Per il risultato non basta l’atleta

Il Volontariato sportivo, un servizio prezioso

Nella benemerita galassia del volontariato, esiste un pianeta più leggero, divertente, ma non meno importante: quello dove abita il volontariato sportivo. In questo mondo popolato da tante società, in centinaia di discipline che coinvolgono milioni di praticanti, il volontario svolge la sua opera. Indispensabile. Lavoro manuale, organizzativo, tecnico, logistico: questi e altri sono i campi dove svolge il suo servizio. Il funzionamento di qualsiasi società che svolga attività sportiva dilettantistica è condizionata dal numero di volontari che lavorano al suo interno, facendo risparmiare risorse e a volte anche apportando valore tangibile, cioè soldi, con il proprio impegno diretto. Tutte le società possono cambiare singoli protagonisti a qualsiasi livello tecnico o dirigenziale ma non possono prescindere, per reggere con parametri economici sopportabili, dalla presenza di volontari. Succede spesso che prima di entrare in qualsiasi compagine societaria, i dirigenti interessati si informino e incontrino innanzitutto i volontari, per sapere se potranno fare affidamento sul loro indispensabile apporto. A Correggio recenti vicende hanno riconfermato questa prassi.

Va poi detto che il decorso della pandemia ha ulteriormente aumentato il fabbisogno di volontari. Il rispetto dei protocolli sanitari via via introdotti, il controllo agli ingressi, il rispetto del distanziamento all’interno, la santificazione degli ambienti, l’introduzione del green pass ha visto il protagonismo dei volontari consentendo così la sopravvivenza di tante piccole e grandi realtà.

Alcuni di loro, pur sconosciuti ai più, a volte diventano dei veri e propri miti all’interno delle squadre dove prestano il loro servizi. Non facciamo nomi, ma li riconoscerete per ciò che fanno. Come chi fa le righe diritte sui campi da calcio; come chi fa trovare la palestra pronta e in ordine; come chi disciplina le corse dei podisti, proteggendoli nel traffico; come chi cambia le retine nei canestri del basket. Cose arcinote. Si sa chi le fa, no? Ancora? L’atleta ha bisogno di qualsiasi cosa? Eccolo subito servito. E vale per tutte le discipline.

Tutto rose e fiori? No, esistono a volte dei fraintendimenti: chi di dovere li deve saper gestire e incanalare per il verso giusto in poco tempo. Qualche volta, infatti, il volontario tende all’anarchia, mal digerisce la disciplina e la limitazione dello spazio di manovra, forse perché, spesso se già in pensione, ha dovuto osservarla con sofferenza quando lavorava. Poi vuole essere informato e partecipe; per lui uno vale uno, niente gerarchie. Allora va guidato con molta delicatezza, altrimenti si rischia nell’immediato di provocarne il disimpegno. Alla fine però l’amore per la società ed il piacere della compagnia degli amici prevale su tutto e si continua assieme con rinnovato entusiasmo.

Non ci resta che ringraziare queste persone che permettono a tutti noi di usufruire di eventi sportivi, ai nostri figli o nipoti di praticare lo sport che più gradiscono, ai dirigenti sportivi, a volte loro stessi volontari, di contenere i costi di accesso e poter continuare le attività in favore della collettività.

Grazie, mille volte grazie. E per chi volesse metter piede per la prima volta sul pianeta dei volontari dello sport: avanti, c’è posto!

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