Pioniere sempre e di corsa

Enzo Fontanesi, un novantenne poliedrico

In questi giorni è uscito “DI CORSA per quasi un secolo”, volume che racconta la vita di Enzo Fontanesi, classe 1930. Si tratta di un’autobiografia in terza persona, dove gli eventi, le azioni e le persone incontrate sono raccontati dal punto di vista del protagonista. «Ho novantatré anni e sono ancora impegnato tutti i giorni: organizzare un evento, recarmi in sede all’associazione per sbrigare qualche cosa, controllare la posta o altre faccende, sia per il Gruppo Sportivo Correggese, di cui sono fondatore e presidente onorario, o per Angolo Arte, l’associazione artistica in cui sono impegnato da anni».

Enzo Fontanesi nasce in povertà da genitori contadini; la numerosa famiglia si stabilisce in un podere in affitto a San Martino di Correggio. Ancora bambino lavora nei campi e presso un’impresa edile, quando scoppia la guerra. Dopo la liberazione, da “giovane esploratore” scopre le proprie capacità organizzative: è tra i fondatori dell’API, Associazione Pionieri d’Italia. Non ancora ventenne, viene ingaggiato nell’Associazione. Dopo il servizio militare, diventa Segretario comunale della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana). Alle elezioni amministrative del 1956 entra in Consiglio Comunale e viene riconfermato nel 1960, assumendo l’assessorato ai Lavori Pubblici. Nel contempo, è rappresentante del Comune nel Consiglio di Amministrazione della Metano Correggio, la società partecipata al 50% tra ENI e Comune di Correggio, dove rimane fino al 1975 come presidente ad anni alterni.

Negli anni cinquanta e sesanta i grandi cambiamenti della società italiana investono anche Correggio: il boom economico, l’industrializzazione, l’esodo dalle campagne al centro. La cittadina cambia anche dal punto di vista urbanistico: nascono nuovi quartieri, le scuole medie, il villaggio artigiano e quello della piccola e media industria. Quando, nel 1963, diviene sindaco Renzo Testi, Fontanesi continua con l’assessorato ai Lavori Pubblici; come amministratore della Metano Correggio riesce nell’intento di portare il metano in tutto il paese, sia nel centro storico che nelle frazioni. Terminata l’esperienza nel Consiglio Comunale, nel 1970 diventa Segretario della Federazione Commercianti ed Esercenti della Provincia di Reggio Emilia, poi Confesercenti. Negli anni settanta, con la nascita della “società dei consumi”, Fontanesi accompagna la grande espansione organizzativa ed il rapido sviluppo dell’associazionismo, in particolare contribuendo alla nascita dei supermercati Conad. Dal 1970 al 1975 è eletto consigliere comunale a Reggio Emilia, rimanendo tuttavia Segretario della Confesercenti, confederazione che lo chiama a Roma.

Dal 1967, con venticinque soci, fonda il Gruppo Sportivo Correggese e favorisce l’acquisizione degli spazi dell’ex area Recordati per la società stessa; si fa promotore della pubblicazione di due libri sulla storia di Correggio, “Correggesi in prima pagina”; si occupa degli immigrati indiani e di volontariato nella sanità. «Possiamo dire che anche questo ruolo ha sottolineato l’impegno sociale che Fontanesi ha sempre sentito forte nel cuore». Intorno agli anni novanta il Gruppo Sportivo Correggese rivolge la propria attenzione al mondo dell’arte: è soprattutto in “Angolo Arte” che Fontanesi si immerge negli ultimi decenni.

Dopo questa biografia risplendente, quasi un’agiografia, pare necessaria un’intervista “critica” al signor Fontanesi, per equilibrare la visione complessiva. Occorre chiedergli di mettersi fuori ad osservare questa sua vita, che coincide fondamentalmente con una carriera “politica”. Nel pomeriggio fissato per l’intervista comincia la prima ondata di caldo dell’estate, ma trovo un signore fresco come una rosa, pronto al “combattimento”.
Incontro lui e la figlia Laura
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Mi fanno capire gentilmente che ridurre la vita del signor Fontanesi ad una “carriera politica” non è accettabile. Se avesse voluto davvero fare carriera politica, l’avrebbe fatta alla grande, ma che non era cosa per lui: la molla che l’ha fatto sempre scattare è stata la passione, la ricerca di idee sempre nuove, la volontà di scoprire strade inesplorate per il futuro.

Non ha corso troppo?
«No e non smetto: corro anche adesso, ho troppo da fare e due o tre cose urgenti in mente».

Non ha ripensamenti o dubbi, in particolare come Assessore alle Opere Pubbliche di Correggio?
«Certamente sono stati fatti degli errori. L’espansione della città è stata velocissima e veloci dovevano essere la progettazione e la realizzazione di interi quartieri, dal nulla».

Poi parte coi racconti di suoi interventi in favore di progetti utili alla città, a Roma, a rincorrere ministri, a trovare incartamenti nascosti in archivi colossali e farli approvare in un pomeriggio, con un po’ di fortuna.

Anche lui ha avuto dei no. Come un bellissimo progetto, per esempio, che finì nel nulla: l’idea di fare un gemello del “Bambasoun”, a lui collegato con un arco, che sarebbe diventata “Porta Modena”; non andò in porto, perché uno che si era impegnato si ritirò, in quel caso correndo più in fretta di lui.
Gli chiedo qual è stato, in definitiva, il suo vero lavoro: lui ricorda quando era Pioniere. La figlia lo corregge, dicendo che l’attività principale è stata prima nel commerciale e poi come procacciatore di affari, grazie alla sua grande capacità di instaurare relazioni e coltivare conoscenze nei più svariati ambiti. Torno su uno dei suoi incarichi, alla Metano Correggio.
Mi parla della decisione presa di notte, proprio la notte in cui morì Mattei, di stabilire la stessa bolletta di distribuzione del gas per tutti, indipendentemente dal costo dell’installazione; afferma che Mattei in persona gli aveva detto che si poteva fare, che l’Eni se lo poteva permettere. Poi si interrompe sorridendo. Prima non si era sbagliato. Un Pioniere, aveva detto. Così chiudiamo questo incontro nel primo afoso giorno d’estate: «Un Pioniere per sempre», conferma.

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