Prendiamo la tua personalità per i capelli

Oltre Moda, di Augusto e Simone parrucchieri

Una donna che si taglia i capelli è una donna che sta per cambiar vita” è uno degli aforismi cult della celeberrima stilista Coco Chanel, che ha condensato in poche parole, come solo lei sapeva fare, quella che è l’essenza del mestiere del coiffeur. Forse oggi, a distanza di ottant’anni da quando la signora della moda ha espresso questo pensiero, si va dal parrucchiere anche per ragioni diverse e non così strettamente esistenziali – sarebbe un concetto troppo radicale per i giorni nostri, ma è innegabile che chiunque entri in un salone riponga in cuor suo una certa aspettativa nelle mani di chi lo dovrà “sistemare”.

Lo sanno bene Augusto Nizzoli e Simone Catellani, in arte Oltre Moda, che nel salone in Corso Cavour 16/A esercitano questa professione da più di vent’anni. Era infatti l’ottobre 2001 quando, entrambi giovanissimi, terminata la scuola da parrucchiere, dopo essersi conosciuti in occasione di un’esperienza lavorativa come dipendenti nello stesso salone, hanno deciso di fare il grande passo e mettersi in proprio. Il sodalizio si è dimostrato fortunato, perché nel corso di due decenni Oltre Moda è diventata una realtà affermata, che ha saputo differenziarsi nella vasta offerta di questo settore per la capacità di saper gestire con lo stesso livello di competenza una clientela molto variegata. A ciò si aggiunge una presentazione del salone decisamente particolare, dal sapore vintage, frutto della passione di Augusto e Simone per gli elementi di arredo d’epoca, che rende interessante la permanenza.

Visto da fuori, infatti, il salone ha la parvenza della tipica barberìa, con vicino alla vetrina d’ingresso il barber pole (segno di riconoscimento internazionale costituito da un piccolo palo con i colori bianco, rosso e blu in diagonale a simboleggiare la presenza di un barbiere all’interno del locale) ed un’insegna su pannello di legno creata a mano da Augusto. Nell’arredo dell’interno predomina un gusto maschile: le pareti sono occupate da fotografie d’epoca, piccoli pannelli decorati a mano sempre da Augusto e cimeli di vario genere, che trasmettono a chi entra la sensazione di trovarsi in un luogo poco convenzionale per un salone da parrucchiere. Gli elementi di maggior spicco sono le quattro poltrone da barbiere (una è decisamente più adatta ad un dentista di tanti anni fa, ha un che di inquietante!), trovate nei mercati di antiquariato, ed una poltrona a forma di cavallino per i clienti più piccini, datata 1920, acquistata personalmente da Simone, davvero bellissima.

Chiedo ai “ragazzi” quali debbano essere oggi i punti di forza di un salone, secondo la loro esperienza. Risponde Augusto: «Il nostro mestiere è fatto di stile e di tecnica, quindi un punto di forza è senza dubbio l’aggiornamento costante su quelli che costituiscono i fondamentali per un parrucchiere: taglio, colorazione e acconciature, da sposa e non, per lo stile, mentre per quanto riguarda la tecnica seguiamo una formazione continua con le case produttrici di cui ci serviamo, per conoscere le ultime tecnologie in fatto di prodotti e saperli utilizzare al meglio a seconda del tipo di capello. Negli ultimi anni stiamo anche assistendo ad una svolta green da parte di vari marchi per saloni: ci piace l’idea che i prodotti che utilizziamo possano ottenere un risultato più rispettoso del capello e contemporaneamente preservare il pianeta. Cambia la composizione, sono al 90% naturali, senza sali e senza profumazione».

Aggiunge Simone: «L’essere al passo coi tempi su stile e tecnica è fondamentale, ma resta un punto di partenza: secondo noi serve anche la capacità di entrare in sintonia con chi abbiamo davanti, capirne la personalità e le esigenze per saperlo consigliare per il meglio. Faccio un esempio: quando un cliente, donna o uomo che sia, viene da noi con un’immagine di acconciatura vista su un personaggio famoso e vuole che la riproduciamo, non sempre ci sembra una buona cosa per la sua immagine. Gli illustriamo le soluzioni alternative che risultano più adatte alla sua specifica situazione e che daranno un risultato maggiormente in linea con la sua personalità, anche contro il nostro interesse, se necessario. Il dialogo è fondamentale per non generare false aspettative, si tratta di etica professionale».

Aggiunge Augusto: «Se mi rivedo ragazzino, quando andavo dal barbiere gli spiegavo cosa volevo ma mi adeguavo alla sua decisione ed al risultato del suo lavoro; quando oggi un giovanissimo si siede sulla mia poltrona e mi chiede un certo tipo di taglio, magari mostrandomi un’immagine, come diceva Simone, è difficile entrare in sintonia con lui ed è ancor più difficile capire se il lavoro si sta rivelando gradito durante il suo sviluppo. Le giovani generazioni sono a mio avviso le più difficili da accontentare, perché si confrontano con modelli estetici molto curati e studiati nei minimi dettagli. Per noi il vero successo di un parrucchiere è riuscire a stabilire un contatto con i clienti più giovani. Senza nulla togliere a tutta l’altra clientela, dalla signora che viene da noi ogni settimana al giovane che vuole avere una barba sempre curata, alla ragazza che vuole l’effetto trasformazione, dove si lavora principalmente sulla colorazione. Per noi tutte le persone sono importanti. Recentemente è venuta a mancare una delle nostre clienti storiche, per noi è stato un brutto colpo perché ci eravamo affezionati a lei: era ormai come una persona di famiglia».

Effettivamente posso confermare, essendo cliente abituale da parecchi anni, che la capacità di entrare in sintonia con il cliente non manca a nessuno dei due soci; trascorrere un po’ di tempo da Oltre Moda è sempre una piacevole esperienza, perché Augusto e Simone sanno mettere a proprio agio anche il più impenetrabile dei clienti. Un dono di natura che hanno saputo mettere a frutto con garbo, discrezione ed un pizzico di ironia.

Il segreto di un sodalizio professionale come il loro è la condivisione non solo del mestiere, ma anche della vita privata: partiti da giovanissimi come colleghi di lavoro, hanno iniziato a frequentare anche gli stessi amici e adesso che sono entrambi papà condividono le stesse idee di impegno verso la famiglia. «A volte siamo come una coppia sposata… abbiamo le nostre divergenze anche se non sembra, ma riusciamo sempre a superarle!». Questa è la giusta filosofia per affrontare un altro ventennio insieme!

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