Progettare per un pianeta migliore si può

Fluid System, la termotecnica per un’edilizia sostenibile

La terra si sta surriscaldando. Lo stravolgimento del clima rischia di provocare danni incalcolabili. La causa è dovuta alle emissioni di gas a effetto serra in atmosfera. Il principale è l’anidride carbonica, che proviene in gran parte dall’uso di combustibili fossili (carbone, metano, petrolio) per produrre energia elettrica e calore. Gli accordi internazionali fissano gli obiettivi di contenere il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi entro la fine di questo secolo. Per raggiungere questo obiettivo, lo strumento principale è la transizione energetica cioè il passaggio all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (fotovoltaico, eolico, geotermico e così via). Vi sono tuttavia altre azioni che possono influire sensibilmente sulle emissioni: il risparmio e la riqualificazione energetica dei fabbricati, che consiste nell’effettuare una serie di interventi funzionali e strutturali su un edificio con l’obiettivo di contenere i consumi e migliorarne l’efficienza. Abbiamo voluto approfondire questi argomenti con i fondatori dello Studio Associato di progettazione termotecnica Fluid System, con sede a Correggio: i tecnici Maurizio Marani di Correggio e Luca Ciroldi di Novi di Modena. Nella sala riunioni dello studio fa bella mostra un grande manifesto, con dedica, che raffigura l’ex Presidente del Turkmenistan e viene spontanea la domanda.

 Come mai avete lo avete conosciuto? «Gli impianti della monumentale villa, in stile palladiano, dell’ex presidente è stato l’ultimo lavoro che abbiamo eseguito per conto della Giza SpA di Bagnolo in Piano.» Continua Maurizio: «la nostra esperienza lavorativa è iniziata in Giza, una grande azienda di progettazione. La presenza all’interno di tecnici e ingegneri di elevate competenze ne faceva una delle realtà più importanti in Italia. Venivano progettati allevamenti, stabilimenti industriali, impianti, in particolare rivolti all’agricoltura e alla zootecnia per conto di committenti soprattutto esteri e realizzati “chiavi in mano”. Quindi spesso eravamo all’estero e in particolare nei paesi dell’est e in medio oriente a seguire la realizzazione delle opere progettate a Bagnolo. Quando Giza ha chiuso, forti dell’esperienza maturata, abbiamo deciso di continuare l’attività di progettazione in proprio e nel 1993 abbiamo fondato lo Studio; per qualche anno abbiamo seguito l’ultimazione di diversi lavori che Giza aveva in corso, tra cui la villa in Turkmenistan e un impianto di irrigazione per un grande uliveto in Siria».

Poi avete continuato a lavorare in Italia, vero Luca?
«Si, la collocazione a Correggio, tra le province di Reggio e Modena, territori ad alta concentrazione industriale e forte sviluppo edilizio ha favorito il consolidamento della nostra attività, particolarmente rivolta ad una clientela privata e industriale. A metà anni ’90 si iniziava a parlare di risparmio energetico, di isolamento termico e acustico, di fonti energetiche rinnovabili e anche il raffrescamento estivo iniziava a diventare un elemento sempre più richiesto. Sulle nuove abitazioni le installazioni di questi impianti divennero preponderanti. Anche l’industria, per limitare la bolletta energetica, iniziò a considerare l’installazione di impianti per il risparmio energetico e il raffrescamento estivo. In particolare oggi, con la diffusione di macchinari a controllo numerico sempre più sofisticati, è necessario un rigoroso controllo della temperatura soprattutto nei mesi estivi, con impianti adeguati ai bisogni.» Continua Maurizio: «Stiamo lavorando per importanti aziende correggesi, per conto dell’AUSL di Reggio Emilia in relazione alla realizzazione della centrale termica dell’ospedale di Correggio, per conto della Diocesi di Reggio Emilia per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento e condizionamento relativi alla costruzione del nuovo Seminario. Abbiamo da poco ultimato la riqualificazione energetica delle scuole nel quartiere Espansione Sud a Correggio. L’evoluzione tecnica degli impianti è continua: negli stabilimenti industriali, ad esempio, per ridurre le polveri generate dal riscaldamento ad aria si installano sempre più delle termostrisce radianti ad altezze opportune che evitano in gran parte il problema, oppure si utilizzano i collaudati impianti a pavimento. Ci occupiamo inoltre di prevenzione incendi e impianti antincendio con la progettazione di impianti idrici, la progettazione di impianti di rilevazione ed allarme incendio oltre che delle relative pratiche presso i Vigili del Fuoco. Nel frattempo lo studio si è ampliato e attualmente, oltre a me e Luca, sono presenti altri quattro giovani tecnici (i loro nomi sono riportati nella foto, NdR) tra cui un ingegnere energetico».

Luca, nella situazione attuale in cui i prezzi del gas metano e dell’energia elettrica hanno raggiunto vette mai viste, con l’introduzione delle norme sull’Ecobonus del 110% e le materie prime difficili da reperire, cosa potrebbe fare il cittadino per limitare i costi della bolletta e quindi ridurre l’inquinamento?
«Le nuove abitazioni, da dieci/quindici d’anni a questa parte, adottano, anche per legge, tecniche costruttive che prevedono il “cappotto” come isolamento esterno e il fotovoltaico per la produzione di elettricità: questi rappresentano due elementi fondamentali nel risparmio energetico. Il patrimonio edilizio italiano costruito precedentemente, sul piano energetico, sarebbe tutto da riqualificare; anche l’Ecobonus, che ha impresso una forte accelerazione degli interventi di riqualificazione, alla fine avrà interessato una minima percentuale dei fabbricati. Tenendo presente che circa i due terzi dei consumi di energia in una abitazione tradizionale sono relativi al riscaldamento e al raffrescamento, gli interventi principali diretti a ridurre questa componente sono: l’involucro esterno come prima cosa, il fotovoltaico con pompa di calore, il solare termico, caldaie ad alta efficienza, il riscaldamento a pavimento, i serramenti a tenuta d’aria, il ricambio d’aria con recupero di calore. Questi interventi, realizzati con moderne tecnologie, possono rendere l’abitazione “zero gas” e quindi non richiedere nemmeno l’allacciamento alla rete, con riduzioni dei consumi energetici fino all’ottanta per cento».

Sul restante un terzo dei consumi come si può intervenire, Maurizio?
«Anche i comportamenti individuali e l’attenzione ai particolari possono fare una sensibile differenza. In primo luogo fare attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici; il costo degli apparecchi di classe A è un po’ più alto ma viene velocemente ammortizzato dai risparmi; far funzionare gli elettrodomestici nelle fasce orarie meno costose; usare lampadine a LED; evitare di mantenere apparecchi elettrici in stand by (TV, stereo, computer, caricabatterie)».

La scienza e la tecnologia, quando sono ben indirizzate, possono fare grandi cose. Intanto io uscendo dagli uffici dello Studio non prendo l’ascensore; qualcosa ho già risparmiato.

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