Pela ed bésa

Le credenze sono le soluzioni empiriche, che nel tempo, la cultura popolare ha sedimentato ed ha messo a disposizione delle persone per dare risposta ai grandi interrogativi della vita. Sono dei riferimenti che indicano come interpretare gli eventi, come affrontarli e porvi rimedio. Sono le risposte di cui ogni comunità ha bisogno, verità sospese tra le certezze scientifiche e l’irrazionalità.
L’uomo, spaventato di fronte all’imprevedibilità e timoroso per il futuro, ha elaborato teorie che aiutano a leggere, interpretare e spiegare ciò che avviene.Accadono cose imprevedibili: malattie, abbandoni, tracolli…
Questi avvenimenti sconvolgono l’esistenza e obbligano a riflessioni profonde sul significato della vita e su come questa debba inesorabilmente fare i conti con termini quali: sorte, fortuna, sfortuna, destino, fato.
Le domande che l’uomo si pone sono: «perché succedono certe cose?», «Cosa si può fare per prevenire avvenimenti negativi?», «Esistono azioni che propiziano eventi favorevoli?».
A queste domande l’uomo ha sempre cercato di dare risposta fin dall’antichità.
Tutte le credenze nascono con lo stesso fine: l’impulso a spiegare, controllare e rendere prevedibili gli eventi.
La cultura popolare attraverso i proverbi, le favole, i modi di dire ha tramandato sapere, credenze, convinzioni che hanno aiutato l’uomo ad affrontare l’imprevedibilità della vita.
Attraverso un pensiero razionale e scientifico molte di queste credenze non hanno alcun senso e a volte appaiono ridicole.
Rimane comunque famosa ed emblematica la risposta di Benedetto Croce in merito alle superstizioni: «Non è vero… ma ci credo».
È l’atteggiamento che hanno in molti di fronte alle credenze: non ci credo ma non si sa mai.

Sèmper d’mei stêr in dal sicûr!
Sempre meglio stare nel sicuro!


Se le indicazioni che provengono dalle superstizioni sono positive, danno serenità e fanno piacere. Se invece si incappa in qualche evento o situazione che prevede ripercussioni negative si pongono in essere azioni di contrasto, si attivano gesti o riti scaramantici più o meno segreti.
L’applicazione superficiale e incoerente delle credenze, anche sviluppata attraverso i mass media, ha generato una personalizzazione delle superstizioni.
Molte persone poste di fronte ai casi della vita, si sono costruite una propria “ritualità personale”, chi aderendo a credenze religiose, anche esoteriche, chi costruendosi originali credenze pagane.
Il più delle volte sono piccole ritualità quotidiane che rassicurano.
Percorsi, pratiche, abiti o piccoli oggetti che per la loro forma, il loro colore vengono caricati di significati e di poteri fantastici che hanno importanza e valore solamente per la persona che li possiede e li custodisce.

 

Gli eventi o situazioni che portano fortuna sono originati dalla presenza di eventi o oggetti riconducibili anche per contrasto:
alla forza fer ed caval (ferro di cavallo),
alla fertilità pister na merda (pestare una merda), sposa bagneda sposa fortuneda (sposa bagnata sposa fortunata),
all’abbondanza bali ed fein (balle di fieno), quaderfoi (quadrifoglio)
e al governo di forze oscure pela ed besa (pelle di biscia).

Gli eventi o situazioni che portano sfortuna sono dovuti alla mancanza di rispetto o al consumo di alimenti
pan, sel o oli arvarse (pane, sale o olio rovesciati).
Alla rottura di un bene prezioso nella quale specchiamo la nostra immagine
spec rot, set an ed desgrasi (specchio rotto, sette anni di guai).
Fare i lavori alla rovescia conduce sempre a risultati spiacevoli
metres un visti a l’arversa (mettersi un vestito alla rovescia)
così come fare un’azione che evoca o anticipa nella ritualità un evento negativo
der i pe a l’us (dare i piedi alla porta)
o che mette in pericolo l’incolumità paser sota a na schela (passare sotto ad una scala).
Vi sono poi numeri e giorni che rimandano ad eventi nefasti nei quali è bene tenere comportamenti sobri e non dare avvio o conclusione a delle attività.
tredes, derset, venerde (tredici, diciassette, venerdì).
Il corpo umano pare essere un grande catalizzatore di segnali che poi attraverso reazioni trasforma in presagi
spiura al nes, rabia pugn o bes (prurito al naso, rabbia pugni o baci)
urecia dreta parola mel deta… (orecchia dritta, parola mal detta…).
Anche gli animali con la loro presenza o attraverso il canto diventano messaggeri di futuro.
ragn porta guadagn (il ragno porta guadagno)
sa canta la civetla insema a la fnestra a mor un in ca (se canta la civetta alla finestra muore uno in casa)

