Passione e tradizione vanno ancora a canestro

Il basket Correggio, primo in Serie C Silver, in perfetta salute

Palestra delle scuole medie, un martedì come tanti, di un inverno per molti versi particolare: è qui che si allena la Pallacanestro Correggio, sponsorizzata Spal. La squadra è prima in classifica della serie “C Silver Emilia Romagna”.

A margine dell’allenamento serale incontro Davide Montanari, presidente della società, e Franco Stachezzini, allenatore della prima squadra.
Con loro facciamo il punto sul momento che sta vivendo il basket correggese, oltre che quello dilettantistico in generale.
A Montanari chiedo, per iniziare, un po’ di ragguagli sullo stato attuale della società da lui guidata.  «Attualmente i tesserati sono 217 maschi di tutte le età e dieci bambine nel mini basket.
Abbiamo undici squadre partecipanti a campionati nelle varie categorie, oltre al mini basket.
Come tecnici abbiamo un allenatore nazionale, il nostro Stachezzini, sette allenatori per le squadre partecipanti ai campionati minori e quattro istruttori per il mini basket.
Questi gli importanti numeri di un bel movimento, ma dietro c’è molto di più, partendo dai dirigenti volontari che svolgono diverse mansioni.
Eccone i nomi: Mauro Montanari, Ivan Minardi, Giovanni Marra, Gian Nicola Ferrari, Maurizio Messori, ed in ultimo io stesso».

Faccio notare al presidente come, secondo me, il periodo della pandemia sia stato uno spartiacque drammatico per molte società dilettantistiche.

Ora anche i costi di gestione sembra vadano lievitando a causa della crisi energetica: come pensate di fare fronte a questa ulteriore emergenza?
«Grazie ai dirigenti sopra menzionati siamo stati una delle poche realtà nel panorama regionale a non aver mai interrotto l’attività anche nel periodo Covid. Addirittura abbiamo collaborato con la Federazione per la documentazione inerente ai protocolli, aiutando altre società amiche.
Con gli importi seppur modesti dei ristori della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) e della Unione Comuni Pianura Reggiana ce la siamo cavata e, ci tengo a sottolinearlo, l’abbiamo fatto attraverso una gestione lineare, ferrea e non creativa… come ogni tanto si sente vociferare, a proposito di qualcuno che ci si dedica.
Ce la caveremo, insomma, anche questa volta. Temo solo l’arrivo della legge nazionale che obbliga tutte le società dilettantistiche, indistintamente, ad assumere a libro paga ogni persona che collabora con le società: questo in qualsiasi forma, dal magazziniere, all’accompagnatore, all’allenatore.
Per società come la nostra, basate sul volontariato, sarebbe un colpo mortale, insopportabile».

Dopo aver parlato dello stato di salute societaria, che tutto sommato sembra buono e, speriamo, in ulteriore miglioramento, chiediamo a coach Stachezzini qualche notizia sullo stato di salute della squadra, la Spal Correggio, capolista solitaria della serie C Silver Emilia-Romagna.

Era tutto previsto già ad inizio stagione?
Franco, conclusi i gesti scaramantici di rito, va sul sicuro: «Sì, sapevano di avere ottime basi già dallo scorso anno e pensavamo di potercela giocare ad un buon livello.
Ma un filotto di quindici vittorie su quindici partite non l’avrebbe immaginato neanche il tifoso più ottimista del mondo!».

Qual è il segreto, se un segreto esiste, di questo exploit?
«Non ci sono segreti – afferma Stachezzini – c’è solo un grande spirito di appartenenza! Siamo, diciamolo, un gruppo granitico e affamato di vittorie; anche in allenamento nessuno regala niente a nessuno. Il fatto poi che la società abbia operato sempre perché non ci fermassimo mai ha influito positivamente».

Esistono regole federali particolari per il campionato? Per esempio l’obbligo di presenza di atleti del vivaio con età obbligatorie?
«Sì, qualcosa c’è: a referto (la formazione che si consegna all’arbitro prima della palla a due) debbono esserci due giocatori con anno di nascita 2003 o successivi; inoltre nessun atleta può essere nato dopo il 1986».

A parte la prima squadra, a quale altra formazione della società dedicate più attenzione, soprattutto in prospettiva?
«Sembra retorico a dirsi ma dedichiamo attenzione in egual misura a tutte le formazioni. Avendo esclusivamente atleti locali, teniamo davvero a tutti. Non abbiamo figli e figliastri. Operiamo perché, oltre alla serie C Silver, anche chi gioca in Promozione o nelle varie Under possa avere le stesse opportunità di esprimere il proprio valore».

Quanti allenamenti settimanali sostenete?
«Avendo solo giocatori che lavorano o studiano, facciamo tre allenamenti serali di circa due ore ciascuno, suddivisi in parti atletiche specifiche con il preparatore atletico, mentre la parte tecnica e tattica è guidata da me».

Siamo grati alla società basket Correggio per averci concesso una visione intima e molto dettagliata della loro attività sportiva e associativa. Ricordiamo che la pallacanestro a Correggio ha antiche e solide radici. Molti nostri compaesani vi hanno giocato, raggiungendo anche traguardi eccellenti: tanti poi hanno figli o nipoti che praticano questo sport. Dunque il basket è patrimonio di tutti, svolgendo, va sottolineato, un’importante funzione aggregativa e sociale per la comunità correggese. Cogliamo l’occasione per invitare i nostri lettori a riavvicinarsi a questo sport, qualora l’avessero mai abbandonato, anche solo da spettatori. Conoscerlo meglio non guasta, si sa; aiutare a sostenerlo, anche materialmente, meglio ancora.

Ringraziamo per l’ospitalità la pallacanestro Correggio, il suo presidente e il suo allenatore, cui auguriamo un buon proseguimento.
Primo Piano di certo vi seguirà.
In bocca al lupo.

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