Per fare un video non basta un click

Luca Baccarini e la felice avventura di kibo.It

Con i suoi 350 mq, venti telecamere ottiche, droni e luci per ogni contesto, è lo studio fotografico e video più attrezzato della provincia. Da qui sono passati cantanti famosi e importanti brand di consumo pubblico. Conosciuto per l’ampiezza dei suoi spazi e per i servizi di alta qualità, è un gioiello nato dal talento correggese. La Kibo.it è una realtà imprenditoriale originale ed in crescita. Primo Piano ha chiacchierato con il proprietario Luca Baccarini, che ha narrato la sua avventura partita più di vent’anni fa.

 

Luca, raccontaci dei tuoi primi passi professionali.
«Il mio percorso personale e lavorativo inizia da due punti fermi: la passione per la musica, da buon correggese, ed un diploma di perito informatico conseguito all’Itis di Carpi. Da ragazzino ho iniziato come autodidatta a suonare la tastiera per poi seguire corsi ad hoc, di pianoforte jazz al Cepam. Nel 1998 ho fondato un mio gruppo musicale, Il Nucleo: facevamo le prove nel garage di mia mamma. Quello è stato il primo studio di registrazione in cui ho lavorato e da lì sono passati anche musicisti famosi come Mario Biondi e gli Studio3. Archiviata l’esperienza del Nucleo, ho creato un altro gruppo, Errore 404, con due amici correggesi, Marco Gherpelli (fratello dell’attore Andrea) e Ferruccio Bonaretti. Con Bonaretti e Stefano Davoli nel 2012 abbiamo allestito uno studio di registrazione musicale a Prato di Correggio, in una casa colonica di proprietà di Gherpelli. Il brand era già Kibo.it. Ci occupavamo di produzioni di brani musicali sia per noi che per altri artisti. Tuttavia non lavoravo in Kibo in prima persona, all’epoca questa attività era un hobby. Il mio ruolo professionale era quello di direttore informatico alla Cir di Reggio Emilia dove sono rimasto fino a qualche anno fa».

 

Quando hai fatto il grande salto da impiegato a imprenditore?
«Negli anni lo studio si è specializzato in produzioni video per musica, il classico video clip ma anche per agenzie di comunicazione. In pratica io e Bonaretti abbiamo unito due amori: il mio per la fotografia ed il suo per i video. Sono stato il primo a Reggio Emilia a conseguire la certificazione Enac per l’uso dei droni nelle operazioni critiche, ovvero la possibilità di impiegarli dove ci sono infrastrutture. Lo studio ha progressivamente aumentato il fatturato e a quel punto, nel 2018, ho deciso di lasciare il mio lavoro alla Cir e di dedicarmi a tempo pieno a Kibo.it. Ci siamo trasferiti da Prato alla zona artigianale di Correggio. Inoltre abbiamo ridefinito i nostri servizi, che nello specifico sono: il noleggio dello studio a fotografi e video makers, la realizzazione completa di video istituzionali e in minima parte anche musicali, foto per e-commerce e siti, produzioni con i droni per spot pubblicitari anche televisivi, noleggio attrezzature e service in location per altre case di produzione. Il mondo dell’audio è rimasto ma si è spostato di più a servizio del video».

Per quali brand lavorate maggiormente?
«Ce ne sono vari: Kibo.it ha curato gli spots televisivi di Alga Guam, Moto Guzzi, Regione Sardegna. Inoltre, facciamo produzioni video per Gilette, Nivea, Dash, Cellular Line e Liu-Jo. Con i droni abbiamo girato il video della nuova RFC Arena di Reggio Emilia. Lavoriamo tanto anche con gli eventi, tra cui il Ted X Reggio Emilia di cui siamo partners».

 

Quante persone lavorano in Kibo.it?
«Io sono socio unico e ho un collaboratore fisso, Michele Cristiano. A seconda delle produzioni, mi avvalgo di una ventina di professionisti tra cui fotografi, stylists, truccatrici, fonici, operatori video, registi, artigiani per le scenografie».

 

Obiettivi per il futuro?
«Vorrei fare conoscere maggiormente le attività di Kibo.it potenziando l’aspetto pubblicitario. Inoltre, intendo fare ulteriori investimenti in attrezzature per stabilizzarci su una fascia di mercato medio-alto. Infine, continuare a consapevolizzare i miei collaboratori della qualità elevata che possiamo offrire al mercato audio-video, pubblicitario e dei servizi».

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