 

Attraverso delle azioni si interroga il fato per sapere come sarà il futuro.
come sfogliare un fiore m’ama non m’ama (mi ama non mi ama),
l’interpretazione del sesso del futuro figlio pansa a punta… (pancia a punta…)
o l’ascolto di un canto cuch bel cuch… (cuculo bel cuculo…)

 

In modo scaramantico ci si affida alla forza di elementi noti per la loro resistenza e forma o per la loro potenza attiva
tucher fer (toccare ferro)
tucheres i maroun (toccarsi i testicoli).

Non potendo disporre di riserve alimentari i nostri contadini dovevano sopportare gravissime carestie. La loro più grande paura era la fame. Per questo praticavano riti propiziatori per la fertilità, l’abbondanza (San Simone, Santo Stefano…) e salute.
La guasa ed san Svan la fa boun per tut l’an (La rugiada di San Giovanni preserva dai malanni).

 

Alcune credenze forniscono consigli e avvertenze sui giorni nei quali è meno opportuno avviare o concludere le attività mertede e venerde (martedì e venerdì),
per affrontare imprevisti per cater quel ch’a s’e pers (per trovare qualcosa che si è perso), per dare risposta a desideri irrefrenabili al voi (le voglie) e sul comportamento da mantenere al meravei i s’tachen (le meraviglie si attaccano).

 

Nel libro vi è un supplemento di credenze ironiche, segrete pozioni, acque miracolose, unguenti e formule magiche per diventare più furbi, crescere in fretta, guarire da pericolosissimi mali, ingentilire donne acide, drizzare i gobbi, curare l’insipienza, risolvere problemi astrusi, vivere serenamente…
Sono pozioni e rituali scherzosi che sdrammatizzavano le situazioni, servivano da monito per i bambini e ricordavano a tutti alcuni principi inderogabili.
Avevano finalità filosofico-educative con le quali curare la mente e lo spirito.

Il termine ironia deriva dal greco “dissimulazione” e bene si confà a queste divertenti credenze che usano formule rituali classiche per esaltare l’assurdità di certi comportamenti e l’irragionevole aspettativa di ottenere risultati impossibili.

Anche in queste pratiche ci sono formule magiche, l’assunto viene sostenuto e confermato da una breve filastrocca in rima che ne attesta la veridicità e ne esalta l’ironia.
Queste formule in rima, molto note, sono diventate patrimonio comune di conoscenza e quindi “sapere condiviso”.

La musicalità delle parole, i doppi sensi o gli accostamenti improbabili rendono queste “perle di saggezza” verità assolute: se si vuole essere felici ci si deve accontentare di quello che si ha, se si vogliono ottenere risultati servono impegno e sacrificio. È necessario essere coscienti della propria condizione ed è inopportuno avere aspettative non realizzabili, la vita ha dei tempi che sono naturali e non possono essere accelerati o modificati, la insipienza è un male incurabile…

Alcuni temi sono ricorrenti e caratterizzano trasversalmente queste “credenze ironiche”.

 

L’uomo è strano, quando è bambino desidera diventare “grande” per anticipare le proprie esperienze e quando è vecchio desidera tornare “giovane” per non dover fare delle rinunce.

Alimenti per crescere velocemente
Magna di grustein che te dvint grand (mangia dei crostini che così diventi grande),
Trattamenti per far crescere i baffi…
Dagh ed la galinela che acse i cresen (dagli della cacca di gallina così crescono)
Pozioni composte da particolari frutti per trovare piacere ad ogni età.
Persegh, figh e m’loun ogni fruta a la so stagioun …

E se poi non avete capito bene di cosa stiamo parlando potete cercare in qualche antica bottega erboristica una polvere rara e misteriosa capace di effetti miracolosi: la Svilupina.

 

PELA ED BÉSA

credenze della cultura popolare emiliana

Con supplemento di pratiche ironiche, segrete pozioni, acque miracolose, unguenti e formule magiche per diventare più furbi, crescere in fretta, guarire da pericolosissimi mali, ingentilire donne acide, drizzare i gobbi, curare l’insipienza, risolvere problemi astrusi, vivere serenamente…

Domenica 21 ottobre 2018 ore 17 _ Palazzo dei Principi di Correggio Presentazione pubblica del libro

A cura di Luciano Pantaleoni

Illustrazioni di Giulio Taparelli

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