Potare sì, ma con giudizio

La potatura delle piante ornamentali non è una pratica indispensabile. Piuttosto è da considerare un “male necessario”, che non migliora lo stato di salute dell’albero e non dovrebbe mai avere lo scopo di determinarne la dimensione finale. Purtroppo invece, soprattutto in ambito urbano, il principale scopo della potatura è quello del contenimento del volume della chioma, volto a costringere le piante entro spazi definiti. Un errore figlio di scelte scorrette che stanno a monte della messa a dimora di quella pianta in quel luogo o di scelte urbanistiche successive che hanno progressivamente sottratto spazio intorno alla vegetazione esistente. Alberi che in tanti casi possono essere considerati veri e propri monumenti, basti pensare a quelli dei nostri viali. In effetti, in passato più che adesso, quando ci si trova a disporre di un area verde da “arredare” si tende ad eccedere nel numero di esemplari, sia per la voglia di circondarsi di un ampio assortimento arboreo che per la ricerca dell’effetto immediato. Oltretutto è sempre molto difficile immaginare lo sviluppo futuro che quegli alberi potranno avere in un periodo di 10 o 15 anni e ben difficilmente dopo quel periodo saremo disposti a sfoltirne la quantità. Per questo si operano le potature necessarie ad evitare che le piante vadano ad invadere ambiti inopportuni, che possono essere aree di proprietà limitrofe, strade o i tetti delle stesse abitazioni, e soprattutto evitare i pericoli che possono arrecare alla cittadinanza. Anche per questo occorre avere la consapevolezza che la potatura non è un’operazione da improvvisare, ma che al contrario richiede competenza, professionalità e soprattutto dei precisi obiettivi da perseguire. Lo scopo della potatura è quello di favorire l’equilibrio fisiologico delle piante e la loro massima efficienza fotosintetica. In questo modo si ridurrà la necessità di interventi futuri limitandoli ai casi indispensabili per motivi di sicurezza, nei casi di problemi di stabilità o malattia di parti dei rami. La potatura può essere drastica o blanda, invernale od estiva. Da questo punto di vista le scelte sono determinati nel generare la reazione dell’albero che, se potato vigorosamente in inverno, reagisce con il massimo vigore al contrario di quanto accadrebbe se fosse potato ad inizio estate, pratica purtroppo poco diffusa, quando interventi modesti colgono l’obiettivo limitando la necessità di ulteriori potature per periodi lunghi.

 

UNA POTATURA DA MANUALE

Di fatto la potatura delle piante ornamentali non deve essere drastica e precoce con lo scopo di evitare di dover raccogliere le foglie che in autunno cadono. Potature troppo incisive, oltre ad essere antiestetiche, creano squilibrio nelle piante: in quelle giovani stimolano la rapida emissione di ricacci vigorosi e verticali che saranno da eliminare già all’autunno successivo, mentre nelle piante vetuste non fanno altro che accelerare il processo di invecchiamento delle stesse. Una potatura da manuale prevede l’asportazione massima del 25% dell’apparato fogliare della piante per gli esemplari giovani e vigorosi, valore che si riduce al 10% per le piante più datate. Per il resto abbiamo la grande fortuna che la natura, nel limite del possibile, si impegna a correggere gli errori dell’uomo.

 

IL VERDE DEL FUTURO

Immaginiamo un viale che scorre all’interno di due bellissime file di piante maestose, al bordo delle quali sono stati previsti spazi adeguati per permettere ai rami di non cadere mai sulla corsia del traffico. La potatura è affidata al vento ed alla neve ed eventuali interventi di manutenzione alla chioma sono possibili senza interrompere la circolazione del traffico stradale. Un polmone d’ossigeno grandioso. Oggi questo è ancora un sogno, ma presto o tardi dovremo imparare a progettare gli spazi verdi con queste logiche virtuose.

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