Parrucchiere ed estetiste, fra visiere e igienizzanti

La ripresa c’è, a dispetto di norme stringenti e tardive

Intervista di Giovedì 4 Giugno, quindici giorni dopo la riapertura, a Luciana Radighieri; l’11 Giugno a Valeria Radeghieri e Leila Pelliciari, titolari del Salone Avant-Garde, e il 13 Giugno a Federica del Centro Estetico Blue Sun. Infine, a Fiona Gianotti di Backstage Parrucchieri il 25 Giugno.

 

Luciana, nativa di Correggio, ha un salone da parrucchiera a Campagnola da più di trent’anni. Dice che, in questi mesi di chiusura forzata, ha sofferto molto: «Mi è mancato tanto il mio lavoro, mi sentivo persa ed ero molto preoccupata per il futuro». Il salone è la sua vita, le ha permesso di realizzarsi come persona e di farla sentire completa, perché sa di fare bene il suo mestiere. «Barbara, la mia collaboratrice, ed io ci sentivamo tutti i giorni per farci coraggio a vicenda e adesso, che siamo di nuovo in sella, siamo fiduciose di riuscire a resistere allo stress dovuto alle tante, ma doverose, precauzioni, alla paura di sbagliare e, non ultima, alla difficoltà di indossare tutto il giorno la mascherina e, in alcuni momenti, anche la visiera. Quando torno a casa alla sera sono esausta, ma felice di essermi riappropriata del lavoro che amo. Il numero giornaliero delle clienti è per forza diminuito, ma non mi lamento se penso a quanto sono penalizzati i ristoratori».

Valeria e Leila sono sulla stessa lunghezza d’onda di Luciana. Non hanno mai avuto dubbi sulla riapertura: durante il lungo periodo di chiusura, hanno tenuto i contatti tramite messaggi e video con molte delle loro clienti, disponibili a dare consigli su tinture fai da te o altro, e ad aggiornarle non appena hanno avuto la certezza di riaprire. Riapertura che tardava troppo ad arrivare. Una volta iniziata la Fase 2 hanno cominciato a darsi da fare per adeguare il salone, affrontando tutte le spese per la sanificazione e per le altre precauzioni da mettere in atto.

Il comune rammarico va alla mancanza di direttive precise e soprattutto all’enorme ritardo col quale sono giunte. Hanno preparato tutto in base alle ordinanze regionali e comunali in attesa di quella governativa che mai arrivava. Si sono ridotti all’ultimissimo momento: il Governo decide Sabato 16 Aprile e loro erano pronti a riaprire il Lunedì 18, un solo giorno di tempo, e una Domenica per di più! Molti aspetti della pulizia erano curati anche prima, ma hanno dovuto fare un certo investimento in prodotti specifici per la disinfezione, in abbigliamento e presìdi, spesso monouso, per loro e per le collaboratrici e avvertono che va profilandosi un enorme problema di smaltimento dei rifiuti, che peserà sull’ambiente. Non possono entrare più di tre clienti per volta, tutte a debita distanza e munite di mascherina; bisogna poi programmare con precisione gli appuntamenti, perché non ci sia da attendere troppo all’esterno, soprattutto se c’è maltempo.

Quanto all’aspetto economico, le titolari dell’Avant-Garde di Viale V. Veneto, dopo aver utilizzato qualche giorno di ferie, hanno deciso, di propria iniziativa, di anticipare alla loro dipendente la cassa integrazione che non è ancora arrivata al momento dell’intervista, mentre non hanno trovato difficoltà con la loro Banca, che ha erogato subito e senza troppa burocrazia il prestito “garantito dallo Stato”. Aggiungono che questa Banca locale proponeva anche un Conto a costo zero per anticipare la cassa integrazione ai dipendenti, di cui non hanno approfittato, ma che era sicuramente una buona opportunità. Concordano anche sul fatto che l’atmosfera è un po’ triste: «Nelle prime settimane dopo il rientro, ci siamo accorte che qualcosa si era spezzato, si chiacchierava meno, niente riviste, niente caffè da bere ridendo insieme; tutti più seri, preoccupati. Speriamo che col tempo ci si abitui anche a questo nuovo modo di stare insieme, perché le persone vengono sì a farsi i capelli, ma anche a prendersi una pausa per un po’ di cure per sé e per un’ora almeno di completo relax».

