Percorsi musicali correggesi

All’Asioli va in scena la nuova generazione di strumentisti della città

È impossibile parlare di Correggio senza parlare di musica, così com’è impossibile parlare di musica senza parlare di Correggio.
Con questa pomposa introduzione, memore del miglior/peggior Marzullo, mi accingo ad imboccare un percorso che ho davvero a cuore: a partire da questo numero, mi occuperò di una serie di articoli che tenteranno di disegnare la traiettoria tracciata da Correggio nel panorama musicale italiano, una specie di scheggia impazzita che vaga nei pentagrammi da diversi decenni a questa parte.
Non sono di certo il primo a trattare questo ricchissimo tema, e risulta perciò un’impresa ardua farlo in modo realmente originale: per chi volesse approfondire in modo più esteso l’argomento, vi rimando al bellissimo volume Correggio Mon Amour, che festeggia quest’anno il decennale della pubblicazione.
Questo connubio culturale è stato ulteriormente rafforzato dall’intervento dell’amministrazione comunale, che ha deciso di insignire il nostro borgo del titolo di “Città della musica”, organizzando concerti ed eventi correlati.

“QUANDO INIZI A SUONARE
NON PUOI PIÙ SMETTERE”

 

Con uno sforzo mentale degno di un bimbo dell’asilo, mi sono chiesto: perché? Perché a Correggio la musica si è propagata e continua a proliferare, nonostante il succedersi delle generazioni ed il progressivo, innegabile disinteresse della società per questa nobile forma d’arte?

Nel tentativo di rispondere a questo interrogativo, ho deciso di operare in modo cronologico: allo scopo di dare una prospettiva diversa, mi è sembrato giusto farlo a ritroso, partendo da chi si affaccia ora in questo mondo, dalle giovani menti che diverranno in futuro gli artefici delle nuove pagine di questa fantastica storia.
Mercoledì 18 aprile si è tenuto al teatro Asioli lo spettacolo SS9, un viaggio sonoro lungo la via Emilia: il testo, scritto da Marco Truzzi e narrato da Giuliano Brunazzi, è stato accompagnato dalla performance dell’Orchestra dell’Istituto Comprensivo Correggio 1, che ha eseguito un articolato repertorio della melodia emiliano-romagnola.
I ragazzi, diretti dal Maestro Paolo Testi, sono stati integrati nell’organico dalla presenza di alcuni genitori, in un significativo passaggio di testimone che la dice lunga sull’identità musicale della nostra città. I papà non sono stati gli unici ospiti di eccezione, poiché gli allievi hanno avuto il privilegio di collaborare con due cantanti professionisti: Lorenzo Campani, frontman di New Era e Frontiera, oltre che semifinalista del talent The Voice of Italy, e Mara Redeghieri, storica voce degli Üstmamò.
Oltre all’estrema cura nell’esecuzione tecnica dei brani, sono rimasto molto colpito dall’estrema organizzazione dei giovani musicisti, che hanno occupato il palco con ordine e professionalità, nonostante un teatro gremito che avrebbe fatto impallidire anche i più esperti.
Quando mi sono approcciato a loro finito il concerto, gli studenti, visibilmente emozionati, mi hanno risposto con grande educazione e pertinenza:
«La mia passione per la musica è nata in quinta elementare, ho visto dei ragazzi che suonavano e ho scelto di provare il flauto traverso. Mi sono divertito molto fin da subito e questo mi ha portato a scegliere l’indirizzo musicale l’anno successivo» racconta Federico Luppi. Anche Marco Ferrari, clarinettista, ha cominciato alle scuole elementari col flauto: «Mi sono iscritto anche per poter provare uno strumento diverso, e la scelta è caduta sul clarinetto. La tradizione musicale di Correggio va portata avanti, così come il nostro indirizzo scolastico, perché la musica fa parte del DNA di noi correggesi». Tommaso Galantini, violoncellista, mi fornisce una chiosa a dir poco commovente: «La musica è divertente, appassionante: quando inizi a suonare, non riesci più a smettere».
Se vi siete mai chiesti quale sarà il futuro della musica correggese, dopo questa serata posso affermarlo con certezza: possiamo dormire sonni tranquilli, perché siamo davvero in buone mani.

LA PAROLA AL MAESTRO. INTERVISTA A PAOLO TESTI
Quando è nato questo progetto?

«L’indirizzo musicale esiste ormai da una decade, anche se purtroppo abbiamo dovuto attendere ben quattro anni per ottenere tutte le autorizzazioni
necessarie all’attivazione. Una volta avviato, l’indirizzo ha ricevuto subito molte adesioni e una vivace partecipazione dei ragazzi. Ci tengo a sottolineare che anche il Comprensivo 2 si prodiga attivamente nel contesto culturale, mettendo in scena spettacoli teatrali come I capelli del diavolo di Roberto Piumini, andato in scena il 14 Marzo qui in teatro».

Come organizzate le lezioni e il processo evolutivo dei diversi strumentisti?
«I Singoli insegnanti (Daniela Beltrami, piano; Simone Fornaciari, clarinetto; Giulio Vetrone e Matteo Crotti, chitarra e basso; Andrea Corradi, sax, NdR) studiano coi ragazzi individualmente le parti, che vengono poi assemblate nelle ore di musica di insieme, un po’ come i mattoncini Lego. La preparazione dello spettacolo è partita a Settembre: la fase degli arrangiamenti è stata molto impegnativa, partendo dall’ascolto e proseguendo con la stesura degli spartiti, facendo in modo che fossero divertenti da suonare senza essere estremamente difficili tecnicamente».

Quanto è stato utile poter collaborare con professionisti del calibro di Lorenzo Campani e Mara Redeghieri?
«Ogni anno cerchiamo di attivare delle collaborazioni con professionisti, per i ragazzi è molto eccitante. Portare in classe le esperienze di musicisti affermati è sicuramente di grande stimolo per lo studio: prima di farli conoscere, abbiamo un po’ creato il mito, facendo vedere a ragazzi alcuni video dei loro compagni di avventura. Cito anche genitori che ci hanno aiutato tanto: Andrea Luppi alla batteria, il motorino di tutta l’orchestra, e Giovanni Rubbiani, ex membro dei Modena City Ramblers e coautore del brano I Cento Passi, che abbiamo eseguito».

Come vedi il futuro del progetto?
«Il futuro è roseo: c’è tanto entusiasmo da parte di tutto lo staff, che lavora in sinergia e vuole sempre migliorarsi. I ragazzi percepiscono l’impegno di tutti e si sentono responsabilizzati a dare sempre qualcosa in più. Ci sono già altri progetti in cantiere, come quello sulla musica settecentesca, in collaborazione con gli altri Istituti della provincia, che si terrà a maggio all’Ariosto di Reggio Emilia. Volevo ringraziare il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per il suo bellissimo intervento a fine serata e per aver destinato dei fondi a sostegno di questo magico progetto: attraverso l’aiuto delle Istituzioni e dei privati potremo rendere il nostro avvenire ancor più luminoso».

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