Pasqua del ciclista addio

Lettera aperta del presidente della società

Il 1° Aprile 2013, durante la gara ciclistica amatoriale “La Pasqua del Ciclista” organizzata dalla Ciclistica Correggio, una volata fatale causò la morte di un atleta.
Dopo due anni si è concluso il processo e la società organizzatrice, nella persona del presidente Roberto Bizzoccoli, è stata assolta.
Questa è la lettera del Presidente, che riceviamo e pubblichiamo.


«Tutto è bene, ciò che finisce bene», direbbe qualcuno.
Non ne conosco le origini ma è molto significativo.

Ebbene sì, l’ingiusta causa giudiziaria, intentata ai danni della Ciclistica Correggio, relativa al tragico incidente avvenuto nella gara ciclistica del 1 Aprile 2013, e specificatamente nei miei confronti, Roberto Bizzoccoli, nella mia qualità di  presidente dell’Associazione (n.b. gli unici presidenti in Italia a pagare di tasca propria sono i presidenti delle associazioni sportive in generale), si è risolta positivamente con un verdetto chiarissimo e inappellabile.

Ciò, grazie al giusto lavoro della procura di Reggio Emilia e, in particolare, grazie al lavoro intenso dei nostri avvocati Stefano Giovannini e Federico Bertani che hanno messo in campo tutta la loro esperienza e professionalità, ma che, al contrario, ci ha purtroppo costretti a sborsare, anche se giustamente, una somma di denaro (per la difesa) che è parte del nostro “capitale” accumulato in molti anni di operosità sportiva.

Un “capitale” doverosamente custodito con oculatezza e utilizzato al solo scopo di organizzare eventi e manifestazioni sportive per i nostri soci, per i nostri concittadini e per la diffusione di una più generale cultura “pulita” del ciclismo.

Eravamo certi che non avrebbe potuto finire altrimenti, considerata la tipologia dell’incidente che ha visto, quali unici responsabili, i ciclisti.

Nonostante tale certezza, abbiamo comunque dovuto attendere due anni!

Periodo, oltretutto, che ci ha costretto a notti insonni, dapprima per essere stati testimoni di una disgrazia di così grandi proporzioni, poi per la solitudine che, ahinoi, ci è derivata da un sentimento di abbandono davvero forte. E non solo, ma anche per l’ingiusto accanimento di controparte che, meglio di chiunque altro, conosce il ciclismo ed i rischi ad esso collegati.

Un grazie davvero sentito, deve essere rivolto ai numerosi soci della Ciclistica Correggio che ci hanno supportato in questo periodo, nonostante la drastica riduzione delle attività sportive attuate (penso comprensibile), anche per la quasi totale mancanza di entusiasmo e ridotta motivazione sportiva.

Un grazie anche ai dirigenti dell’UISP di Reggio Emilia che, mai hanno mancato di stare al nostro fianco nell’affrontare la difficile e complessa vicenda.

 

Dispiace affermarlo, ma è opportuno ribadirlo, anche con l’amaro in bocca: chi esce sconfitto da una vicenda di siffatta importanza è, oggi, il mondo dello sport, in particolare quello amatoriale-dilettantistico che si rivolge alle realtà associative quali la nostra “Ciclistica Correggio”.

Resta, poi, il forte rammarico, alimentato dai cosiddetti “discorsi di piazza”, dai soliti “mal pensanti” che, nemmeno atteso l’esito del giudizio, hanno dichiaratamente espresso la loro verbale sentenza di colpevolezza, di incuria, di incapacità e di leggerezza…Come se tutti fossero profondi conoscitori di dinamiche, regolamenti e leggi, addirittura come se molti fossero profondi conoscitori dell’ “arte della veggenza”. L’importante è parlare, non importa in che termini, ci direbbe qualcuno.

Orbene, nonostante il rammarico e lo sconforto vissuti, abbiamo avuto la forza di credere e di perseguire il nostro obiettivo: quello di svolgere attività ciclistica sportiva secondo i crismi dello sport pulito, sincero e vero. Tutto questo ci è stato d’aiuto e la sentenza pronunciata ha semplicemente confermato questa ineluttabile verità.

 Per tutto questo, siamo e resteremo una delle realtà più importanti del ciclismo provinciale e forse anche regionale e, lo ribadisco, continueremo, a testa alta, a promuovere il ciclismo nella sua forma più significativa e sicura, perseguendo gli obiettivi che ci siamo prefissati ma, purtroppo, dicendo “addio” alla Pasqua del Ciclista.

Roberto Bizzoccoli,
Presidente Ciclistica Correggio

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