Molto più complicata si è rivelata la riapertura dei centri estetici, a causa della ineliminabile vicinanza tra operatore e cliente. In generale tutte le avvertenze per parrucchieri e barbieri valgono anche per i centri estetici, in più l’Inail ha reso note alcune indicazioni specifiche: «I trattamenti estetici dovranno essere effettuati in locali separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione. Dovrà essere vietato l’utilizzo della sauna, del bagno turco e delle vasche idromassaggio. Al termine di ciascuna sessione vanno rimossi, con i guanti, le pellicole, i lenzuolini e quant’altro sia stato utilizzato per il trattamento. Le superfici della cabina estetica andranno pulite e disinfettate all’uscita di ogni cliente, garantendo il più possibile il ricambio d’aria».

Anche Federica, dell’Estetica Blue Sun Srl in Piazzale San Rocco, afferma che le direttive definitive per l’apertura sono arrivate all’ultimo momento, ma che il titolare si è premunito con lungimiranza, riservando al Centro un buon quantitativo di camici, mascherine, gel disinfettanti e quanto occorreva per la sanificazione, essendo l’azienda collegata con una Parafarmacia. «I presìdi sanitari ci sono, solo i guanti sono difficili da reperire. La ripresa c’è, le persone avevano una gran voglia di tornare e si fidano della nostra professionalità, particolarmente per quello che ha sempre riguardato la pulizia, anzi, i clienti sono in lista d’attesa. Il disagio riguarda, da un lato, le ragazze del personale per l’uso prolungato di mascherine, visiere e occhiali, poiché questi risultano impedimenti alla manualità; dall’altro lato, il danno per l’azienda. La chiusura di Marzo e Aprile è avvenuta proprio nei mesi di maggior lavoro per un centro estetico: dopo le feste di Natale e Capodanno, comincia la fase del “recupero” per rimettersi in forma, del dimagrimento e della preparazione all’estate, della cosiddetta “prova costume”. Una perdita economica enorme e irrecuperabile, così come gli “open day” sfumati. Il prossimo è previsto per il primi di Luglio. Ciò nonostante, l’Azienda ha anticipato la cassa integrazione per i dipendenti e oggi (12 Giugno) è appena arrivata quella di Marzo. Siamo fieri di come ci siamo preparati alla riapertura e soddisfatti per la buona ripresa, anche se non tutto è tornato alla normalità: bisogna evitare l’afflusso contemporaneo di più clienti, ad esempio al Solarium, e non è più possibile soddisfare le richieste di chi arrivava per una imprevista necessità. Gli appuntamenti sono inderogabili; si accedeva con prenotazione anche prima, ma potevi arrivare in anticipo, aspettare un eventuale “buco”, sederti alla Reception per scambiare due chiacchiere o leggerti una rivista. Ora non si può più fare».

Il 25 Giugno Fiona Gianotti, titolare insieme al marito Massimo Revelli di Backstage Parrucchieri in Via Conciapelli, può aggiornare sulla situazione a quasi quaranta giorni dalla riapertura. «Ci sono già state delle evoluzioni nei comportamenti: all’inizio, le persone erano ansiose di tornare e hanno accettato di buon grado tutte le misure di cautela adottate, poi, col passare dei giorni e a causa di molte informazioni contraddittorie dei media, hanno cominciato a mostrare una certa insofferenza per le regole. Speriamo che alcune misure vengano riviste e restino solo quelle veramente utili alla prevenzione di un eventuale contagio». Dice che ancora si prova un certo disagio nello stare a contatto e per l’impossibilità di rilassarsi davvero, per leggere o bere un caffè. Dal punto di vista economico, Fiona afferma che il danno patito potrà essere valutato solo fra qualche mese. Anche loro hanno anticipato la cassa integrazione ai dipendenti e ci tiene che si sappia che la loro Banca, anche in questo caso una banca “locale”, ha fornito un supporto pronto e insostituibile già nei mesi del lockdown.

Da parte loro, il Governo e “gli esperti” affermano che le direttive da impartire tallonano i dati e l’evoluzione della pandemia, per questo arrivano tardi e sono mutevoli; possiamo quindi augurarci che le restrizioni possano allentarsi fino a scomparire.

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