.
Poi vengono assegnati premi individuali alle migliori opere, indipendentemente dalla classifica per nazione.

Quest’anno vi hanno partecipato quarantasei nazioni diverse, con dieci autori a testa, ognuno dei quali con una sola opera. Una selezione, dunque, tra 460 fotografie. L’Italia si è piazzata al 14° posto, ma a livello individuale la medaglia di bronzo se l’è aggiudicata proprio il nostro concittadino Eugenio Fieni.

E così il 29 ottobre scorso a Muscat, la capitale del Sultanato, all’interno del Gran Galà della Fotografia, Eugenio ha ricevuto l’onore di tale riconoscimento.
A noi non resta che complimentarci con lui per il traguardo raggiunto, che contribuisce a tenere alto il prestigio dei correggesi nel mondo.

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